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Testo finale Iniziativa Quorum Zero e Più Democrazia

13 motivi per abolire il quorum

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L’Adige: Un tè freddo per abolire il quorum

politica «CittadiniRovereto» contro la giunta Valduga in difesa dei referendum

Un tè freddo per abolire il quorum

di nicola guarnieri

La giunta Valduga, nell’ottica di revisione dello statuto comunale, è intenzionata a ridurre gli strumenti di partecipazione dei cittadini. Tra le priorità indicate da sindaco e assessori c’è l’abolizione del referendum abrogativo e propositivo di valenza comunale, lasciando solo quello consultivo. Per questo, l’associazione «CittadiniRovereto» ha deciso di coinvolgere la popolazione per cercare di tutelare la partecipazione della società civile nelle scelte importanti della città. E dopo aver raccolto un centinaio di firme per chiedere di abolire il quorum nei referendum popolari, ieri pomeriggio in piazza del Grano ha proposto una curiosa e originale consultazione dei cittadini, offrendo del tè freddo, ideale per contrastare il caldo di una giornata finalmente tardoprimaverile. Ognuno ha potuto scegliere la tazza bianca, per dire no alle modifiche proposte dalla giunta, oppure blu, schierandosi con l’amministrazione municipale. Il gioco, inutile nasconderlo, è piaciuto tanto ai grandi che ai piccini e, d’altro canto, non essendo vincolante questo insolito voto ha visto la partecipazione davvero di tutti. Alla fine, manco a dirlo, la bilancia è stata letteralmente schiacciata dai contrari alla limitazione della democrazia dal basso. Perché la manovra in atto del governo roveretano, che al momento sta passando sotto silenzio anche in consiglio comunale, è proprio quella di evitare che comitati spontanei di cittadini intervengano per bloccare alcune scelte magari ritenute strategiche. Dall’altra parte, ovviamente, si contesta questa presa di posizione quasi dittatoriale rivendicando il diritto-dovere di ogni cittadino di intervenire nello sviluppo della propria comunità. Per questo, oltre a salvare l’istituto referendario che si vorrebbe cassare mettendo mano allo statuto, la società civile invoca l’abolizione del quorum (50% più uno) sulle consultazioni popolari. «È un modo per evitare che la giunta comunale promuova l’astensione al voto. Se si toglie la soglia, ogni parte in causa è costretta a scendere in campo spiegando le proprie ragioni, coinvolgendo la città e partecipando attivamente alla sua amministrazione. Noi crediamo che, senza quorum, i votanti, e dunque chi si interesserà al problema, saranno decisamente molti di più di adesso». Oltre a coinvolgere i cittadini, comunque, l’associazione sta cercando di assicurarsi l’appoggio anche dei consiglieri comunali, coloro che saranno chiamati ad esprimersi formalmente e politicamente sulla questione. Un paio di sere fa, non a caso, sono stati incontrati alcuni esponenti dell’opposizione nel civico consesso. Il capogruppo di Forza Italia Andrea Benoni si è schierato con «CittadiniRovereto» confermando che si batterà a palazzo Pretorio per non cancellare l’articolo 10 dello statuto comunale, quello appunto che si riferisce ai referendum. Sulla stessa linea pure l’autonomista Federico Masera. Anche le altre forze di minoranza – Marco Zenatti della Destra, Michele Michelini della Margherita e Bruno Ballardini di Rovereto Insieme – concordano sulla necessità di non imporre il quorum nel referendum popolare per non svilire le iniziative dei cittadini mentre il presidente del consiglio comunale Fabrizio Rasera ha auspicato un dibattito profondo e serio all’interno dell’aula. La società civile, infine, ha dalla sua parte padre Alex Zanotelli: «Ritengo fondamentale uno strumento importante per i processi democratici come il referendum. Perché davvero la gente deve essere consultata necessariamente sui vari problemi. E la gente quindi ha tra le mani uno strumento democratico importante. Ecco perché sono molto preoccupato quando sento che c’è voglia di togliere questi strumenti, questi referendum. Perché chiaramente vengono a disturbare i manovratori».

01/06/2008

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