di Andrea Trentini
Cosa ne pensano i cittadini che vivono Rovereto del progetto di ristrutturazione del piazzale? Procedere con la gara di progetti e poi affidare la valutazione al gruppo di architetti-consulenti, come pensato dall’assessore competente, è una strada facile per evitare di confrontarsi con i cittadini.
Il percorso di referendum, invece, chiede l’apertura di una progettazione condivisa con la popolazione che potrebbe avere richieste diverse da quelle prospettate dal bando del Comune. I cittadini potrebbero non desiderare uno sviluppo in altezza superiore a quella dei circostanti fabbricati di pregio storico.
Oppure potrebbero desiderare che i parcheggi che si otterranno sotto la superficie si possano destinare esclusivamente ai residenti delle zone limitrofe – attraverso un comodato d’uso a pagamento o abbonamento – e liberando la zona dalle numerose auto in sosta. Questa soluzione potrebbe essere utilizzata anche per finanziare la realizzazione stessa delle opere.
Dalla cronaca emerge che anche l’ex presidente di AMR Previdi abbia da ridire sulla modalità Valduga di progettare le zone sosta e in particolare il parcheggio all’ospedale cassato alla fine.
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Da due anni potrebbe essere in funzione il parcheggio multipiano all’ospedale, 283 posti con la sosta garantita e gratuita per gli utenti «forzati», coloro che hanno bisogno di recarsi alle visite specialistiche tutti i giorni. Sarebbe un’opera invidiata con i 5 milioni di euro spesi per la sua realizzazione ammortizzabili in vent’anni. Questa sarebbe la realtà se la giunta Valduga non avesse bocciato il progetto del precedente consiglio di amministrazione dell’Amr ormai ad un passo dall’appalto.
L’ex presidente della municipalizzata Mauro Previdi è furioso: «Pura miopia del sindaco Guglielmo Valduga e del suo ex assessore Renzo Azzolini. Tra l’altro l’attuale cda guidato da Alceste Santuari non ha fatto proprio nulla, si è limitato a vedere la conclusione dei lavori che avevamo iniziato noi».
Perché è saltato il parcheggio multipiano? «Perché Azzolini, al momento di firmare, ha voluto forzare i toni. Avevamo trovato un accordo con l’Azienda sanitaria che avrebbe ceduto il suo terreno al Comune per oltre trent’anni. Dopo quella data il posteggio sarebbe passato all’Asl ma, ovviamente, i roveretani ne avrebbero goduto ugualmente. La giunta, invece, all’ultimo ha chiesto di acquistare l’area, procedura complessa e lunghissima.
E così è saltato tutto». Il progetto prevedeva 283 posti auto di cui 89 al seminterrato per l’Azienda e gli utenti dializzati e gli altri disposti su tre piani e a tariffa agevolata. Ci sarebbe stato anche l’accesso gratuito per tutti nelle due ore di visita. «Quell’opera avrebbe permesso di togliere i posteggi davanti all’ospedale e nelle vie limitrofe, compreso corso Verona, e avrebbe tolto il traffico continuo di chi è in cerca di un posto. Aggiungo pure che i lavori sarebbero stati eseguiti con laser e filo per eliminare i rumori e non disturbare il vicino reparto di rianimazione. L’elaborato era stato approvato dal consiglio comunale. Bastava solo partire».
Invece Valduga ha risposto picche. «Quando ha vinto le elezioni gli ho chiesto di rimanere presidente Amr ancora per due anni, proprio per finire il parcheggio che sarebbe stato inaugurato nel dicembre 2007. Al di là di questo, è inconcepibile l’atteggiamento di Azzolini, tanto più che era già stato elaborato il piano finanziario della sosta e quello era un servizio indispensabile per la città». Oltre al parcheggio al Santa Maria del Carmine, comunque, Previdi contesta la gestione attuale di Amr. «Noi abbiamo consegnato al Comune un utile di 800 mila euro, 450 mila in contanti e 350 mila del parcheggio di via Brigata Acqui, pagato solo 60 mila euro. Come fa Santuari a dire che quest’anno l’utile è di 130 mila euro e nel 2010 il Comune dovrà ripianare i debiti?». L’azienda multiservizi, adesso, sta per «cedere» le farmacie comunali a Trento. “E pensare che Valduga, in campagna elettorale, aveva contestato il “trentocentrismo” e aveva promesso la valorizzazione delle specificità di Rovereto. È un errore accorpare. Le farmacie comunali sono nate nel 1968 per fornire i farmaci ai poveri ed ora devono garantire servizi importanti e fondamentali ai cittadini. Sono una prerogativa della città. E poi perché cedere un ramo che dà utili? L’aspetto peggiore, però, è che questa Amr non ha più compiti sociali, ha addirittura cacciato il centro dei ragazzi affetti da autismo. Questo è quanto ha fatto la giunta Valduga per la città». N. G. 11/06/2009 |
| articolo di Nicola Guarnieri tratto dal quotidiano ‘L’Adige’ |




































Chiedo scusa se non è il posto più appropriato, ma è rimasta in sospeso una questione con admin che vorrei concludere. Riporto di seguito alcuni stralci dei commenti miei e di admin risalenti a settimana scorsa:
# admin Scrive:
2 Giugno 2009 alle 12:20
[...]
La sindrome NIMBY caro Marco è quella storiella usata dai nostri “rappresentanti” per continuare a dire che noi non siamo in grado di gestire i nostri interessi. Mentro loro saprebbero meglio di noi ciò che è meglio di noi.
Favole, per nascondere corruzione, spartizione di potere, ignoranza e arricchimenti facili, della elitè economica e politica che ci governa.
Paolo M.
# Marco Scrive:
3 Giugno 2009 alle 10:53
Caro admin, potresti spiegarmi la tua ultima affermazione: “La sindrome NIMBY caro Marco è quella storiella usata dai nostri “rappresentanti” per continuare a dire che noi non siamo in grado di gestire i nostri interessi. Mentro loro saprebbero meglio di noi ciò che è meglio di noi.”
Non riesco a capire il concetto.
Grazie
Marco
# admin Scrive:
3 Giugno 2009 alle 11:46
interessante questa domanda, anche perchè viene formulata spesso, ma è peccato seppellirla tra i commenti qui. Ne faccio un post, forse questa sera stessa.
Paolo M.
Grazie! é da una settimana che rileggo la tua affermazione ma proprio non riesco ad afferrarne il concetto.
Buon pomeriggio
ciao Marco,
ti prego di considerare che sono un cittadino tale quale te, con poco, pochissimo tempo libero, che poi in queste sere, tutte le sere, va a riunioni per organizzare i prossimi referendum comunali e altri eventi partecipativi, per dare voce a cittadini come te e come me.
Tutto nel tempo libero, non pagato, solo per passione e convinzione.
Io il mio lavoro ce l’ho e non ne cerco altri.
Quindi se a volte non riesco a rispettare alcuni impegni… pazienza, faccio ciò che è umanamente possibile.
Arriverà presto. Ciao.
Paolo M.