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	<title>Più Democrazia a Rovereto &#187; abolizione quorum</title>
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	<description>Il percorso verso la democrazia diretta a Rovereto</description>
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		<title>Gorizia: il 12 giugno referendum sulla democrazia diretta, sabotato dall&#8217;amministrazione</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 17:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[referendum abolizione quorum]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
certo che ai nostri amministratori, avvinghiati con le unghie al potere la fantasia e una certa dose di sadismo non manca.
A Gorizia il 12 giugno 2011, sono al voto, insieme ai referendum  nazionali anche i referendum comunali, tra i quali quello  importantissimo che chiede di abolire il quorum (come quello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>certo che ai nostri amministratori, avvinghiati con le unghie al potere la fantasia e una certa dose di sadismo non manca.</p>
<p>A Gorizia il 12 giugno 2011, sono al voto, insieme ai referendum  nazionali anche i referendum comunali, tra i quali quello  importantissimo che chiede di abolire il quorum (come quello di Rovereto del 2009). Tutto bene? Eh, le  apparenze spesso ingannano. Ecco come descrive la situazione paradossale  Stefano Santarossa:</p>
<p>Il sindaco di Gorizia Romoli:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/ettore-romoli.jpg"><img title="ettore-romoli" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/ettore-romoli.jpg" alt="ettore-romoli" width="480" height="352" /></a></p>
<p><em>A Gorizia il Sindaco Romoli ha deciso di restringere i tempi per  il voto ai referendum goriziani per la sola giornata di domenica 12  giugno dalle 8 alle 20. Infatti, diversamente da quanto accade per i  referendum nazionali per i quali il voto è previsto dalle 8 alle 22, e  lunedì 13 giugno dalle 7 alle 15. A questo si aggiunge la paadossale  situazione per cui i seggi non si trovano nelle stesse stanze. Oggi  l&#8217;elettore goriziano non è a conoscenza di quando e dove potrà votare.</em></p>
<p><em>Nulla l&#8217;amministrazione comunale ha fatto per permettere ai  cittadini di conoscere i contenuti dei referendum ma ciò che è più grave  è di aver ostacolato il cittadino nella possibilità di esercitare il  voto nelle due giornate come aviene per i quattro referendum nazionali.</em></p>
<p><em>Come ha affermato oggi Emma Bonino &#8220;mancano solo i fili spinati per impedire ai goriziani di avvicinarsi ai seggi elettorali&#8221;.</em></p>
<p><em>Autore:</em></p>
<p><em>Stefano Santarossa &#8211; Presidente Associazione Radicali Friulani</em></p>
<p>Qui ci sono i tre importanti quesiti al voto:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/04/28/referendum-comunali-per-avere-strumenti-di-democrazia-diretta-a-gorizia-abbinati-ai-referendum-nazionali-del-12-giugno-2011/">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/04/28/referendum-comunali-per-avere-strumenti-di-democrazia-diretta-a-gorizia-abbinati-ai-referendum-nazionali-del-12-giugno-2011/</a></p>
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		<title>13 motivi per abolire il quorum dai referendum</title>
		<link>http://www.cittadinirovereto.it/diario/13-motivi-per-abolire-il-quorum-dai-referendum/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 12:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
riporto qui il capitolo 5, che riguarda il quorum, che ho scritto all&#8217;interno del libro &#8220;Vivere meglio con più democrazia&#8221;

Quorum, cos’è e perché va abolito
5.1. Cos’è il quorum di partecipazione?
Numero di partecipanti necessario perché una votazione sia considerata legalmente valida.
5.2. A cosa si applica il quorum?
Noi italiani siamo abituati ad abbinare il quorum [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto qui il capitolo 5, che riguarda il quorum, che ho scritto all&#8217;interno del libro <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=50">&#8220;Vivere meglio con più democrazia&#8221;</a></p>
<p><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/ci-prendono-per-il-quorum.jpg" alt="" width="300" height="283" /></p>
<h2><strong>Quorum, cos’è e perché va abolito</strong></h2>
<p><strong>5.1. Cos’è il quorum di partecipazione?</strong></p>
<p>Numero di partecipanti necessario perché una votazione sia considerata legalmente valida.</p>
<p><strong>5.2. A cosa si applica il quorum?</strong></p>
<p>Noi italiani siamo abituati ad abbinare il quorum ai referendum, ma  non è necessariamente così. In Serbia ad esempio, esso esiste anche per  le elezioni del presidente della Repubblica. L’attuale presidente serbo  Boris Tadic, fu eletto nel giugno 2004 dopo ben due elezioni  presidenziali invalidate per mancato raggiungimento del quorum:  nell’ottobre 2002 (in cui l’affluenza fu del 45,5%) e nel dicembre 2002  (in cui l’affluenza fu del 45,1%). Un altro esempio è la Macedonia che  prevede per le elezioni presidenziali un quorum del 40%. Questa soglia,  nelle ultime elezioni presidenziali del 2009, fu superata di un soffio:  l’attuale presidente Gjorge Ivanov, fu eletto con un’affluenza del  42,6%.</p>
<p><strong>5.3. Quanto è il quorum?</strong></p>
<p>Visto che il referendum abrogativo italiano richiede il quorum del  50%, per nostra esperienza diretta, siamo portati a pensare che questo  sia il valore del quorum. Invece esso può variare dallo 0% al 70%.</p>
<p><strong>5.4. Quorum a livello nazionale </strong></p>
<p>Nei referendum abrogativi il quorum è fissato dalla Costituzione ed è pari al 50% degli aventi diritto al voto.<br />
Nei referendum confermativi, che riguardano le modifiche costituzionali,  la Costituzione pone il quorum a zero. Quindi qualunque sia  l’affluenza, i referendum confermativi delle modifiche costituzionali  non sono mai invalidati. Riassumendo, i valori del quorum nei referendum  nazionali è rispettivamente del 50% e dello 0%.</p>
<p><strong>5.5. Quorum a livello regionale</strong></p>
<p>I referendum regionali hanno un quorum del 50% degli aventi diritto  al voto, quasi ovunque. Uniche eccezioni sono la Valle D’Aosta dove è  del 45%, la Sardegna dove pari a un terzo degli aventi diritto al voto  (33,3%) e, infine, la regione Toscana dove la percentuale è variabile in  quanto fissata al 50% del numero dei votanti dell’ultima elezione  regionale.<br />
Nel 2010, ad esempio, alle elezioni regionali toscane l’affluenza è  stata del 60,7 %. Questo significa che fino al 2015 il referendum  regionale avrà un quorum del 30,4%. Quindi a livello regionale il quorum  varia dal 50%, al 45%, al 33,3%, per finire al 30,4%.</p>
<p><strong>5.6. Quorum a livello provinciale</strong></p>
<p>Quasi tutte le province stabiliscono un quorum pari al 50% degli  aventi diritto al voto, con  l’eccezione della Provincia  di  Bolzano  che fissa il quorum al 40%. Quindi a livello provinciale la variabilità è  più limitata, dal 50% al 40%.</p>
<p><strong>5.7. Quorum a livello comunale</strong></p>
<p>Pochi comuni in Italia hanno i referendum propositivi e abrogativi;  una notevole eccezione è rappresentata da quelli appartenenti alle  regioni a statuto speciale. Quasi tutti gli altri  hanno invece solo il  referendum consultivo, che è molto debole perché l’esito non comporta  nessun obbligo per chi amministra. Questa è la ragione per cui non si  richiede il quorum che, di fatto, rappresenta un ostacolo al  raggiungimento dell’obiettivo referendario. La debolezza del referendum  consultivo si è mostrata ad esempio a Vicenza, comune che non prevede  quorum nel referendum consultivo. Nel 2006 fu effettuato un referendum  consultivo per tentare di introdurre il referendum propositivo e  abrogativo con quorum del 10%. Andò a votare il 13,26% degli aventi  diritto; il referendum non fu invalidato, non esistendo il quorum, ma il  quesito non fu neppure preso in considerazione dal Consiglio Comunale  rendendo vano tutto il lavoro del comitato referendario, il voto dei  10.600 cittadini e la notevole spesa sostenuta dai contribuenti per la  consultazione.<br />
Il comune di Ferrara e quello di Bressanone hanno stabilito un quorum  pari al 40%. Poi ci sono 11 comuni all’avanguardia in Italia, perché  hanno gli strumenti dei referendum propositivi e abrogativi con quorum  molto basso (15%) oppure zero. Dieci di essi si trovano nella provincia  di Bolzano e uno nella provincia di Trento.<br />
