dal libro “L’Anticasta – pag 154-155.
Montebelluna, provincia di Treviso, ricca città con industrie di 29.000 abitanti.
Nel 2002 aveva la raccolta differenziata al 49,6 % ossia poco meno di Rovereto oggi.
Nel 2004 (solo due anni dopo) con il passaggio alla raccolta a porta a porta era passata al 78.6%. In due anni inoltre i rifiuti erano passati da 280,7 kg a 100 kg a testa.
I costi di smaltimento passarono da 1.012.020 euro da luglio 2002 a giugno 2003 a 252.783 euro da luglio 2003 a giugno 2004.
I costi di raccolta nello stesso periodo passarono da 856.286 euro a 1.197.797 euro. Ossia i costi aumentarono di 341.511 euro per la raccolta, ma diminuirono di 759.237 per lo smaltimento.
La differenza portò 472.635 euro di beneficio economico per le casse comunali, che abbassarono le tariffe per gli utenti domestici dell’8% e per gli utenti industriali del 5%.
Quindi caro assessore Zuccatti, se la raccolta differenziata non aumenterà alla stessa maniera a Rovereto come a Montebelluna (stessa ricchezza, stessa grandezza, stessa composizione economica, stessi DNA delle persone, pochi km di distanza), la colpa sarà di chi gestisce l’operazione, ossia sua. Non certo dei cittadini Roveretani.
E se fallirà bisognerà domandarsi se è solo genuina imcompetenza o mancanza di volontà politica oppure serio interesse economico a realizzare l’inceneritore?
Per poter poi dire: “Io c’ho provato, ma i cittadini di Rovereto non sono in grado”.
Beh, visto l’esempio di Montebelluna, questa scusa non ce l’avrà…
Porta a porta? «Se non va lo abolisco»
l’Adige – Nicola Guarnieri, 23 agosto 2009
La raccolta differenziata, a Rovereto, va decisamente bene. Il 58% conferma l’impegno dei cittadini a produrre meno spazzatura da destinare in discarica e, soprattutto, supera la fatidica soglia del 50% fissata dalla Provincia alcuni anni fa. Meglio, ovviamente, si può fare. Soprattutto per quanto riguarda la plastica, il vetro e i vari contenitori non di cartone. Tant’è che ad ottobre partirà una differenziata spinta, in via assolutamente sperimentale, a Lizzana. «È una prova – conferma l’assessore all’ambiente Roberto Zuccatti – ma non è detto che diventi la prassi. Se, infatti, a fronte di un grandissimo impegno da parte degli operatori si arrivasse a guadagnare solo qualche punto percentuale in più questo sistema verrà cassato».
Intanto, comunque, l’allarme lanciato in merito allo sfruttamento delle campane blu (con rifiuti collocati in maniera errata, come borse di residuo che col vetro c’entrano come i cavoli a merenda) ha dato i frutti sperati. I discoli, o vandali dell’immondizia che dir si voglia, sono infatti calati del 20%. E pure quelli che abbandonano scarti a casaccio sembrano diminuiti. La vicenda di qualche mese fa – quando un uomo gettò un vecchio divano a bordo strada e fu scoperto dai vigili urbani perché sotto i cuscini c’erano le lettere dell’amante – ha fatto scuola. Per un vizietto da sporcaccioni, infatti, si rischia di rendere pubbliche tresche che sarebbe meglio tenere per sé.
Ma torniamo alla sperimentazione che tra poco più di un mese partirà a Lizzana. Il nuovo sistema prevede una diversificazione più spinta per quanto riguarda plastiche, lattine e tetrapak che saranno raccolte porta a porta con l’introduzione di un nuovo sacchetto azzurro (quattro in totale per altrettante componenti di rifiuto) mentre le campane blu, appositamente adattate, saranno riservate unicamente alla raccolta del vetro. Un sistema che nel 2010, secondo la previsioni del Comune, dovrebbe essere esteso a tutta Rovereto come anche a Trento. Ed è proprio su questo punto che l’assessore Zuccatti, adesso, tira il freno. «Non vorrei essere frainteso ma ci tengo a sottolineare il carattere assolutamente sperimentale di questo intervento. Se questo tipo di raccolta richiedesse un superlavoro e garantisse solo pochi punti di percentuale in più rispetto al 58% di differenziata di oggi non sarà esteso al resto della città e ovviamente nemmeno a Lizzana. Perché il gioco deve valere la candela».
Chi aveva in mente di dissotterrare l’ascia di guerra è dunque avvisato: prima di protestare e lanciare strali infuocati contro l’amministrazione aspetti i dati.
Il «porta a porta», quindi, potrebbe anche subire un drastico e inatteso dietrofront. Tutto, come detto, è subordinato alla percentuale di raccolta che scaturirà dai vari esperimenti. Insomma, la strada de seguire per cercare di limitare al massimo il conferimento in discarica è sempre più battuta ma, per dirla con l’assessore all’ambiente, se ci si trovasse di fronte a sforzi sovrumani per trovarsi in mano un pugno di mosche una riflessione e, magari, una retromarcia sarebbero quasi obbligate. In attesa, ovviamente, che la Provincia decida una linea unitaria per tutti i Comuni con l’affidamento esclusivo della raccolta a Dolomiti Energia.

































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