ieri sera Emilio Piccoli è venuto alla nostra consueta riunione del mercoledì al Loco’s Bar. E ci ha parlato del Progetto Scec. Lui è un piccolo imprenditore che si sta interessando al tema della moneta complementare da qualche anno. E’ reduce dal primo incontro nazionale di Arcipelago Scec. Ed è venuto a raccontarci la sua proposta. Ossia quella di introdurre la moneta complementare Scec (già da due anni attiva a Napoli) e in sempre più città italiana (la rete veneta è entrata in funzione l’8 dicembre 2008). Alcuni di noi, tra cui io, aderiremo al progetto.
Ecco il testo che Emilio condivide con i lettori di questo blog, che spiega il progetto e dove c’è un contatto per chi è interessato: Qui in formato rtf scec presentazione blog
Associazione Arcipelago Trentino (da costituire)
Lo SCEC: abbuono di sconto per risollevare l’economia locale
Lo SCEC, un progetto di nuova moneta complementare da affiancare all’Euro
Lo SCEC è una moneta complementare all’euro o più precisamente lo SCEC è un Buono Locale di Solidarietà (Solidarietà ChE Cammina) con funzione di moneta. Complementare significa che si utilizza congiuntamente agli euro, in una percentuale di prezzo variabile dal 10 al 30% in media. E’ uno strumento che ha un rapporto di parità con l’euro (1:1), non è convertibile in euro e viene distribuito gratuitamente.
Può essere riutilizzato dal commerciante all’interno delle imprese, professionisti, produttori ecc. che
aderiscono al circuito in tutta Italia.
Fiscalmente è assimilabile ad un abbuono e come tale non concorre alla determinazione della base
imponibile.
Il Buono Locale essendo distribuito gratuitamente non crea debito come accade per la creazione
monetaria cartacea e elettronica. Àncora al territorio tutto l’importo (anche quello pagato in euro) e
circolando nel circuito locale consente di aumentare e reinvestire questa ricchezza nel territorio.
La moneta euro, al contrario, è immessa nel circuito economico solo a fronte di un indebitamento
dello Stato (cioè dei cittadini presi in collettività) e dei privati (cioè dei cittadini presi
singolarmente).
I Buoni Locali di Solidarietà nascono dall’ esperienza e dallo studio di di altre precedenti positive
esperienze nella storia e nel mondo (sono circa 6.000 gli esempi di monete complementari presenti
in tutto il mondo, compreso il circuito WIR svizzero e il Regio tedesco).
Questo progetto è già praticato quotidianamente in molte città italiane e attualmente ci sono in
circolazione oltre 500.000 SCEC per un giro di affari complessivo in espansione costante di oltre 2,5 milioni di euro legalmente “girato” in prodotti e servizi prodotti localmente.
Dove è stato adottato lo SCEC come moneta complementare, similmente ad ogni analoga
esperienza estera o ad ogni esperienza storica precedente, le cose stanno andando meglio fin dalla
prim’ora.
Quanto più la base di utilizzatori sarà ampia (ed anche per questo invitiamo chiunque a partecipare
entrando a far parte degli aderenti al progetto), tanto più potremo vivere una nuova economia -
legata ai territori ed aiutata, appunto, attraverso una moneta di proprietà dei cittadini.
I principi guida del progetto sono quelli di rendere convenienti le merci locali di qualità ed
ecosostenibili, di tamponare il saccheggio di ricchezza operato da Banche e Grande Distribuzione,
per trattenere e far reinvestire sul territorio la ricchezza che ivi è stata prodotta ed ivi deve rimanere.
In seconda battuta favorire gli scambi tra le varie “isole” di Arcipelago SCEC che possono
scambiarsi merci e servizi pagando in percentuale con gli SCEC.
In breve,i vantaggi derivanti dall’introduzione dello SCEC sono,
a) per il compratore:
- l’aumento del suo potere di acquisto per la percentuale di Buoni accettata (ad esempio, il pensionato con 500 euro avrà un potere d’acquisto maggiorato di 100 euro nel caso la percentuale media accettata sia del 20%)
- l’ottenimento di prezzi non solo scontati ma anche più bassi perché il coinvolgimento nel circuito dei produttori e dei commercianti ridurrà la filiera , cioè i passaggi di mano, e quindi i costi
- I produttori visto il buon ripagamento saranno stimolati a mettere sul mercato prodotti sempre più ecocompatibili. La riduzione della filiera beneficia infatti tutti i suoi componenti.
b) per le imprese:
- aumento del proprio giro d’affari.