Il primo comune a togliere il quorum è stato Voeran – Verano (BZ) già  nel 2005. A seguire Wengen – La Valle (BZ) e St.Ulrich – Ortisei (BZ) e  Voels – Fiè (BZ) che nel 2006 hanno tolto il quorum. Poi Kurtatsch –  Cortaccia (BZ) che nel 2009 ha abbassato il quorum al 15%. Villa  Lagarina (TN) nel 2009 ha eliminato il quorum e infine San Candido –  Innichen (BZ) nel 2010 ha abbassato il quorum al 15%.<br />
Ad essi si sono aggiunti recentemente Lana (quorum 0%), Varna – Vahrn  (quorum 0%), Dobbiaco -Toblach (quorum 0%), Terento – Terent (quorum  0%).<br />
Riassumendo, i comuni in Italia hanno referendum con quorum che varia  dal 50% allo 0%. C’è una eccezione, che è così bizzarra, antidemocratica  ed esagerata, da meritare di essere citata: il comune di Sover (TN) con  900 abitanti, ha il quorum del 70%.</p>
<p><strong>5.8. Dove esiste il quorum?</strong></p>
<p>Per quanto possa apparire strano a noi italiani, la presenza del  quorum non è così diffusa: in Europa ad esempio, esiste un quorum del  50% in Slovenia, Ungheria, Polonia, Rep. Ceca, Slovacchia e quasi tutte  le repubbliche dell’ex blocco comunista. Esiste inoltre il quorum del  40% in Danimarca.</p>
<p><strong>5.9. Dove NON esiste il quorum?</strong></p>
<p>I referendum non prevedono il quorum in paesi con lunga storia  democratica: Francia,  Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Bassi, Islanda,  Spagna, Malta, Lussemburgo, Finlandia, Austria, oltre che ovviamente  nella patria dei referendum, la Svizzera (dove è richiesta la  maggioranza dei votanti e dei cantoni) e il Lichtenstein.<br />
Negli USA non esiste il referendum a livello federale, ma i 27 stati USA  che lo prevedono, hanno quorum zero. Anche in Nuova Zelanda, altra  nazione che ricorre frequentemente alla consultazione referendaria, non è  previsto quorum, lo stesso accade in Australia dove è richiesta la  maggioranza dei votanti e degli stati.</p>
<p><strong>5.10. Alcune ragioni per togliere il quorum.</strong></p>
<p><strong>5.10.1. I sostenitori del NO vincono facilmente</strong></p>
<p>Un referendum che prevede il quorum, dal punto di vista pratico, ai  sostenitori del NO offre due strade: fare una campagna a favore del NO  che però richiede soldi, tempo, energie, oppure invitare i cittadini  all’astensione, boicottando il referendum senza doversi impegnare in  alcuna campagna.<br />
Questa seconda strategia è preferita perché oltre a far risparmiare  fatica e mezzi, fa vincere più facilmente. Dal punto di vista pratico si  ottiene lo stesso risultato sia che un referendum venga invalidato per  mancato raggiungimento del quorum, sia che vinca il NO a quorum  raggiunto.<br />
Equiparare gli astenuti a coloro che votano per il NO non è corretto.  Chi si astiene da un voto referendario può avere mille ragione  personali: essere lontano da casa, non interessato, deluso dalla  politica, ammalato, aver cose più importanti da fare, essere indeciso,  avere poca conoscenza dell’argomento.<br />
Nelle elezioni per la nomina degli amministratori, gli astenuti non  contano: vince chi ottiene più preferenze. Nei referendum con quorum è  come se si giocasse una schedina di totocalcio con 1X2, dove una parte, i  SI, vincono se esce 1, mentre l’altra parte, i NO, vincono se esce X o  2. È un gioco sbilanciato in favore del NO e quindi non soddisfa il  requisito di uguaglianza tra le parti che sta alla base della  democrazia.<span id="more-4767"></span></p>
<p><strong>5.10. 2. I sostenitori del SI partono già svantaggiati</strong></p>
<p>I referendum vengono proposti dai cittadini quando l’amministrazione  non ascolta le loro richieste. Quindi “i sostenitori del SI”  rappresentano quasi sempre i cittadini mentre “i sostenitori del NO” le  amministrazioni, che rispetto ai cittadini hanno maggiori possibilità in  termini di soldi, tempo, interessi, capacità ed attenzioni mediatiche.  L’imposizione del quorum regala ai sostenitori del NO un ulteriore e  ingiusto vantaggio grazie alla facile possibilità di boicottare il  referendum attraverso l’invito all’astensione (vedi paragrafo  precedente).</p>
<p><strong>5.10.3. Bastone tra le ruote della democrazia</strong></p>
<p>Dietro l’apparenza di una regola che sembra preservare il senso della  democrazia, con il quorum in realtà viene messo un bastone tra le ruote  all’unico strumento con cui i cittadini possono intervenire nella  gestione del potere.<br />
Il quorum è il metodo con cui chi ha il potere cerca il più possibile di  tutelarsi dal controllo dei cittadini, salvando le apparenze  democratiche. Infatti viene dato lo strumento del referendum in mano ai  cittadini, ma poi viene molto limitato nel suo potere effettivo con  l’introduzione del quorum che fa sì che venga sempre, o quasi sempre,  invalidato.</p>
<p><strong>5.10.4. Meno dibattito e meno informazione</strong></p>
<p>Finché ci sarà il quorum nei referendum, la campagna elettorale sarà  svolta solo dai promotori del SI che si focalizzeranno solo sullo  spingere i cittadini a partecipare al voto per superare il quorum.<br />
Dove non c’è il quorum, entrambe le campagne per il NO e per il SI  possono invece concentrarsi solo sulle loro argomentazioni pro e contro,  aumentando la conoscenza dell’argomento nei cittadini e il loro impegno  civico.</p>
<p><strong>5.10.5. Premio a chi non partecipa</strong></p>
<p>Il quorum premia chi invita all’astensione e chi accetta il  boicottaggio rimanendo a casa, cioè chi non vuole impegnarsi  direttamente o preferisce scorciatoie scorrette pur di far vincere la  sua posizione. Chi si informa e chi va a votare, viene punito. Ciò crea  una sempre maggiore delusione e distacco dei cittadini dalla politica  attiva.</p>
<p><strong>5.10.6. Non c’è più il segreto del voto</strong></p>
<p>Negli ultimi anni, a causa degli inviti al boicottaggio attraverso  l’astensione, chi va a votare mostra indirettamente la sua intenzione di  esprimersi a favore del referendum. Infatti i referendum che vengono  invalidati per mancato raggiungimento del quorum di solito hanno  percentuali di SI vicine al 90%, perché in questi casi chi è contrario  resta a casa. Quindi chiunque veda una persona che si reca alle urne ha  una probabilità vicina al 90% di indovinare la sua preferenza (SI). La  segretezza del voto, garantita dalla Costituzione, non è più, nei fatti  reali, rispettata.<img title="Continua..." src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<p><strong>5.10.7. Allontanamento delle persone dal voto</strong></p>
<p>Una dimostrazione che il quorum ammazza i referendum mentre l’assenza  del quorum li rende partecipati si ha anche in Italia. La motivazione è  ovvia. Quando non c’è il quorum le parti lottano con tutte le energie  per assicurarsi il voto perché sanno che indipendentemente  dall’affluenza, il risultato sarà comunque valido. Quindi tutte le parti  fanno informazione in TV, nelle radio, con i volantini, l’invio di  lettere, organizzazione di convegni, assemblee e manifestazioni. La  gente così informata, discute dell’argomento e di conseguenza va a  votare.<br />
In Italia non è previsto il quorum nel referendum confermativo relativo  alle leggi costituzionali. È interessante notare che negli ultimi  referendum nazionali senza quorum, l’affluenza al voto è stata maggiore  di quelli con il quorum: ad esempio il referendum confermativo (senza  quorum) del 25-26 giugno 2006 ha visto un’affluenza del 52,3%, mentre il  referendum abrogativo del 21 giugno 2009 (con quorum) ha visto  un’affluenza del  23,3%.<br />
Era dal referendum nazionale del 11 giugno 1995 che non si superava  un’affluenza del 50%, infatti la media delle ultime 5 tornate di voto  referendario con quorum dal 1997 al 2005 era stata del 32,78%.<br />
Un importante esempio ci arriva dalla regione (laender) della Germania  del Baden – Wuerttemberg. Essa prevede i referendum municipali fin dal  1956 (negli altri laender ciò fu introdotto negli anni ‘90), ma con  molte restrizioni; una delle più gravose è quella che prevede che almeno  il 30% degli elettori abbiano votato SI al quesito referendario, pena  il suo invalidamento. L’effetto distorsivo di questo quorum si vede  chiaramente in 3 votazioni sul medesimo argomento effettuato in 3 città  vicine.</p>
