post di Andrea Trentini
Rovereto può essere a misura di pedale. Lo chiede il gruppo ‘Massa Critica’ che invita tutti/e sabato 27 giugno alle ore 17.30 in P.zza Erbe.

Ricordiamo che la Massa Critica è variopinta e allegra: l’uso di cartelli, striscioni, travestimenti, maschere, palloncini, campanelli, strumenti musicali, racole, fumogeni, elettrodi e oggettistica affine è altamente consigliato.
Ma è necessario continuare nella riflessione sulla rete di vie ciclabili di Rovereto.
Riportiamo la lettera che Lorenzo Martinelli ha mandato all’assessore Zuccatti.
Egregio Assessore Zuccatti,
ho letto l’intervista da lei rilasciata all’Adige il 19 giugno. Le sue parole mi hanno molto colpito: «Rovereto ancora una volta dimostra di non poter essere vivibile. È impossibile arrivare alla convivenza di tutti i mezzi. Bisogna essere realisti».
Ma come? Il suo assessorato si caratterizza per una lunga serie di competenze (Arredo urbano; Verde, parchi urbani ed extraurbani; Promozione dell’uso della bicicletta; Piste e percorsi ciclabili; Traffico con particolare riferimento al relativo piano urbano; Trasporto pubblico urbano ed extraurbano) aventi l’obiettivo di rendere più vivibile la nostra città.
Mica starà dichiarando il fallimento della sua politica sulla mobilità?
E poi: «Le code di auto ferme di questi giorni possono spingere a prendere la bici». Mi sta dicendo che le code di macchine spingono le persone a salire in sella e a infilarsi negli ingorghi? Non lo trova estremamente pericoloso? È certo che non sia disincentivante? E infine alla domanda se non si poteva proprio tenere la ciclabile di via Fontana lei risponde che «Altrimenti avremmo dovuto eliminare i parcheggi ma sarebbe stata una mazzata per gli automobilisti» e che «per come è disegnata Rovereto, è impossibile creare percorsi protetti. Soprattutto perché comporterebbero il sacrificio di molti parcheggi e gli automobilisti, la maggioranza, non lo tollererebbero».
Beh io queste affermazioni non le vorrei sentire. Il problema non è rincorrere la maggioranza o la minoranza di turno ma chiedersi se quella ciclabile è strategica. E per rispondere bisogna avere una strategia complessiva.
E se fosse importante va trovata una soluzione! Ad esempio potrebbe fare una “perequazione” (che tanto vanno di moda in questi giorni): al posto dei parcheggi di via Fontana riduca il prezzo o renda gratuito il rinnovato parcheggio di via Manzoni: è sottoutilizzato e lo avete pure dotato di biciclette (a che pro?)!
Egregio assessore il nostro sindaco Valduga ha vinto le elezioni perchè si è messo in contrapposizione con la politica delle precedenti amministrazioni. In coerenza con il vostro mandato avete commissionato una consulenza che ha individuato una rete di ciclabili cittadine: una rete
Assessore! Non dei monconi! Tale consulenza mi risulta essere stata confermata nella variante al PRG
che il suo collega Tomazzoni in questi giorni sta presentando nelle circoscrizioni.
Eppure i recenti lavori in via Campagnole, gli attuali lavori su via Fontana e sul tratto finale di Corso Rosmini stanno negando la strategia che la vostra Giunta ha delineato.
Assessore mi dispiace ma la sua politica sulla mobilità, la trovo in coerenza con la politica che negli ultimi vent’anni hanno portato avanti le giunte precedenti, negando il mandato principale che i cittadini hanno dato al nostro sindaco Valduga: rompere con le vecchie logiche, rompere con i monconi di ciclabili per disegnare un piano integrato di mobilità su due ruote.
Assessore, mi dimostri coi fatti che non ho capito nulla e mi spieghi il suo piano di mobilità, dove mi aspetto di trovare corsie preferenziali, aumento della frequenza delle corse degli autobus, detrazione degli abbonamenti agli autobus dalle tasse comunali, semafori che diventano subito verdi per i pedoni, incentivi per le famiglie che mandano a scuola i propri figli nel proprio bacino di utenza, parcheggi di assestamento, ZTL più ampie, un’area intera in cui imporre il limite dei 30 all’ora, ma non la sola via Setaioli (”politica del moncone”)!
