referendum
di Paolo Michelotto
Questi sono i miei commenti personali e non quelli del gruppo. Domani ci ritroviamo insieme per discutere sui risultati.
Mentirei se dicessi che non speravo nel miracolo. Ossia di superare il quorum del 50%. Ma ero cosciente dell’estrema difficoltà. Tutti i referendum comunali italiani che prevedevano quorum, finora svolti, organizzati da cittadini, sono stati invalidati e sapevo che questo era probabilmente il destino anche di quello di Rovereto dell’11 ottobre 2009. Eppure ci siamo impegnati al massimo fino all’ultimo giorno. Abbiamo mandato volantini a casa di tutti i cittadini, organizzato incontri in tutte le circoscrizioni, cercato di coinvolgere tutti i partiti e associazioni, volantinato, appeso manifesti, fatto interviste alla radio e alla tv. Creato siti web, eventi partecipativi, mailing list, mandato sms.
Nessun comitato di cittadini potrà fare più di noi nella nosta città per promuovere un referendum, eppure solo il 15% degli aventi diritto si è recato a votare. E quindi?
Quindi abbiamo dimostrato scientificamente che il quorum (superiore al 10-15%) ammazza lo strumento del referendum.
Per cui chiedo agli amministratori che non vogliono prendere in giro se stessi e i cittadini, di togliere in toto lo strumento del referendum se intendono lasciare il quorum. Tanto verrà sempre invalidato e sarà solo un simulacro vuoto e inutile di democrazia.
Mentre agli amministratori davvero democratici chiedo di togliere il quorum e vedranno i risultati. Maggiore affluenza, maggiore partecipazione, maggiore informazione.
Nel 2006 nel referendum confermativo costituzionale andò a votare il 52,3 % degli aventi diritto e non c’era quorum.
Nel 2009 nei referendum abrogativi con quorum andarono a votare il 23,3 % degli aventi diritto. Ed esempi simili si sono verificati in Germania negli anni ‘80.
E’ matematico: se c’è il quorum l’affluenza è più bassa di quando non c’è.
Ed ora? Per quanto mi riguarda, domani 12 ottobre 2009 parteciperò all’incontro per discutere i risultati, nella piazza Mart ore 19.00. E poi proseguirò il percorso. La domanda guida per me sarà sempre: come posso fare, quali strategia adottare, che percorsi attuare per abolire il quorum dai referendum?
Finora abbiamo provato l’assemblea pubblica (La Parola ai Cittadini del 23 gennaio 2008), la iniziativa di delibera popolare (consegnata in comune il 9 maggio 2009 e MAI discussa), oggi 11 ottobre 2009 il referendum. Nel frattempo il sostegno è passato gradualmente da 5 cittadini iniziali a 38 a La Parola ai Cittadini del 2008, ai 220 della iniziativa di delibera popolare di maggio 2008, ai 4514 di oggi ottobre 2009.
Quindi un grande grazie ai 4514 cittadini che hanno approfondito i temi e votato con convinzione. La vostra fatica non andrà sprecata, ma sarà valorizzata. Nessuna acredine o accusa verso gli astenuti. E’ un loro diritto astenersi, ed è solo l’assurdo l’impedimento antidemocratico del quorum che fa sì, che accada il paradosso che chi decide di non decidere, alla fine decida. Toglieremo il quorum. Questo dell’11 ottobre 2009 è stato solo un ulteriore passo verso la sensibilizzazione democratica di Rovereto. Ci vorranno ulteriori passi, ma il numero di cittadini di Rovereto oggi consapevoli ha raggiunto le migliaia di unità.




































Tra i 4514 c’è anche chi ha votato NO. Aspettiamo lo spoglio per fare commenti più approfonditi.
Per ora faccio notare che non conta solo l’impegno (il vostro è stato eccezionale), ma anche l’interesse che gli argomenti riscuotono.
Cordiali saluti
Certo aspettiamo, di solito comunque, dove c’è il quorum nei referendum, vanno a votare quasi solo i SI.
bella riflessione, soprattuto per chi è in grado di leggere tra le righe! in bocca al lupo
“Nessuna acredine o accusa verso gli astenuti” dici..
Ma leggete bene questo quesito referendario:
“Vuoi che il comune esprima parere negativo alle richieste di Sandoz spa e di qualsiasi altra azienda per la realizzazione, sul territorio comunale, di impianti che aggravino l’attuale grado di inquinamento atmosferico con le loro emissioni?”