<p>A. Nel 1986 fu proposto a Reutlingen un referendum contro una  decisione della giunta al governo composta solo dalla CDU che aveva  deciso la costruzione di un rifugio antiaereo. Il consiglio comunale e  la CDU boicottarono il referendum non partecipando a nessun dibattito  con sistematicità. L’ultima settimana prima del voto, improvvisamente,  la CDU ruppe il silenzio con una pubblicità e un fascicolo allegato al  giornale locale firmato tra gli altri anche dal sindaco. Esso diceva:  “&#8230;le persone professionali e intelligenti, devono agire sensibilmente,  non emozionalmente, con un comportamento elettorale intelligente. Così  puoi stare a casa la prossima domenica; in fondo ti viene solo richiesto  di votare contro la costruzione di un rifugio. Anche se non voti,  esprimerai la tua approvazione della decisione presa dal consiglio  comunale. Hai sempre dato la tua fiducia alla CDU per molti anni alle  elezioni. Puoi darci fiducia su questa questione.” Il risultato fu che  16.784 su 69.932 elettori si recarono alle urne: il 24%. Di questi solo  2126 votarono a favore del rifugio e 14.658 contro. Il quorum del 30% a  favore non fu raggiunto e il referendum venne invalidato.<br />
B. A Nurtingen, una città vicina a Reutlingen, ci fu un referendum  simile. Questa volta la CDU locale scelse di non boicottare: il  risultato fu un’affluenza del 57% di cui il 90% votò contro il rifugio e  il referendum ebbe successo.</p>
<p>C. In una terza città, Schramberg, ci fu un referendum simile. Anche  questa volta la CDU scelse la via del boicottaggio. In questa occasione  il comitato organizzatore venne a conoscenza per tempo del progetto  della CDU e quindi riuscì a controbattere. Il giornale locale pubblicò  critiche all’idea del boicottaggio. I risultati furono affluenza del  49,25% di cui l’88,5% votò contro il rifugio e quindi il quorum del 30%  di voti a favore del referendum fu raggiunto e il referendum ebbe  successo.</p>
<p><strong>5.10.8. Se il quorum valesse anche nelle elezioni, molte sarebbero state invalidate</strong></p>
<p>Se fosse previsto il quorum anche per le elezioni dei rappresentanti,  nel 1996 Bill Clinton non sarebbe stato eletto presidente degli USA.  Infatti quell’anno la percentuale dei votanti fu del 49,08% dei  cittadini USA registrati al voto.<br />
In Italia, nel voto elettorale comunale, provinciale, regionale,  nazionale, europeo non è previsto il quorum. Solo chi vota decide.<br />
Alcuni esempi di affluenze elettorali in Italia e nel mondo:<br />
- elezioni provinciali 15-16 giugno 2008 Palermo 41,17%;<br />
- elezioni provinciali 15-16 giugno 2008 Caltanissetta 49,79%;<br />
- elezioni parlamentari americane del 2002 46%;<br />
- elezioni legislative Messico 2003 affluenza 41,68%;<br />
- elezioni parlamentari Svizzera 2003 affluenza 45,44%;<br />
- in molte città americane i sindaci vengono eletti con percentuali a 1  sola cifra, come ad esempio del 5 % a Dallas o del 6% a Charlotte.</p>
<p><strong>5.10.9. La Costituzione permette referendum locali senza quorum</strong></p>
<p>Alcuni pensano che essendo previsto il quorum del 50% a livello  nazionale per i referendum abrogativi, ciò sia un obbligo anche a  livello locale. Invece, con sentenza del 2-12-2004 n.372 la Corte di  cassazione ha stabilito che l’art.75 della Costituzione che prevede il  quorum a livello nazionale non comporta l’obbligo del quorum per i  referendum previsti negli statuti degli enti locali: quindi, a livello  locale, l’applicazione del quorum, decisa dai rappresentanti locali, è  una pura scelta politica. Tanto è vero che i comuni di Ferrara e  Bressanone e la provincia di Bolzano hanno il quorum al 40%, 9 comuni  italiani, già citati non hanno il quorum e la Regione Toscana ha il  quorum fissato al 50% dell’affluenza elettorale nelle ultime elezioni  regionali (attualmente circa il 30,4%).<br />
<strong>5.10.10. I cittadini non vogliono il quorum</strong></p>
<p>Quando sono i cittadini a chiedere l’introduzione degli strumenti  referendari come in Svizzera nei primi anni del 1800 e in California e  negli stati a ovest degli USA nei primi anni del 1900, il quorum non  viene mai introdotto. Viceversa quando gli strumenti referendari sono  introdotti dagli amministratori eletti, essi si premurano sempre di  inserire il quorum come tutela al loro potere. Come in Italia.<br />
L’ultimo esempio si è avuto in Baviera nel 1995 dove i cittadini  riuscirono con un referendum a togliere il quorum a livello locale. Per 3  anni poterono indire referendum senza quorum, ma nel 1998 la Corte  costituzionale bavarese, di nomina politica (si stima che l’80% dei  giudici fosse simpatizzante o legato al partito che in Baviera aveva la  maggioranza assoluta nel parlamento), reintrodusse il quorum, anche se  in misura molto ridotta, dal 15% al 25% a seconda delle dimensioni delle  città.<br />
Qui infine alcuni punti tratti da una breve sintesi scritta da Emilio  Piccoli in occasione della presentazione della proposta di abolire il  quorum nei referendum nella provincia di Trento nel 2010.</p>
<p><strong>5.10.11. Distruzione della fiducia dei cittadini nello strumento del referendum</strong></p>
<p>Quanto più il quorum di partecipazione nelle consultazioni  referendarie è elevato, tanto più è messa a repentaglio l’efficacia e la  fiducia dei cittadini nei confronti del referendum stesso. Si può  affermare ciò sulla scorta delle vicende referendarie nazionali che ci  raccontano come l’ultimo referendum ad aver superato il quorum risalga  al 1995 e grazie soprattutto a un’enorme campagna pubblicitaria del  gruppo Fininvest coinvolto in tre quesiti sulle TV. Le sei tornate  referendarie tenute negli anni successivi hanno registrato un  progressivo abbandono delle urne da parte della gente. Ciò è evidenziato  dai dati di affluenza alle urne: dal 58% del ‘95 si crolla al 30% del  ‘97 per finire al 23% nel referendum del 2009. Stessa sorte, e forse  anche peggio, è toccata a tutti i referendum tenuti a livello regionale  nel corso di questi ultimi cinque anni. Il cittadino ha maturato così,  in questo ultimo decennio, la consapevolezza che tanto più un referendum  è ignorato dalla grande propaganda e dalla grande politica, tanto più è  destinato al fallimento.</p>
<p><strong>5.10.12. Potere sproporzionato di piccoli partiti</strong></p>
<p>Nell’attuale clima di disaffezione per la politica è sempre più  difficile per una votazione referendaria raggiungere un quorum del 50%  anche se l’elettorato viene mobilitato da una cospicua parte dei media e  dei partiti politici. Ne è prova il referendum del 1999 sulla legge  elettorale che non ha superato il quorum, attestandosi al 49,6% di  affluenza. In quel frangente bastò l’invito al boicottaggio soltanto dei  piccoli partiti per annullare la consultazione e portare alla vittoria i  NO che nelle urne avevano ottenuto solo l’8,5% dei voti.</p>
<p><strong>5.10.13. Evoluzione verso una piena democrazia</strong></p>
<p>L’abolizione del quorum di partecipazione è il primo passo  indispensabile per consentire ai cittadini di concorrere attivamente al  processo decisionale democratico. Con l’abolizione del quorum si avrebbe  il sicuro effetto di vedere sbocciare la democrazia diretta accanto a  quella rappresentativa determinando l’indispensabile evoluzione verso la  democrazia integrale.</p>
<p><strong>Letture consigliate:</strong></p>
<p>Oonagh Gay and David Foster &#8211; Thresholds in Referendums &#8211; 2009 &#8211;  Documento in lingua Inglese, depositato al parlamento Britannico che  studia e paragona i referendum dei vari paesi nel mondo scaricabile qui:<br />
<a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/thresholds-in-referendum.pdf">http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/thresholds-in-referendum.pdf</a></p>
<p>Verhulst, Nijeboer &#8211; Democrazia Diretta – 2007<br />
Libro in Italiano che contiene fatti e argomentazioni molto dettagliate  su vari aspetti della democrazia diretta, tra cui quorum, scaricabile  qui:<br />
<a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=38">http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=38</a></p>
<p>Nel sito del Ministero degli Interni, è possibile consultare tutti  gli statuti dei comuni e delle province italiane (per conoscere il  quorum che ognuno prevede):<br />
<a href="http://autonomie.interno.it/statuti/index.php">http://autonomie.interno.it/statuti/index.php</a></p>
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		<title>Mozione per abolire il quorum nel comune di Bomporto (MO) &#8211; cons. Stefania Garuti M5S</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 12:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
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		<category><![CDATA[bomporto]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
la consigliera Stefania Garuti capogruppo del M5S del comune di  Bomporto (MO) ha presentato una mozione in consiglio comunale che chiede  di togliere il quorum dai referendum comunali. Ottima iniziativa che  riporto qui, sperando che sia imitata da altri consiglieri di qualsiasi  schieramento.
