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Tre partiti in difesa… dai cittadini

di Andrea Trentini, PartecipAzione

Sono comparsi anche i manifesti di tre gruppi partitici che hanno rilanciato un tema ‘elettoralistico’ come il nostro stato dell’autonomia, chiaramente per non esrprimersi sui quattro quesiti che sono stati posti.

Ma cosa pensano i partiti Patt-Casini-Unione ?

In stile moderno di partito-monolitico i tre gruppi decidono di non esprimersi e cercano di togliere forza alle istanze che nascono tra la gente e che stanno diventando un senso comune.

La sfida per i partiti è grande – i cittadini sono da ascoltare o da tenere a bada?

Per ora hanno scelto di non esprimersi sui temi, ma per molti cittadini attenti equivale a non avere idee progettuali – altrochè la difesa dell’autonomia.

Riflettiamo e andiamo domenica al voto, non seguendo il loro stimolo.

 

3 commenti per Tre partiti in difesa… dai cittadini

  • La mia risposta ovvia è:

    I referendum non sono una forma di democrazia partecipata, ma sono strumenti di democrazia diretta.

    La democrazia partecipata è un’altra cosa, che noi vogliamo, ma che non sono i referendum.

    La democrazia partecipata sono le assemblee cittadini-amministratori, il bilancio partecipativo, “La Parola ai Cittadini”, il PRG partecipato, la progettazione partecipata di zone della città.

    I referendum sono definiti nella costituzione italiana come strumenti di democrazia diretta. E si combinano bene alle forme di democrazia partecipata come atto conclusivo di un percorso.

    E’ grave per degli amministratori, non sapere questa semplice ma fondamentale differenza!

  • Emilio Piccoli

    sì, hai ragione, ma questi non sono amministratori, sono territorialisti….
    non capsici, non capisci… territorialisti
    e centristi …..
    e festeggiano con i cannoli …..
    dai, ancora non l’hai capito?

  • Paolo F.

    Ma si rendono conto di cio’ che hanno scritto?
    Il referendum e’ per definizione lo strumento principe della democrazia partecipata, indipendentemente dal merito del quesito.

    L’autonomia e la territorialita’ vanno bene se pero’ gestite proprio secondo la modalita’ centralista, che e’ cio’ che questi partiti, a parole e in divisa (pagata con i soldi pubblici), vogliono eliminare : questa e’ una contraddizione in termini, come scrivere sul muro “vietato scrivere sul muro”.

    Complimenti per la coerenza!

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