Questa è la presentazione che salvo imprevisti dovrebbe essere pubblicata su QuestoTrentino di prossima uscita.
Quando i cittadini contano?Ormai è abbastanza diffusa tra i cittadini la consapevolezza che gran parte delle decisioni prese a loro nome nella gestione delle città e delle nazioni, sono in realtà prese da un ristretto gruppo di persone che curano i loro interessi o quelli dei poteri economici che li sostengono. Il tutto dietro ad una facciata di apparente democrazia e rispetto delle regole. L'Italia è entrata in guerra in l'Iraq contro il parere della maggioranza del paese. Vogliono costruire una nuova base militare USA a Vicenza, contro l'opinione della maggioranza della città. Urbanizzano città a dismisura, peggiorandone la qualità della vita, contro il buon senso dei cittadini, mai consultati. Perchè chi è eletto, spesso con fatica e tramite un percorso dispendioso in termini di tempo e denaro, ha a volte la presunzione di sapere meglio dei cittadini quello che è bene per loro stessi.
Ma fortunatamente il mondo è un immenso laboratorio sociale dove ogni tanto succedono imprevisti. Accade così che grazie all'azione di singoli, di gruppi e di spinte storico e sociali, si siano sviluppate in varie parti, forme di governo che stranamente prevedono che siano i cittadini a decidere. Ossia dove la democrazia è davvero Demos (popolo) Crazia (governo). Non sono esempi che vengono citati volentieri dai media dominanti, forse per paura che poi siano imitati, e per saperne un po' di più bisogna recarsi sul posto oppure fare ricerche approfondite.
Due dei casi studio più importanti sono il Bilancio Partecipativo nato a Porto Alegre e la Democrazia Semi-Diretta Svizzera. Nel primo caso tutta la parte destinata agli investimenti del bilancio della città viene decisa dai cittadini. Il bilancio comunale in tutte le città del mondo è costituito in parte da spese fisse (manutenzione strade, luci, scuole etc) e in parte da investimenti. Gli amministratori comunali possono decidere solitamente solo sugli investimenti. Per questo è particolarmente importante la decisione di Porto Alegre di far decidere l'uso degli investimenti direttamente dai cittadini. E come si fa a far decidere 1.300.000 abitanti insieme? A Porto Alegre hanno scelto di creare un ciclo di assemblee circoscrizionali che durano alcuni mesi, in cui si parte dall'esame di quanto fatto l'anno precedente, e si procede a far emergere le esigenze, a stabilire le priorità e poi nel verificare i lavori.
In Svizzera invece hanno un sistema democratico rappresentativo apparentemente simile al nostro, ma con alcuni piccoli ma fondamentali dettagli aggiuntivi: i cittadini eleggono i loro rappresentanti, esistono i partiti, ma hanno anche tre strumenti di democrazia diretta: l'Iniziativa (che qui in Italia conosciamo come Referendum Propositivo senza quorum), il Referendum (che noi chiamiamo Referendum Abrogativo senza quorum) e la Revoca degli eletti (che noi in Italia non conosciamo e neppure immaginiamo possa esistere). Per questo un gruppo di persone di Rovereto ha deciso di organizzare una assemblea che faccia provare ai cittadini cos'è la partecipazione, tramite una simulazione di come potrebbe funzionare a Porto Alegre. Durante la serata verranno inoltre proiettati due mini documentari che mostreranno visivamente come funziona la vera democrazia, dove essa esiste. L'obiettivo è quello di mostrare un metodo che funziona e di proporre che anche Rovereto inizi un percorso simile. Di seguito il programma completo. Per saperne di più si può consultare il sito
www.cittadinirovereto.itQuando i cittadini contano?
Esempi e strumenti di partecipazione per cambiare la città parlando insieme
Programma serata:
1. simulazione assemblea partecipativa
2. incontro con esperti
3. proiezione brevi video-documentari:
- "Il Referendum e l'Iniziativa in Svizzera"
- "Il Bilancio Partecipativo a Porto Alegre"
Venerdì 26 gennaio 2007
ore 20.30 - ingresso libero
Centro di Educazione alla Pace
Via Vicenza 5 (appena sopra Piazza Podestà)
Rovereto (TN)