La richiesta è molto semplice, ma l&#8217;effetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>la consigliera Stefania Garuti capogruppo del M5S del comune di  Bomporto (MO) ha presentato una mozione in consiglio comunale che chiede  di togliere il quorum dai referendum comunali. Ottima iniziativa che  riporto qui, sperando che sia imitata da altri consiglieri di qualsiasi  schieramento.</p>
<p>La richiesta è molto semplice, ma l&#8217;effetto per la democrazia sarà straordinario. Complimenti Stefania!</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/stefania-garuti.png"><img title="stefania garuti" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/stefania-garuti.png" alt="stefania garuti" width="503" height="375" /></a></p>
<p>Qui la mozione in PDF</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/ODG_proposta_abrogazione_del_quorum_referendum_comunale_Bomporto.pdf">ODG_proposta_abrogazione_del_quorum_referendum_comunale_Bomporto</a></p>
<p>Al Sindaco e p.c. alla Giunta e al Consiglio Comunale del Comune di Bomporto</p>
<p>Ordine del Giorno:</p>
<p>PROPOSTA DI MODIFICA DELL’ARTICOLO DELLO STATUTO COMUNALE CHE REGOLA L’ISTITUTO REFERENDARIO</p>
<p>VISTO</p>
<p>Il comma 3 dell’articolo 4 della Legge n°142/1990 “Ordinamento degli  Enti Locali”; L’articolo 13 – comma 14 dello Statuto del Comune di  Bomporto;</p>
<p>RITENUTO</p>
<p>opportuno, nel principio della più ampia democrazia partecipata,  rendere il più efficace possibile l’espressione di voto dei cittadini  eventualmente chiamati ad esprimersi su quesiti e decisioni presentate  attraverso l’Istituto del Referendum Comunale previsto dallo Statuto  Comunale;</p>
<p>IMPEGNA</p>
<p>Il Consiglio Comunale di Bomporto ad approvare la seguente modifica  dell’Articolo 13 dello Statuto Comunale &#8211; comma 14 inerente il  referendum consultivo.</p>
<p>Articolo 13, comma 14: viene eliminato il seguente passaggio:</p>
<p>“Il referendum è valido se vi partecipa la metà + 1 dei cittadini  aventi diritto al voto. S’intende approvata la proposta che abbia  conseguito la maggioranza dei consensi validamente espressi.”</p>
<p>Il nuovo testo del comma 14 recita:</p>
<p>“Il referendum è valido indipendentemente dal numero dei cittadini  aventi diritto al voto che vi partecipano. S’intende approvata la  proposta che abbia conseguito la maggioranza dei consensi validamente  espressi.”</p>
<p>Bomporto, 19/05/2011</p>
<p>Stefania Garuti, Capogruppo Lista Civica “Bomporto a 5 Stelle”</p>
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		<title>Sono 10 finora i comuni in Italia che hanno abolito il quorum</title>
		<link>http://www.cittadinirovereto.it/diario/sono-10-finora-i-comuni-in-italia-che-hanno-abolito-il-quorum/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 13:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
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		<category><![CDATA[bolzano]]></category>

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		<description><![CDATA[
di Paolo Michelotto
fino ad oggi ci sono 10 comuni in Italia che hanno abolito il quorum  dai referendum comunali. 9 sono in Sud Tirol (prov. Bolzano), 1 nel  Trentino. Ecco la lista completa.
Sud &#8211; Tirol (Prov. Bolzano)
Fiè, Lana (nella foto tiene la rosa della democrazia), La Val, S. Candido, Urtijëi, Varna, e Verano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/lana.jpg"><img class="alignleft" title="lana" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/lana.jpg" alt="lana" width="384" height="288" /></a></p>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>fino ad oggi ci sono 10 comuni in Italia che hanno abolito il quorum  dai referendum comunali. 9 sono in Sud Tirol (prov. Bolzano), 1 nel  Trentino. Ecco la lista completa.</p>
<p>Sud &#8211; Tirol (Prov. Bolzano)</p>
<p><strong>Fiè, Lana</strong> (nella foto tiene la rosa della democrazia)<strong>, La Val, S. Candido, Urtijëi, Varna, e Verano, Dobbiaco e Terento</strong></p>
<p>Prov. Trento</p>
<p><strong>Villa Lagarina</strong></p>
<p>Un enorme grazie ai loro amministratori che hanno tracciato una  strada per i loro colleghi amministratori più coraggiosi di tutta  Italia.</p>
<p>Attenzione, abolire il quorum si può in tutta Italia, non solo nelle  regioni a statuto autonomo. Una sentenza della corte costituzionale ha  ribadito che la scelta di mettere o abolire il quorum a livello locale  compete solamente agli amministratori locali.</p>
<p>Riporto il comunicato degli amici di Mehr Democratie</p>
<p><strong>L’Iniziativa per più democrazia quest’anno conferisce per la prima volta la Rosa della Democrazia.</strong></p>
<p>Vengono onorati i sette comuni in Alto Adige che hanno introdotto il quorum di partecipazione 0 %.</p>
<p>Coloro che si impegnano maggiormente nella realizzazione di nuove  forme e regole valide per la partecipazione democratica delle cittadine e  dei cittadini alla ricerca delle decisioni migliori, in futuro saranno  onorati. L’Iniziativa per più democrazia da questo anno conferirà  annualmente a tal scopo la Rosa della Democrazia.<img title="Continua..." src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<p>Una rosa rossa in un cilindro di vetro nel 1972 era un elemento<span id="more-4341"></span>di  una performance artistica di Joseph Beuys. La rosa da allora è simbolo  di iniziative mosse dal rispetto della dignità dell’essere umano che  perseguono la realizzazione, sempre più avanzata, dell’idea della  democrazia.</p>
<p>La rosa quest’anno viene consegnata ai comuni di Fiè, Lana, La Val,  S. Candido, Urtijëi, Varna, e Verano. La motivazione per l’onorificenza  sull’attestato è la seguente:</p>
<p>L’Iniziativa per più democrazia onora la decisione di queste  amministrazioni comunali di non prevedere un quorum di partecipazione  come condizione per la validità di un voto referendario comunale. Tale  decisione è esemplare e ha carattere di modello per la regolamentazione  dei diritti democratici della partecipazione politica diretta. Essa è  segno di una nuova fiducia della rappresentanza politica nella capacità  delle cittadine e dei cittadini di decidere loro stessi quando e in che  modo la loro partecipazione al voto è importante.</p>
<p>La „Rosa della Democrazia“ e l’attestato sono stati consegnati da  gruppi di cittadini del rispettivo comune questo fine settimana con  piccole cerimonie festose ai sette sindaci e alle amministrazioni  comunali. Al momento della consegna i sindaci e le amministrazioni  comunali sono stati incoraggiati e perseguire un ulteriore miglioramento  dei diritti di partecipazione politica diretta e della loro  attuabilità. Il valore di fondo della democrazia è la partecipazione e  non la delega!</p>
<p>La cancellazione del quorum di partecipazione è sì un passo  importante in quanto incentiva coloro che partecipano, ma non è  sufficiente per stimolare sempre più cittadine e cittadini a farsi  coinvolgere in un ricerca comune delle soluzioni di interesse comune e  per facilitare la partecipazione. A tale scopo andrebbero rielaborati in  toto a favore di una migliore applicabilità lo statuto comunale e le  norme di attuazione in quelle parti che riguardano la partecipazione  politica diretta dei cittadini. Ciò potrà avvenire con quello spirito di  fiducia che si è manifestato con l’abolizione del quorum di  partecipazione e possibilmente anche con la collaborazione diretta dei  cittadini.</p>
<p>p.s.:    Solo pochi giorni fa abbiamo saputo che da poco anche i  comuni Dobbiaco e Terento hanno cancellato il quorum di partecipazione  dal loro statuto. La rosa della democrazia e l’attestato ovviamente  saranno consegnate il più presto possibile anche a loro.</p>
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		<title>Intervista all&#8217;ass. alla partecipazione di Villa Lagarina, che ha abolito il quorum</title>
		<link>http://www.cittadinirovereto.it/diario/intervista-allass-alla-partecipazione-di-villa-lagarina-che-ha-abolito-il-quorum/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 22:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione e democrazia trentino]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>
