di Andrea Trentini
L’anniversario del protocollo di Kyoto – ricorrenza a cui si ispira la giornata del risparmio energetico ‘M’illumino di meno’ – richiama tutti i paesi aderenti all’impegno di diminuire entro il 2012 le emissioni di anidride carbonica del 5,2% rispetto ai livelli del 1997. Non è certo un intervento sufficiente per arginare il fenomeno dei cambiamenti climatici, ma sarebbe almeno un inizio a preparare un sistema capace di futuro. Su questo tema il ruolo del Comune può essere importante per avviare pratiche virtuose che sostengano l’economia eco-compatibile.
L’ente locale norma i comportamenti delle imprese e dei privati, incentiva o disincentiva certe pratiche, informa ed educa i cittadini, è un importante consumatore esso stesso e maggiore azionista di molte delle aziende che forniscono energia, acqua e che smaltiscono i rifiuti: può svolgere dunque un ruolo fondamentale. In Italia quasi il 17% del PIL riguarda i consumi delle amministrazioni: si tratta di una notevole capacità di spesa che, unita alla possibilità di influenzare Le politiche e i comportamenti dei privati, può fare la differenza.
Tra le buone pratiche che un Comune può avviare ci sono gli ‘acquisti verdi’ che significa introdurre considerazioni ambientali fra i criteri di scelta per l’acquisto di prodotti e servizi: il termine prodotto «verde», ecosostenibile, ecologico, di per sé indica genericamente che si tratta di un prodotto che, se considerato nel suo intero ciclo di vita dalla produzione allo smaltimento, è più rispettoso dell’ambiente di altri analoghi per prestazioni e qualità. Questa definizione generale necessita poi di essere specificata mediante la fissazione di criteri relativi alle singole categorie di prodotto e servizio.
La diffusione degli acquisti verdi negli enti pubblici è molto importante per la promozione dello sviluppo sostenibile. In primo luogo il potere d’acquisto delle amministrazioni pubbliche è di per sé estremamente significativo (il settore degli approvvigionamenti pubblici rappresenta mediamente il 12% del PIL dell’UE, ma per alcuni Paesi, fra cui l’Italia, arriva fino al 17%). Inoltre gli enti pubblici, comprando verde, possono dare il buon esempio contribuendo indirettamente a orientare in senso maggiormente sostenibile gli acquisti di altri enti e dei singoli consumatori.
Negli ultimi anni si è assistito anche a una notevole diffusione di supporti e strumenti per facilitare gli acquisti verdi. Alcuni sono diretti a tutti i consumatori, come i siti internet che offrono una panoramica di prodotti ecologici disponibili (per esempio: www.acquistiverdi.it) e altri sono specifici per le pubbliche amministrazioni.
Fra questi ricordiamo i manuali dettagliati che guidano nella stesura di bandi di acquisto con criteri «verdi» e i siti internet che mettono a disposizione schede tecniche e esempi di bandi per molte tipologie di prodotti (per esempio quelli sviluppati nell’ambito del Progetto Life GPPNet, che si possono scaricare dal sito internet www.compraverde.it ).
Dalla teoria alla pratica nel comune di Ferrara
Ferrara è stata fra le prime città in Italia, a metà degli anni ’90, a promuovere pratiche di Acquisti Verdi. L’efficacia del progetto è stata assicurata dalla forte motivazione dei dirigenti e funzionari dell’amministrazione, anche in assenza di indicazioni specifiche a livello normativo e di strumenti di analisi facilmente reperibili.
Nel corso del tempo la gamma di prodotti verdi acquistati dal Comune si è progressivamente ampliata includendo, fra gli altri, i prodotti biologici nelle mense scolastiche, la carta riciclata (accompagnata dalla raccomandazione ai dipendenti dell’impiego fronteretro), gli autoveicoli elettrici, ibridi o alimentati con altro carburante alternativo (metano) nel piano di rinnovo del parco automezzi, lo scuola bus con motori diesel a basso impatto e dispositivi antinquinamento.
La strategia seguita dal Comune per la promozione al suo interno degli acquisti verdi ha preso avvio formalmente con l’adozione, a partire dal 1994, di criteri di sostenibilità ambientale da parte dell’Ufficio Economato ed è proseguita con la conduzione di indagini di mercato e di studi relativi ai singoli prodotti effettuati su base volontaria direttamente dallo stesso ufficio, coadiuvato di volta in volta da altri uffici tecnici.
In anni più recenti Ferrara ha svolto, e svolge tuttora, anche un importante ruolo propulsore nella diffusione di pratiche di acquisto verde: in collaborazione con altri enti ha sviluppato una serie di iniziative e di servizi utili per gli acquisti verdi di privati e pubbliche amministrazioni. Di seguito ne riportiamo alcuni.
Sportello Ecoidea: fornisce informazioni e consulenza su incentivi, tecnologie per il risparmio energetico, comportamenti e prodotti eco-compatibili, convegni, conferenze e corsi.
La Casa dell’Ecorisparmio: un sito internet che aiuta il visitatore a comprendere se i suoi comportamenti quotidiani hanno un impatto ambientale negativo.
Il progetto Condomini sostenibili: un progetto multistakeholder per la promozione della gestione sostenibile dei condomini.
Info – www.comune.ferrara.it
I contenuti sono tratti dalla ‘Guida alle buone pratiche’ edita dal Consiglio Provinciale di Roma

































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