Le imprese che producono beni e l’artigianato hanno il problema della visibilità delle proprie merci e la creazione di mercato. In questo caso la riduzione delle filiere e la razionalizzazione dei processi di produzione e vendita portano ad offrire un prezzo concorrenziale aumentato dall’utilizzo del Buono e, quindi, concorrerà a richiamare consumatori distogliendoli dal prodotto di importazione. L’interazione con la piccola distribuzione permetterà ai produttori locali di ottenere anche visibilità e mercato per la propria produzione.
Eliminando i numerosi passaggi dal produttore al consumatore si potrà ridurre sensibilmente i prezzi dando un giusto prezzo ai produttori e un buon guadagno ai commercianti
Le figure intermedie (grossisti) continueranno a lavorare, ma organizzando i loro clienti commercianti in gruppi di acquisto per avere maggiore peso contrattuale con i fornitori e ottenere prezzi più vantaggiosi, magari convincendoli ad accettare anche loro i Buoni Locali di Solidarietà.
Un altro vantaggio per tutti gli iscritti, è che le prestazioni offerte dagli associati che hanno aderito con le loro attività commerciali e professionali (commercianti), ma anche quelle sporadiche, come baby-sitter, offerte di lezioni private e quant’altro (privati), saranno pubblicizzate attraverso i nostri siti.
Le imprese potranno inoltre beneficiare della piattaforma on-line per i contatti diretti, la formazione di gruppi di acquisto sia per settore che per singoli prodotti, la gestione professionale di ogni aspetto che possa migliorare la logistica degli iscritti e altri servizi professionali.
Sarà al tempo stesso il portale di accesso per gli utenti , dove troveranno tutte le possibilità di spesa dello Scec in beni e servizi (pagine Auree).
Auspichiamo la partecipazione di tutti coloro che desiderano dare il loro attivo contributo a questo progetto e al suo funzionamento con le loro idee e la loro creatività.
Gli statuti delle associazioni sono ispirati a criteri di democrazia diretta partecipativa e sono adottati tutti gli strumenti utili a massimizzare la trasparenza nella gestione e nelle scelte della vita associativa.
La trasparenza assoluta delle scelte e delle attività del direttivo delle associazioni, é garantita attraverso un sistema informatico che permette di monitorare tutti gli aspetti della vita delle associazioni (buoni circolanti, esercenti accettatori, soci, ecc).
Chi è interessato a contribuire all’attivazione del progetto in Trentino può contattare il responsabile per la formazione dell’isola della provincia di Trento.
piccoliemilioETgmail.com (al posto di ET @)




































Ero a conoscenza della Moneta Locale e sapevo che anche in trentino era partito qualcosa… Però poi è calato un certo silenzio sull’argomento. Son contenta sia ancora attivo l’intento di uno scec trentino!
cosa possiamo fare, come semplici cittadini, per aiutare questa iniziativa a decollare?
grazie
ciao Lara,
scrivi a Emilio Piccoli, trovi la sua email in fondo al testo. Per ora è solo, se riusciamo a creare un gruppettino, poi si può organizzare una prima serata pubblica invitando anche i cittadini e gli operatori economici, a inizio anno.
Potresti anche creare un gruppo Scec Trentino su Facebook oppure iniziare una discussione sul forum di questo sito, che si trova qui:
http://www.cittadinirovereto.it/discussione/
Se apri una discussione lì, poi metto un bannerino sulla pagina principale del blog con il link alla discussione.
Paolo M.
ciao!
…è ora on line il gruppo “SCEC TRENTINO” su facebook!
join!!!
secondo me e’ pura utopia e’ un sistema che dovrebbe portare alla diminuzione dei prezzi ma se il grossista non li applica oppure il produttore locale che acquista i prodotti a lui necessari non puo’ spendere con i suoi fornitori gli scec e’ solo
lui ad applicare lo sconto con la conseguenza di una perdita.
se ho un commercio applico uno sconto non sulla spesa ma sui prodotti dove potro’ ricevere lo stesso trattamento .
comunque chi fa’ la spesa sopratutto sulla verdura dovrebbe conoscere le stagionalita’ del proprio luogo per il km. zero.