		<category><![CDATA[roberto dell'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[villa lagarina]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ecco una intervista telefonica realizzata a Roberto Dell&#8217;Uomo, vice sindaco e assessore alla partecipazione del comune di Villa Lagarina, sulle novità riguardanti l&#8217;abolizione del quorum del nuovo statuto comunale.
Sotto la trascrizione:
intervista a Roberto Dell&#8217;Uomo
Paolo Michelotto: Adesso sto parlando con il ViceSindaco di Villa Lagarina e assessore alla Partecipazione, Roberto Dell&#8217;Uomo. Oggi il quotidiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2009/12/castellano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2264" src="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2009/12/castellano-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco una intervista telefonica realizzata a Roberto Dell&#8217;Uomo, vice sindaco e assessore alla partecipazione del comune di Villa Lagarina, sulle novità riguardanti l&#8217;abolizione del quorum del nuovo statuto comunale.</p>
<p>Sotto la trascrizione:</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2009/12/intervista-a-Roberto-DellUomo.mp3">intervista a Roberto Dell&#8217;Uomo</a></p>
<p>Paolo Michelotto: Adesso sto parlando con il ViceSindaco di Villa Lagarina e assessore alla Partecipazione, Roberto Dell&#8217;Uomo. Oggi il quotidiano L&#8217;Adige ha riportato che a Villa Lagarina è stato approvato all&#8217;unanimità dal Consiglio Comunale, nei giorni scorsi, il nuovo Statuto Comunale del Comune di Villa Lagarina. In questo Statuto, tra varie altre cose, c&#8217;è anche una norma particolarmente interessante per noi cittadini. E&#8217; stato abolito il quorum dai referendum. Vuole dirci assessore, come siete riusciti a togliere il quorum dai referendum comunali?</p>
<p>Roberto Dell&#8217;Uomo: Noi nel fare il nuovo Statuto, tutta la Commissione, non soltanto il sottoscritto, tutta la Commissione, composta da maggioranze e minoranze, nonché dal sottoscritto come assessore delegato, ha ragionato sul tema della partecipazione. Ovviamente, come dire, cercando di vedere nella nuova carta, se si riuscivano ad introdurre degli elementi di maggiore democrazia partecipata, nei limiti, come dire, che il consesso cittadino poteva fare. Uno degli elementi che si era individuato era la presenza di un referendum, cioè, diciamo quantomeno le modalità di referendum, senza quorum. In quanto questo stimolava la popolazione da una parte a poter affrontare con quesiti referendari di tipo propositivo o abrogativo o quant&#8217;altro alcune tematiche che venivano dal basso, e dall&#8217;altra avere la certezza che comunque la popolazione volente o nolente era per forza coinvolta da questo punto di vista in quanto abolendo il quorum, come dire, si stimola, se così si può dire, la partecipazione a questo voto. In quanto chi non vota non ha, come dire, “non può dire la sua”. Ecco questo è stato il tema su cui abbiamo ragionato. Ovviamente poi bisogna cercare di calibrare tutta una serie di cose, perchè era una introduzione che è stata, come dire, un attimo, cercata di essere bilanciata, ma non ci sono stati contrasti particolari se non una lunga e laboriosa discussione per far sì che fosse una norma equilibrata. Ecco.<span id="more-2258"></span></p>
<p>Paolo Michelotto: Volevo chiederle da cittadino. Come è possibile che due comuni confinanti abbiano dei consigli comunali dove in uno quello di Rovereto, l&#8217;abolizione del quorum è vista come una eresia o un tentativo di sovvertire la democrazia e un km più in là, passato il fiume, nel comune di Villa Lagarina, invece questa cosa sia ritenuta una cosa normale, anzi benefica per la democrazia. Come è possibile questa differenza?</p>
<p>Roberto Dell&#8217;Uomo: Ecco qui è difficile rispondere. Io posso rispondere del mio territorio e del mio percorso. Noi abbiamo una amministrazione comunale, devo dire, nella componente di maggioranza, e che amministra il comune e anche nella componente di minoranza abbiamo trovato sensibilità su questi temi, perchè poi non è soltanto quello sulla partecipazione, ma ci sono nello Statuto tanti elementi nuovi che come dire, che portano a uno statuto che comunque ha degli spiragli nuovi. Si è lavorato in una maniera consona. Cosa succede nella altre parti non lo so. Devo dire che abbiamo preso anche ispirazione per esempio dallo Statuto di Ortisei. Che è un altro Statuto che ha abolito il quorum. Da questo punto di vista. E altri esempi anche extra regionali per capire come erano i meccanismi di questa cosa. La sensibilità trovata a livello delle rappresentanze politiche a livello del comune di Villa Lagarina su questi temi è stata alta. La voglia di far si che la politica fosse sempre più partecipata da questo punto di vista, e che ci fosse sempre più gente che possa essere, come dire, toccata, interessata, ai temi politici del paese, è sembrata una esigenza da non rinviare. Cioè di cogliere questo rinnovamento dello Statuto per farne, come dire, un momento importante anche in questo senso. E anche viceversa, cioè cercando per esempio di introdurre il bilancio sociale, come momento di chiarezza e di trasparenza dell&#8217;amministrazione e delle attività comunali nei confronti della popolazione e così via, tante altre piccole cose, insomma.</p>
<p>Paolo Michelotto: Sì, ho visto che nella modifica dello Statuto, c&#8217;è anche una cosa abbastanza curiosa per il trentino. Il Consiglio Comunale Aperto. Ci vuole spiegare di cosa si tratta?</p>
<p>Roberto Dell&#8217;Uomo: Sì, il Consiglio Comunale Aperto si intende proprio un Consiglio Comunale che apre le sue porte agli interventi tecnici diversi, diciamo o che non rimane chiuso nel mondo della delega politica, ma se ci sono temi interessanti in cui servono, come dire, momenti di approfondimento con tecnici o con altre cose, si aprono alla popolazione per poter partecipare in maniera più attiva. Più presente da questo punto di vista.</p>
<p>Paolo Michelotto: Noi dell&#8217;Associazione PartecipAzione Cittadini Rovereto, ci siamo chiesti se il nostro percorso anche referendario in cui chiedevamo di abolire il quorum, ha in qualche modo influito nella vostra decisione finale nel vostro Statuto.</p>
<p>Roberto Dell&#8217;Uomo: Su questa cosa diciamo che noi ci stavamo ragionando già da prima, su questo tema, anche perchè questo è un percorso, un lavoro di circa tre anni, per cui se andiamo indietro nel tempo eravamo prima. Indubbiamente poi c&#8217;è stata come dire, la presenza, come dire, a Rovereto di chi anche si muoveva su questo senso che sicuramente ha anche, come dire, fatto crescere le sensibilità, all&#8217;interno del nostro ragionamento. Anche se, torno a ripetere, in tutta onestà, era un ragionamento nato prima, in quanto sono circa tre anni che si sta lavorando su questi temi, e stiamo lavorando su come aumentare gli strumenti di partecipazione per la popolazione.</p>
<p>Paolo Michelotto: Posso farle alcune obiezioni che di solito ci fanno anche a noi. Ma non si rischia poi la paralisi amministrativa, con centinaia e centinaia di referendum?</p>
<p>Roberto Dell&#8217;Uomo: Allora questo è come dire, la cosa che non soltanto fanno a voi, ma hanno fatto anche a noi, nel senso che noi in un percorso appunto partecipato, abbiamo fatto le assemblee con la popolazione per spiegare la bozza, cioè quello che ancora non era approvato, per far capire, quelle che erano le novità. Indubbiamente questa è una di quelle cose che non solo dal punto di vista della maggioranza, ma anche dal punto di vista della popolazione lasciava un po&#8217; più, come dire, con un brivido nella schiena. Nel senso che c&#8217;era il timore che poi ci fosse la paralisi. Io credo che, anzi noi crediamo nella commissione che questo, come dire, è un rischio della democrazia, cioè bisogna pure correrlo. Io credo che bisogna fare anche un passo di, come dire, un pensiero positivo, e credere che la gente, ciò che c&#8217;abbiamo intorno, è tutto un mondo estremamente responsabile, che quando si muove, si muove in maniera responsabile, e se ottiene dei risultati, li ottiene in maniera altrettanto valida e responsabile. Cioè non credo che possa esserci, come dire, o quanto meno spero di non essere smentito, uno tsunami di chissà che tipo, insomma. Ecco, ma unicamente uno strumento in più che possa essere utilizzato e credo che quando verrà utilizzato, sarà utilizzato nella maniera più corretta.</p>
