terza sera di presenza con il banchetto all’ingresso di Mescolanze. Ormai abbiamo distribuito 500-600 volantini. Interessanti le reazioni dei cittadini che sembrano molto interessati a saperne di più e che sfogliano con interesse il volantino. Sfogliano perchè il volantino è un foglio A3 ripiegato in 6 quadrati. Un bel lavoro di Massimo Dalle Vedove e dei fotografi Marcello, Marco, Emilio, Nicola. Un grande grazie anche ai 24 cittadini testimonial che hanno prestato il loro volto per appoggiare questi referendum che daranno voce ai tutti i cittadini.
Interessanti anche le chiaccherate e gli scambi di opinioni anche con chi non è d’accordo con questi referendum, come quelle dipendenti comunali, che “simpaticamente” ci hanno detto che stanno lavorando a pieno regime per preparare il referendum (colpa di Valduga che per farlo fallire non ha voluto abbinarlo alle elezioni europee del 6 Giugno come avevamo chiesto noi e 220 cittadini con una iniziativa di delibera popolare mai discussa dai nostri teorici “rappresentanti”), che sarà una grossa spesa di 60.000 euro (cioè l’equivalente di uno solo dei 26 consulenti nominati da questa amministrazione modificare il PRG che nel complesso hanno fatto spendere a noi contribuenti 1 milione 300 mila euro – oppure 6 mesi di stipendio del sindaco Valduga che prende 9000 euro al mese, il doppio del sindaco di Roma – e ancora una spesa che poteva essere ridotta a 20-30 mila se i referendum venivano abbinati alle elezioni europee) e che la nostra è demagogia. Questa accusa è ridicola visto che Democrazia è una parola greca che significa letteralmente “potere della gente” e invece nella nostra democrazia la gente non conta effettivamente niente nelle scelte concrete per la città. Secondo questa accusa, la Svizzera, la California, la Francia, la Spagna, la Gran Bretagna, l’Irlanda, dove non esiste quorum nei referendum, sono paesi in preda ai demagoghi. E così anche il comune di Ortisei in provincia di Bolzano, dove dal 2006 la giunta al governo (del SVP) ha tolto il quorum dai referendum comunali. La prima volta in Italia. Esempio che se noi cittadini vorremo sarà seguito anche da Rovereto, dopo l’11 ottobre 2009.
La vera demagogia invece è quella di una ammistrazione come la nostra che si è fatta eleggere nel 2005 promettendo partecipazione e addirittura il Bilancio Partecipativo (una procedura lunga, precisa, sperimentata e funzionante, dove i cittadini decidono come spendere il bilancio comunale), creando anche un assessore alla Partecipazione (prima Manzana ora Stoffella) e si oppone invece in tutte le maniere alla partecipazione e alla democrazia dei cittadini, per preservare le proprie posizioni di potere, agevolare i soliti noti e i propri privilegi di casta.

































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