Quindi chi non è andato a votare desidera che “il Comune sia d’accordo per la realizzazione di impianti che aggravino l’attuale grado di inquinamento atmosferico”.
Nessuna accredine un bel cavolo.
nessuna acredine, perchè il voto non è un obbligo ma un diritto. E’ un diritto anche starsene a casa o andare in gita il giorno del voto. E’ un crimine, invece, l’istituzione di una regola (il quorum) che trasforma l’esercizio di questo diritto in una limitazione dei diritti di chi al voto ci partecipa. Il quorum è una regola che mette le persone una contro l’altra. Fa parte del ‘divide et impera’. Non cadiamo nelle trappole del potere.
the bottom line is: l’Italia è una repubblica partitocratica fondata sulla lobotomia. La lobotomia ha avuto successo.
Perché la gente comprenda l’utilità e la bellezza di partecipare da protagonisti alle sorti della propria comunità, occorre che una lista civica appena eletta riformi “dall’alto” i regolamenti comunali, abolendo il quorum. Da quel punto in poi i cittadini inizieranno a partecipare per non lasciare ad altri decisioni importanti per sé e per le proprie famiglie.
Il caso di Ortisei parla chiaro: questo succederà prima nei comuni più piccoli, dove il senso di comunità è già abbastanza forte da indurre i cittadini a preferire le liste civiche rispetoo alle formazioni politiche “nazionali” (io le chiamo romane).
Democrazia diretta piovuta dal cielo. Pare un ossimoro ma forse inizierà tutto così. Di lì in poi credo che il contagio sarà inarrestabile.
Federiamo tutti i gruppi che credono nella sovranità dei cittadini sugli eletti. Su Facebook c’è un gruppo chiamato Federazione per la Sovranità Popolare. Federazione tra gruppi indipendenti = autonomia totale dei singoli gruppi ma un solo slogan e obiettivo irrinunciabile per tutti: Cittadini Sovrani. Vuol dire anche massa critica e maggiore visibilità per ciascuno dei gruppi afferenti.
Non credo come Gino Cerruti che quello che mancava in questi referendum fosse un “tema interessante”… io sono convinta che l’argomento poteva essere idiota come la creazione di ippovie nel centro storico o populista come una lotteria per regalare 1/3 del bilancio comunale ad un fortunato cittadino: il risultato sarebbe stato sempre 15%, perche’ questo e’ il numero di persone che a Rovereto si interessano, si informano e hanno senso civico, cioe’ credono di appartenere ad una comunita’. Punto. Il quorum va eliminato perche’ va accettata questa realta’, questo nuovo modo di vivere la cosa pubblica. Anzi vedendo che chi va a votare decide, magari piano piano sempre piu’ gente si convincera’ che partecipare e’ una cosa che funziona.
Due cose:
Ieri sera su report c’era un servizio su Bologna che ha reso obbligatoria la partecipazione/consultazione popolare per la ristrutturazione dei quartieri, esperimento riuscitissimo, gente impazzita di gioia, costruttori piu’ contenti, amministratori sereni.
Ha ragione Paolo M., ragioniamo sui si’, sicuramente saranno la maggioranza, chi e’ per il no non e’ venuto a votare, ha deciso di confondersi con gli astenuti e quindi va trattato come astenuto, cioe’ come una persona a cui non gli interessa/non ha opinioni forti sull’argomento. Concentriamoci sui si’….e organizziamo gita sociale a Bologna….Angelica
Vi siete chiesti perchè il quesito sui referendum ha meno si degli altri?
Quindi tra quei pochi che sono andati a votare una parte significativa è contraria all’abolizione del quorum (che a mio parere andrebbe abbassato non abolito)
Se poi e chi è in grado di leggere tra i post e i commenti lo capisce il fine della giornata era un altro…
Io ho votato NO al primo quesito e ho reso nulla la scheda relativa al 4°. Non perché voglia più inquinamento, come vuole faziosamente far credere Togni (con il quale peraltro ho già discusso). Immagino di essere in una piccola minoranza (vedremo) ma credo che vada rispettato anche chi non la pensa come voi.
Ho espresso il mio punto di vista sui quesiti su:
http://occhiodirovereto.splinder.com/post/21315683/Hitler+a+Rovereto%3A+votate%21
http://robertopallanch.splinder.com/post/21445668/referendum
http://www.studentirovereto.it/forum/viewtopic.php?t=16610&postdays=0&postorder=asc&start=0
Mi sembra che vi stia ronzando per la testa l’idea di fare una lista civica per le prossime comunali.
