il giorno in cui Obama pronuncia un discorso memorabile e carico di propositi e di speranze, il nostro amministratore comunale incurante del fatto che il 19 gennaio 2009 siano state depositate 780 firme per un referendum con cui viene chiesto di realizzare un PRG partecipato (ossia progettato sentendo anche le esigenze e le priorità dei cittadini) o forse proprio per quello, espone la sua ricetta anti-crisi: stravolgiamo il PRG attuale (senza ovviamente sentire i cittadini, non c’è tempo, la crisi incombe) e cementifichiamo mezza città! Tutta questa foga decisoria come quando Bush entro in guerra in Iraq, guerra progettata un anno prima, sfruttando l’indignazione dell’11 settembre. Del resto le occasioni nella vita capitano raramente e non bisogna perderle. Chissà mai che poi la crisi passi. Grande esempio di democrazia e partecipazione in stile valdughiano. Evidentemente i costruttori edili hanno qualche difficoltà finanziaria e bisogna spianare (letteralmente) la città alle loro esigenze. Che poi magari se ne ricorderanno al momento delle elezioni comunali tra poco più di un anno. Costruire strade, ampliare la zona industriale, costruire sulla zona Ex-Alpi dove il 90% dei cittadini votanti nello scorso referendum comunale del 2005 aveva chiesto di fare un parco pubblico, costruire e ancora costruire. Poi quando avremo fatto una distesa continua di cemento sul fondo valle potremo sempre salire sui pendii e sulle cime che ci circondano e infine trasferirci su qualche altro pianeta. In fondo l’universo ne è pieno… o no?
Ecco i propositi di Valduga come apparsi su L’Adige:
La formula di Valduga contro la crisi:
davide pivetti C’è una via roveretana per uscire dalla crisi? O almeno per evitare che la città e la Vallagarina vi sprofondino? Il sindaco Valduga ne sembra convinto. E se il suo assessore all’industria, Paolo Farinati, rinnova il suo convinto ottimismo, il sindaco elenca le cose da fare e dimostra di masticare anche la macroeconomia, sia pur applicata alla microrealtà lagarina. «Ce la possiamo fare con le nostre forze – ha detto ieri sera in consiglio comunale il primo cittadino – purché oltre al Comune anche la Provincia faccia la sua parte. In città significa accelerazione dei cantieri già programmati, come la bretella ai Fiori, la rotatoria alla Favorita, la rotonda di Marco, tutti interventi che avvieremo nei prossimi mesi e che daranno lavoro ad imprese locali e ai loro collaboratori. Ma con il presidente Dellai abbiamo già discusso di altre cose, altrettanto concrete, da fare: bisogna subito accelerare la ripartenza dell’ex Manifattura Tabacchi. Fin qui si è ipotizzata la realizzazione di un centro per l’energia e l’ambiente. Vogliamo chiarire il progetto, definirlo, farlo partire concretamente. Entro due mesi quel luogo deve uscire dal silenzio in cui è sceso». Ma Valduga va oltre e apre a scenari in parte già noti ma fin qui immaginati in un contesto tutt’altro che immediato. «Pensiamo ad una maxivariante al piano regolatore – dice il primo cittadino – che preveda oltre al trasferimento dello scalo merci ferroviario a Mori anche la costruzione del nuovo Centro di formazione professionale sull’attuale deposito delle corriere e la ridefinizione del perimetro dell’area industriale, per prendere atto della realtà esistente e offrire nuove opportunità di sviluppo. E poi l’Itea, alla quale abbiamo presentato le aree su cui intervenire, e la grande viabilità: non solo tangenziale ovest ma anche la riorganizzazione di tutto l’attraversamento cittadino». Ultimo punto di questo vademecum contro la crisi è il rilancio dell’area ex Alpe, per la quale si attendevano da tempo risposte: «Pensiamo a costruzioni che occupino il 30% di quell’area – ha detto ieri Valduga – e che lascino un 70% a spazio verde. Un accordo con i privati che permetta di dotare la zona anche delle attività sociali necessarie». Più è grande l’obiettivo meno è vicina la sua realizzazione, ovviamente. Per questo il primo cittadino, assieme all’assessore ai lavori pubblici Gianpaolo Stiz, conclude elencando i cantieri in partenza: il centro scolastico di Noriglio, il rifacimento delle scuole “Negrelli”, la realizzazione della Rsa a piazzale Defrancesco, la sistemazione di viale Trento e la nuova pavimentazione in corso Rosmini. Fino all’appalto per la ristrutturazione del Museo Civico e la nuova illuminazione di corso Bettini e piazza della Pesa. «Vogliamo offrire occupazione e lavoro – conclude Valduga – e per questo oltre ai cantieri abbiamo chiesto il potenziamento di “Azione 10″, la risposta della Provincia è stata positiva». Altre risposte sono attese per il 5 febbraio, quando a Rovereto arriverà l’assessore provinciale all’economia Alessandro Olivi. Con lui le organizzazioni di categoria, l’Agenzia per lo sviluppo, la commissione lavoro comunale. Un incontro già atteso dai consiglieri roveretani che hanno chiesto di poter presenziare. Possibile anche che venga esteso l’invito al presidente Dellai e agli altri sindaci della Vallagarina. Presenze e luogo del summit saranno decisi oggi dal sindaco Valduga.




































ciao Paolo, buon giorno concittadini,
mi chiedo dove vogliamo andare, fino a dove si spingeranno costruttori e giunta nella modifica di una cittadina, e ci tengo a chiamrla così perché questa è la sua specifica denominazione, nata per ospitare ma anche per contenere un numero ristretto di persone. Tanto parlare di ampliamenti, ma dello smaltimento dei rifiuti, delle fognature e dell’approvvigionamento idrico non si parla mai. Eppure si sa che chi verrà ad abitare avrà bisogno di tutti questi servizi e la cittadina sarà in grado di offrirli oppure ci troveremo nel caos più totale?
Speriamo davvero che si vada verso una democrazia parteciapta anche per vagliare insieme il futuro di questo territorio!
Grazie
Cara Sara, grazie per il commento. Hai ragione, parlano di costruire, ma non spiegano mai, che i servizi che oggi sono calibrati per 37.000 persone e domani saranno usati da 50.000 saranno per forza più scadenti e con qualità inferiore rispetto ad oggi. Quindi peggiorerà la qualità di vita di noi cittadini.
L’unica cosa che crescerà sarà la ricchezza degli immobiliaristi che speculano cementando la vallata e il prestigio e lo stipendio di chi amministra una città più grande dell’attuale. Ma questa è una ricchezza sterile che distrugge la comunità. Gli immobiliaristi sapranno ricompensare chi li farà arricchire, alle prossime elezioni comunali.
Un amico che ha vissuto a Roma mi ha per esempio detto che il traffico romano è meno congestionato di quello di Rovereto in ora di punta. Sembra assurdo, ma lui ha vissuto di persona le due situazioni.
Per avere una democrazia in cui noi cittadini possiamo avere voce, dobbiamo impegnarci tutti. Gli attuali amministratori non concederanno neppure una briciola del loro potere, lo difenderanno con le unghie, con i denti e con ogni mezzo. Perchè per avere questo potere hanno lottato una vita.
Ma noi ci impegnamo per la nostra vita e per i nostri diritti. E alla fine la forza delle idee prevarrà. Ma il tempo per arrivare a questo dipende dal nostro impegno.
Tante piccole e apparentemente insignificanti gocce, costituiscono un oceano.
Paolo M.