<p>Paolo Michelotto: Come giustifica i costi aggiuntivi per la democrazia dello svolgimento di tutti questi futuri referendum?</p>
<p>Roberto Dell&#8217;Uomo: Beh, innanzitutto non so quanti ce ne saranno o meno di questi referendum. Adesso non ne ho la minima idea. I costi, sono i costi della democrazia da questo punto di vista. Indubbiamente la gente deve sapere che se si spende da una parte, in un tema di risorse non infinite, non si può spendere da un&#8217;altra. E questo devo dire che deve rimanere un quadro generale insomma di equilibrio fra tante cose. E credo che adesso fra tutto quanto i vari regolamenti che saranno fatti anche le sensibilizzazioni etc, io credo anche nella responsabilità delle forze politicamente presenti in consiglio e sul territorio e credo che questo possa essere un discorso quanto meno gestibile. Io credo che la gente per certi versi sia molto più avanti e più matura di quanto magari sono alcune istituzioni.</p>
<p>Paolo Michelotto: Ecco, questa è un&#8217;altra obiezione che ci fanno spesso. Ma i cittadini sono competenti poi sui temi del comune?</p>
<p>Roberto Dell&#8217;Uomo: I cittadini a volte sono più competenti di noi sui temi del comune. Cioè sanno molto di più insomma e poi vivendo il territorio e vivendo le cose, hanno anche come dire tutta una serie di, come dire, una serie di idee in maturazione. Non credo che solo la responsabilità del politico e dell&#8217;amministratore possa essere in grado di gestire alcune cose. Questo non è possibile, insomma, non è pensabile. Io continuo a credere che ci sia una responsabilità diffusa, di una maturazione diffusa, in cui, questo è un momento buono per inserire alcuni temi, di cui forse abbiamo bisogno proprio come società, di trovare una responsabilità diffusa. Ecco.</p>
<p>Paolo Michelotto: Cosa vorrebbe dire ai suoi colleghi amministratori, a Rovereto, ma non solo, anche negli altri comuni italiani. Cosa vorrebbe dire a riguardo di queste novità che voi avete introdotto nel vostro statuto.</p>
<p>Roberto Dell&#8217;Uomo: Io credo che questi sono momenti importanti in cui bisogna gettare il cuore dall&#8217;altra parte. Cioè credere in certe cose. Io credo che una cosa ho sempre detto anche in commissione, ho detto anche in Consiglio etc. Ognuno di noi che ha fatto parte di quella commissione si è spogliato in quel momento in cui faceva parte della commissione della statuto, dal proprio ruolo di maggioranza o di minoranza, per cui con una possibilità di guardare il mondo da un&#8217;ottica particolare, diciamo da un&#8217;ottica con una angolazione ed avere il timore o di non essere garantito o di essere espropriato. Per capirci da questo punto di vista, si è tutti quanti viaggiato in maniera serena. Io credo che tutti quanti debbano fare la stessa cosa, con un&#8217;ottica verso il cittadino, che ha tutto sommato, sì, tutte le deleghe che la democrazia ci da, insieme al fatto di poter votare, di poter eleggere i propri amministratori etc, etc, ma io credo che ci sia adesso il momento ampio per, come dire, dare qualche respiro in più anche alla popolazione, alla gente e su questi temi, in quanto come dire, c&#8217;è un po&#8217; di stasi, dal punto di vista di sensazione e di sensibilità politica.</p>
<p>Paolo Michelotto: Grazie</p>
<p>A registratore chiuso, è seguita una chiaccherata in cui l&#8217;ass. Roberto Dell&#8217;Uomo mi ha anche segnalato che hanno deciso di creare una commissione di garanti che decida sull&#8217;ammissibilità dei referendum, non di nomina politica. In questa commissione faranno parte l&#8217; ufficio del difensore civico, il revisore dei conti del comune e un esperto nominato dal consorzio dei comuni.</p>
<p>Novità non da poco, visto che i garanti di solito sono nominati dalla maggioranza in Consiglio Comunale e quindi sono soggetti alla volontà del sindaco di turno e non degli interessi dei cittadini.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Articolo de L&#8217;Adige sul nuovo statuto di Villa Lagarina che abolisce il quorum</title>
		<link>http://www.cittadinirovereto.it/diario/articolo-de-ladige-sul-nuovo-statuto-di-villa-lagarina-che-abolisce-il-quorum/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 18:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione e democrazia trentino]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>
		<category><![CDATA[villa lagarina]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ecco il testo dell&#8217;articolo de L&#8217;Adige 4-12-09
Villa Lagarina &#8211; Il nuovo statuto, via il quorum referendario
Ok alle &#8220;coppie di fatto&#8221;
di Michele Comper
Regolarizzazione delle coppie  cosiddette di fatto, pari opportunità di genere nella Giunta Comunale  nelle commissioni, abolizione di qualsiasi quorum per i referendum (che quindi saranno validi con qualsiasi numero di votanti, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2255" src="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2009/12/villa.jpg" alt="" width="200" height="245" />di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco il testo dell&#8217;articolo de L&#8217;Adige 4-12-09</p>
<p><strong>Villa Lagarina &#8211; Il nuovo statuto, via il quorum referendario</strong></p>
<p><strong>Ok alle &#8220;coppie di fatto&#8221;</strong></p>
<p>di Michele Comper</p>
<p>Regolarizzazione delle coppie  cosiddette di fatto, pari opportunità di genere nella Giunta Comunale  nelle commissioni, <strong>abolizione di qualsiasi quorum per i referendum (che quindi saranno validi con qualsiasi numero di votanti, e a decidere in futuro sarà chi vorrà farlo).</strong></p>
<p>Sono solo alcune delle tante novità contenute nel testo del nuovo statuto comunale, approvato all&#8217;unanimità dal Consiglio Comunale nella seduta di mercoledì. Frutto di tre anni di lavoro, lo statuto è il risultato di un lavoro improntato alla massima condivisione: l&#8217;apposita commissione, nata da una delibera consiliare il 28 settembre del 2005, è composta infatti da quattro rappresentanti della maggioranza e quattro dell&#8217;opposizione (due per ognuno dei gruppi di minoranza) più il segretario comunale e l&#8217;assessore delegato, il vicesindaco Roberto Dell&#8217;Uomo. Presidente è Giuliana Graziola.</p>
<p>Il nuovo statuto pone tra i valori ispiratori dell&#8217;azione comunale il riconoscimento della famiglia, ma non solo di quella fondata sul matrimonio, bensì di &#8220;qualsiasi altro nucleo costituito liberamente sulla base di legami affettivi e di reciproca solidarietà, finalizzato alla stabile convivenza&#8221;.</p>
<p>Un intero capitolo è specificatamente dedicato alle pari opportunità, con l&#8217;obiettivo di facilitare la compatibilità tra famiglia e attività professionale, lavorativa e istituzionale. In particolare, si stabilisce che &#8220;nella Giunta deve essere garantita la partecipazione di entrambi i generi, prevedendo la presenza di almeno il 30% del genere meno rappresentato&#8221;. Una norma il cui esito concreto sarà a breve, alle prossime consultazioni amministrative.</p>
<p>Il nuovo statuto, poi, <strong>istituisce il bilancio sociale:</strong> un documento che illustra le attività, le risorse impiegate e i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi dichiarati nel programma. Previsto il ricorso ai consiglio comunali aperti alla popolazione su temi specifici, anche qui per la condivisione e la partecipazione.<span id="more-2248"></span></p>