Se le ciclabili non son fatte per Rovereto, le elimini tutte ma mi faccia vedere un’idea che guarda al 2020 e non al 1990! Il 2020 è l’anno entro il quale per la Comunità europea dovremo ridurre il nostro inquinamento, è l’anno scelto (spero non a caso) da «Rovereto 2020».
Io mi auguro una Rovereto disegnata e pensata per i bambini, per gli anziani, per le categorie considerate «più indifese».
Io assessore (e sono convinto anche Lei), non voglio una città in cui vincono i SUV (i più forti) e in cui «a pagare, purtroppo, è la bici» (l’indifesa). La ringrazio per l’attenzione e le auguro buon lavoro.
Lorenzo Martinelli – Rovereto
Lettera tratta dal sito http://massacriticarovereto.splinder.com



































E rieccoci! Un altro partecipante al potere roveretano che dice:”Così è e così rimane. Mi sono già espresso per quanto riguarda l’argomento ciclabili quindi è un caso chiuso” (L’Adige, martedì 30 giugno 2009, p. 27).
A me piacerebbe ricordare agli assessori in genere che il potere non gli è più dato dall’Alto, cioè da Dio (come ai tempi dei re per capirci), ma si devono accontentare di prenderlo dai cittadini; e soprattutto vorrei loro ricordare che E’ PER IL BENE COMUNE DEI CITTADINI che hanno quel potere.
Che ci siano solo il 20% (a me sembrano tante circa 7000 persone sui pedali! ma la matematica non è il mio forte evidentemente) dei cittadini di Rovereto che usano la bici non è una scusa per togliere le ciclabili; vale a dire: visto che, secondo me che sono assessore, siete in pochi ad essere bravi, diligenti e a non inquinare, allora vi punisco e vi tolgo le piste ciclabili. Bravo! Sinceramente spero che la frase sia uscita al posto di un: “Non ho niente da dire e non voglio dire niente!”. Sarebbe più giustificabile dell’ignoranza che è stata espressa.
Non sono favorevole a togliere i parcheggi alle auto, ma sono assolutamente favorevole ad una sana convivenza tra tutte le categorie di persone che uitlizzano la strada (automobilisti, ciclisti e pedoni).
Quello che secondo me andrebbe rivisto è il concetto di ciclista cittadino e di pista ciclabile, che non deve essere solo una strada per farci la scampagnata, ma deve diventare una via di transito ciclabile per raggiungere un luogo in modo veloce e sicuro senza la macchina.
Io dissento profondamente da questa decisione che non credo che rappresenti nessuno e continuerò a fare come sempre faccio per girare a Rovereto dove non ci sono piste ciclabili….vado contromano e sul marciapiede….e lo so, sono fuori legge! Ma a questo punto sono tentata di denunciare il comune per attentato alla sicurezza pubblica….quella dei ciclisti almeno!!
Ciao Sabina, se vuoi parliamo di ciclabili anche qui: massacriticarovereto.splinder.com
Ti invitiamo alla prossima massa l’ultimo sabato di luglio. Più siamo e meglio è. Diffondi la voce.
Per informazioni vai al blog segnalato sopra o scrivi a massacriticarovereto@gmail.com
Ciao
Lo spazio da Lizzanella a Sant’Ilario si misura nell’ordine di 5,6 km. Lo spazio tra San Marco e Borgo Sacco è nell’ordine dei 2,5 km.
Per avere una città a misura d’uomo è necessario chiudere totalmente il centro storico, alle auto ed anche alle biciclette e porre i cittadini nella condizione di muoversi solo a piedi. Sarebbe questa l’unica città al mondo.
Camminare è salute. Andare in auto e in bicicletta non è salute.
avere visione è importante
ma la convivenza tra pedoni, ciclisti e automobilisti è possibile
spesso ognuno di noi ricopre in momenti diversi questi tre ruoli
basta andare fuori provincia – nella vicina Bolzano per capire come è possibile trovare la convivenza …
raccogliamo qualche euro per un biglietto per l’amministrazione comunale che potrà apprendere e poi applicarsi sul campo
andrea