Spero che ora vi rendiate conto che non è così scontato raccogliere consenso e che quindi abbiate un po’ di più rispetto -oltre che per i cittadini che hanno idee diverse dalle vostre- per i partiti e per gli amministratori. Quando parlate a nome dei “cittadini” ricorrete a un espediente retorico/propagandistico, non vi riferite a uno stato di fatto.
Non parliamo di Bologna … è finito quel mito … andateci a far un giro sotto i portici o in Via S. Vitale e poi ne riparliamo …
In quanto al referendum, inutile fare i superiori, altrimenti si rimane nei salotti e nei caffè … e comunque un ippovia non mi dispiacerebbe …
A chi a Rovereto si è impegnato per diritti referendari migliori e per la partecipazione deliberativa in tutti questi anni, mesi e settimane i miei complimenti e la mia ammirazione. Infatti, il quorum è un’arma micidiale nelle mani di tutti coloro ostili alla partecipazione civica. Siamo consapevoli che anche il nostro quorum del 40% in Alto Adige potrà far fallire tutto il prossimo 25 ottobre, ma comunque non demordiamo. Avanti cosí.
Thomas Benedikter
Quorum: non sappiamo ancora i dati ufficiali dei SI e dei NO. Quindi nessuno sa se il quesito n.1 abbia avuto meno SI degli altri. Magari è l’opposto. Inoltre non c’è praticamente differenza fra le schede ritirate: si va dal 15,02% del n.1 al 15,07% del n.3 (sono circa 15 voti di differenza). Quindi non speculiamo in maniera assurda sui dati solo per farli collimare con propri ragionamenti e aspettative. Se si vuole dire che l’abolizione del quorum non la vuole nessuno almeno aspettiamo l’esito dello scrutinio.
http://www.comune.rovereto.tn.it/UploadDocs/3221_Referendum_Risultati_2009.pdf
3.690 voti per l’abolizione del quorum. Questo il dato, il resto sono congetture.
Grazie per il link dei risultati che non avevo ancora visto.
Per l’analisi, secondo me, si deve considerare che il PD, unico partito di peso che ha fatto un po’ di campagna e ha caldeggiato la partecipazione al voto, si è schierato con un NO tondo sull’abolizione del quorum. Questo è il motivo principale per cui il quesito n.1 ha totalizzato ’solo’ l’ 82,85% di SI, su una media dell’89% di SI.
Comunque sia, in altre democrazie più evolute della nostra – che ha come premier un caudillo – l’82,85% dei voti validi è una maggioranza qualificata e il quorum sarebbe stato abolito oggi.
Io credo che il dato numerico (3.690) dia una misura abbastanza chiara di quanti siano i favorevoli in città. Chi è per il SI credo sia andato a votare come ad una normale elezione.
La percentuale è un valore che ha poco senso, secondo me, nel momento in cui esiste un quorum, non dando l’esatta misura di quanti sarebbero stati i contrari.
Con questo intendo che l’analisi deve partire dal fatto che oggi a Rovereto in 3.700 persone non credono che il quorum sia giusto. Questo è il mio parere.
certe idee ci mettono a farsi strada.. ma già direi che questi 3700 sono molti di più di qualche mese fa. Molti ma molti di più. E sono condivise dallo zoccolo duro che va a votare perché si interessa.
Gli altri probabilmente non hanno mai letto un libro che sia uno sull’abolizione del quorum e seguono sempre quella PDina logica della prudenza che infatti sì fa ottenere al PD grosse e grasse vittorie elettorali!
a tutti gli schiavi per vocazione dico: viviamo, vivete in un paese che è la succursale dell’inferno in terra, e la capitale incontrastata dell’abuso di potere, di una casta di mestieranti intrallazzoni senza freni che hanno prodotto una perfetta macchina di manipolazione delle coscienze e delle vite della gente. Una macchina che produce scoraggiamento e senso di impotenza, cinismo e rassegnazione. Una casta il cui unico obiettivo ormai palese e dichiarato è quello di restare indisturbati in sella per occupare lo stato con una marea montante di parassiti propri fedeli sostenitori, a spese di chi si ispira a semplici e sani principi: guadagnarsi da vivere con sobrietà ed onestà, senza leccare piedi ne chiedere favori. Un paese in cui si sgobba per quarant’anni pagando tasse allo stato clientelare, per riceverne indietro una scarsa razione di sopravvivenza che dura fino alla fine delle nostre miserabili vite. E su queste pagine c’è chi si scaglia polemicamente contro persone come Paolo, che senza alcun interesse personale si adoperano per ridare voce e potere ai cittadini. Complimenti, siete dei perfetti italiani.
sottoscricivo!
depressione?!
itaglione?