<p>Per quanto riguarda il decentramento, sono <strong>istituite le consulte frazionali, con funzioni consultive e propositive,</strong> volute per favorire una maggiore coesione tra le frazioni e il Comune, e per disporre di un osservatorio sui bisogni emergenti del territorio.</p>
<p>In futuro, poi,<strong> i referendum non avranno quorum minimo (unico caso in Trentino)</strong>, saranno perciò validi con qualsiasi numero di votanti. E al voto saranno ammessi anche<strong> i sedicenni, compresi gli apolidi e gli stranieri.</strong></p>
<p>In tema di opere pubbliche, saranno sottoposti al vaglio del Consiglio Comunale i progetti preliminari e definitivi di importo pari o superiore a 500 mila euro (oggi da un milione in su), mentre per tutte le opere pubbliche, le operazioni immobiliari, le concessioni, le costituzioni di diritti reali d&#8217;importo superiore ai 200 mila euro sarà necessario il parere consultivo del Consiglio.</p>
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		<title>incontro con Pres. Consigl. Prov. del Trentino, Kessler per presentare le proposte de “Il Cittadino Partecipa”</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 11:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[partecipazione e democrazia trentino]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>
		<category><![CDATA[il cittadino partecipa]]></category>
		<category><![CDATA[kessler]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
 
mercoledì 21 ottobre 2009 alle ore 21, una ventina di cittadini trentini, hanno incontrato il Presidente del Consiglio Provinciale del Trentino, Kessler.
C’è stata una breve introduzione di Francesco Ghensi che ha ricordato come è nata, come si è svolta e cosa ha ottenuto la giornata partecipativa provinciale “Il Cittadino Partecipa – Idee per riattivare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p> <object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fxQVPx3H1zY&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/fxQVPx3H1zY&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="420" height="240"></embed></object></p>
<p>mercoledì 21 ottobre 2009 alle ore 21, una ventina di cittadini trentini, hanno incontrato il <strong>Presidente del Consiglio Provinciale del Trentino, Kessler.</strong></p>
<p>C’è stata una breve introduzione di <strong>Francesco Ghensi</strong> che ha ricordato come è nata, come si è svolta e cosa ha ottenuto la giornata partecipativa provinciale “<strong>Il Cittadino Partecipa – Idee per riattivare la democrazia nel Trentino”</strong> del 20 settembre scorso</p>
<p>Poi abbiamo visto il video di 7 minuti che riassumeva la giornata, e che si trova all’inizio di questo post, realizzato da <strong>Luca Brogin</strong>.</p>
<p>L’incontro è proseguito con la presentazione delle 4 proposte più votate il 20 settembre dai cittadini, dai proponenti stessi. Nei prossimi giorni metterò il loro video. Qui i testi:</p>
<p><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilcittadinopartecipa.it');" href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/09/28/ruggero-pozzer-assemblea-cittadina-il-testo-della-proposta/">1. Assemblee di confronto tra amministrazione e cittadini.</a><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilcittadinopartecipa.it');" href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/09/26/la-proposta-piu-votata-assemblee-amministratori-cittadini-obbligatorie/">(Ruggero P.)</a></p>
<p><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilcittadinopartecipa.it');" href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/09/29/emilio-piccoli-abolizione-dei-quorum-referendari-il-testo-della-proposta/">2. Abolizione quorum tutte consultazioni referendarie.</a><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilcittadinopartecipa.it');" href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/09/26/la-seconda-proposta-piu-votata-abolizione-del-quorum/">(Emilio P.)</a></p>
<p><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilcittadinopartecipa.it');" href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/09/ezio-ferrari-acqua-gestita-in-maniera-pubblica-il-testo-della-proposta/">3. Acqua gestita in maniera pubblica/gas naturali.</a><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilcittadinopartecipa.it');" href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/09/28/acqua-bene-pubblico-la-proposta-di-ezio/">(Ezio F.)</a></p>
<p><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilcittadinopartecipa.it');" href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/06/4%C2%B0-proposta-a-pari-merito-con-la-3%C2%B0-di-s-morandi/">3. Valorizziamo i terreni incolti. </a><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilcittadinopartecipa.it');" href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/09/29/terreni-incolti-ai-cittadini-terza-proposta-piu-votata-parimerito-di-sebastiano-m/">(Sebastiano M.)</a></p>
<p>Infine c’è stato il commento di Kessler e un dibattito informale sul destino di queste proposte.</p>
<p>Kessler ha detto che procederà così: nei prossimi giorni manderà le 4 proposte a tutti i 35 consiglieri provinciali chiedendo che le esaminino. Poi lascerà trascorrere del tempo (noi gli abbiamo proposto che faccia passare 1 settimana) perchè i consiglieri possano valutare se “adottare” loro quelle proposte con una mozione. Infine se nessuno lo farà <strong>lui si è impegnato a portarne avanti almeno una, lasciando intendere che possa essere quella dell’abolizione del quorum, fatta da Emilio Piccoli.</strong></p>
<p>Lui però a caldo ha detto che propende più per una riduzione del quorum che per la sua abolizione, ma che ne dobbiamo ridiscutere a fondo. Lui è più portato verso l’ipotesi 50% dei votanti alle ultime elezioni provinciali.</p>
<p>E’ un ottimo inizio da cui partire per una discussione seria e approfondita.</p>
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		<title>Ragioni per abolire il quorum 12</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 06:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum abolizione quorum]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>

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nurtingen

di Paolo Michelotto
La presenza del quorum, paradossalmente scoraggia i cittadini ad andare a votare. Infatti i cittadini vanno a votare se sanno dello svolgimento del referendum in una determinata giornata e se pensano di aver capito l’argomento su cui sono invitati ad esprimersi. Ma se la campagna per il NO invita all’astensione e non promuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="meta"> </p>
<p class="tagmeta"> </p>
<div id="attachment_1220" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/nurtingen.jpg"><img class="size-medium wp-image-1220" title="nurtingen" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/nurtingen-300x200.jpg" alt="nurtingen" width="300" height="200" /></a></p>
<p class="wp-caption-text" style="text-align: center;">nurtingen</p>
</div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><strong>La presenza del quorum, paradossalmente scoraggia i cittadini ad andare a votare. </strong>Infatti i cittadini vanno a votare se sanno dello svolgimento del referendum in una determinata giornata e se pensano di aver capito l’argomento su cui sono invitati ad esprimersi. Ma se la campagna per il NO invita all’astensione e non promuove le proprie argomentazioni, evita di affiggere manifesti, non manda materiale informativo a casa dei votanti, non partecipa a dibattiti, non si fa intervistare dai media, non partecipa ad assemblee informative, <strong>i cittadini non vengono a sapere del referendum o ritengono di non saperne abbastanza e non si recano a votare.</strong> Ciò è dimostrato dai referendum nazionali italiani con e senza quorum e dall’esempio seguente fornito da due città tedesche negli anni ‘80.<span id="more-1806"></span></p>
<p>Il laender tedesco del Baden &#8211; Wuerttemberg prevede i referendum municipali fin dal 1956 (negli altri laender ciò fu introdotto negli anni ‘90), ma esso ha molte restrizioni. Una delle più gravose è quella che prevede che almeno il 30% degli elettori abbiano votato SI’ al quesito referendario, pena il suo invalidamento. L’effetto distorsivo di questo quorum si vede chiaramente su 3 votazioni effettuate in 3 città vicine sullo stesso argomento.</p>
<p><strong>A. Nel 1986 fu proposto a Reutlingen</strong> un referendum contro una decisione della giunta al governo, della CDU, che aveva deciso la costruzione di un rifugio aintiaereo. Il consiglio comunale e la CDU boicottò il referendum non partecipando a nessun dibattito con sistematicità. L’ultima settimana prima del voto, improvvisamente, la CDU ruppe il silenzio con una pubblicità e un fascicolo allegato al giornale locale, firmato tra gli altri anche dal sindaco. Esso diceva: “…le persone professionali e intelligenti, devono agire sensibilmente, non emozionalmente, con un comportamento elettorale intelligente. Così puoi stare a casa la prossima domenica; dopotutto ti viene solo richiesto di votare contro la costruzione di un rifugio. Anche se non voti, esprimerai la tua approvazione della decisione presa dal consiglio comunale. Hai sempre dato la tua fiducia al CDU per molti anni alle elezioni. Puoi darci fiducia su questa questione.” Il risultato fu che 16.784 su 69.932 elettori si recarono alle urne: il 24%. Di questi solo 2126 votarono a favore del rifugio e 14.658 contro. Il quorum del 30% a favore non fu raggiunto e il referendum venne invalidato.</p>
<p><strong>B. A Nurtingen, </strong>una città vicina a Reutlingen, ci fu un referendum simile. Questa volta la CDU locale scelse di non boicottare:il risultato fu un’affluenza del 57% di cui il 90% votò contro il rifugio. E il referendum ebbe successo.</p>
<p><strong>C. In una terza città, Schramberg,</strong> ci fu un referendum simile. Anche questa volta la CDU scelse la via del boicottaggio. Questa volta il comitato organizzatore venne a conoscenza per tempo del progetto della CDU e quindi riuscì a controbattere. Il giornale locale pubblicò critiche all’idea del boicottaggio. I risultati furono affluenza del 49,25% di cui l’88,5% votò contro il rifugio e quindi il quorum del 30% di voti a favore del referendum fu raggiunto e il referendum ebbe successo.</p>
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		<title>Ragioni per abolire il quorum 11</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 06:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum abolizione quorum]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>

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		<description><![CDATA[


di Paolo Michelotto
il quorum esiste in paesi come l’Italia, i paesi dell’est europa (Ungheria, Polonia, Slovenia). Ma in Svizzera, in 23 stati americani su 50, tra cui la California e l’Oregon, non è previsto il quorum nei referendum statali e locali.
Inoltre in Europa, in stati come l’Irlanda, 
Spagna, 
Regno Unito 
Francia
non è previsto il quorum [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="meta"><a class="comments" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/09/14/ragioni-per-abolire-il-quorum-11/#comments"></a></p>
<p class="tagmeta"><a title="Visualizza tutti gli articoli in referendum" rel="category tag" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/category/referendum/"></a></p>
<div id="attachment_1217" class="wp-caption alignleft" style="width: 283px;"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/paesi-senza-quorum.jpg"><img class="size-medium wp-image-1217" title="paesi-senza-quorum" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/paesi-senza-quorum-273x300.jpg" alt="paesi-senza-quorum" width="273" height="300" /></a></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il quorum esiste in paesi come l’Italia, i paesi dell’est europa (Ungheria, Polonia, Slovenia). Ma in <strong>Svizzera</strong>, in <strong>23 stati americani su 50</strong>, tra cui la<strong> California e l’Oregon</strong>, non è previsto il quorum nei referendum statali e locali.</p>
<p>Inoltre in Europa, in stati come <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Referendums_in_the_Republic_of_Ireland">l’Irlanda, </a></strong></p>
<p><strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Referendums_in_Spain">Spagna, </a></strong></p>
<p><strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Referendums_in_the_United_Kingdom">Regno Unito </a></strong></p>
<p><strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Referendums_in_France">Francia</a></strong></p>
<p><strong>non è previsto il quorum nei referendum nazionali</strong>. Tutte queste democrazia sono antidemocratiche o siamo noi italiani abituati a concepire come normale una cosa che normale non è? Ossia la presenza di un quorum nei referendum?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ortisei: il primo comune italiano SENZA QUORUM nei referendum</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 08:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[referendum abolizione quorum]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>
		<category><![CDATA[ortisei]]></category>

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		<description><![CDATA[
di Paolo Michelotto
finalmente il muro del quorum ha una breccia. Dal 2006, ma io l’ho saputo solo ieri (grazie, Stephan Lausch!), il comune di Ortisei (BZ) ha tolto dal suo statuto la necessità del quorum perchè i referendum siano validi. La frase esatta usata nello statuto del comune di Ortisei è questa, art. 43, comma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2009/05/ortisei.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1425" title="ortisei" src="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2009/05/ortisei-300x131.jpg" alt="ortisei" width="300" height="131" /></a></p>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>finalmente il muro del quorum ha una breccia. Dal 2006, ma io l’ho saputo solo ieri (grazie, Stephan Lausch!), il comune di Ortisei (BZ) ha tolto dal suo statuto la necessità del quorum perchè i referendum siano validi. La frase esatta usata nello statuto del comune di Ortisei è questa, art. 43, comma 7: “Il referendum è valido con qualsiasi numero di votanti e si intende approvato se ottiene il 50% più uno dei voti validi.”</p>
<p>Per l’Italia questa è una rivoluzione. Tenendo anche conto del comma 8: “Effetti &#8211; Il referendum propositivo e<br />
abrogativo per l’amministrazione comunale è <strong>vincolante</strong>.”</p>
<p>Eppure in questi 3 anni il cielo non è caduto su Ortisei, come paventato da quasi tutti i “rappresentanti” eletti quando gli si parla di togliere il quorum, anzi, il comune prospera come e più di prima. Semplicemente, i cittadini hanno uno strumento democratico migliore di prima.</p>
<p>Inoltre nello statuto, cap 40 è previsto:</p>
<p><strong>Assemblee dei cittadini</strong></p>
<p>1. Una volta all’anno viene convocata l’assemblea dei cittadini, durante la quale la giunta comunale riferisce sull’attività amministrativa. In ogni caso l’assemblea dei cittadini deve tenersi prima dell’approvazione del<br />
piano urbanistico.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Prendiamo esempio da Ortisei!</strong></span></p>
<p>Chiediamo che anche il nostro comune sia de-quorumizzato</p>
<p>Sito comune di Ortisei:</p>
<p><a onclick="pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ortisei.eu');" href="http://www.ortisei.eu/system/web/default.aspx?sprache=3">http://www.ortisei.eu/system/web/default.aspx?sprache=3</a></p>
<p>Statuto comune di Ortisei:</p>
<p><code><a class="dlimg" title="Download Statuto Comune Ortisei Version 2006" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=25"><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download Statuto Comune Ortisei Version 2006" /></a></code></p>
]]></content:encoded>
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