Più Democrazia a Rovereto

Qualche giorno fa, dopo avere constatato di essere andato al ballottaggio, Andrea Miorandi, candidato sindaco della coalizione con a capo il PD, ha appurato di avere ricevuto il 21% circa dei voti. La stessa percentuale suppergiù del suo rivale Guglielmo Valduga (a fine post i numeri reali di queste elezioni). Entrambi sono andati al ballottaggio, ma nessuno dei due ha la sicurezza di vincerlo.
Sappiamo da tempo che Valduga ha chiuso le porte a quanto diciamo. Sembra dai giornali che anche a Miorandi i temi della nostra lista non interessino, perché noi saremmo intransigenti e perché non avremmo punti programmatici in comune.
Rammentiamo a questo nuovo rappresentante del PD che forse non ricorda, forse non vuole ricordare, che qualche punto in comune lo si avrebbe visto che solo ad ottobre il PD appoggiò il referendum sul PRG partecipato proposto da PartecipAzione cittadinirovereto – anche se non ne rimane traccia nel programma del PD.
Quello del PRG partecipato è un metodo di trasparenza decisionale già sperimentato in alcune città. Funziona. Permette di creare un PRG con la partecipazione della popolazione che è la diretta interessata. L’attuale presa di distanza da queste tematiche ci ricorda che cinque anni fa anche Guglielmo Valduga, come Miorandi, parlava di partecipazione, una parola scomparsa ora dalla sua campagna elettorale.
E’ così, anche Miorandi promette ascolto, promette di valorizzare le circoscrizioni. Speriamo che in caso di elezione tenga fede alle sue promesse; però ci domandiamo: perché non si vogliono avviare comunque delle pratiche come quella del PRG partecipato che garantiscono che chiunque sia al governo prenderà decisioni condivise con i cittadini?
Ad ottobre il referendum per togliere il quorum e quello per il PRG partecipato ricevettero 3500 voti. Il 15% dei votanti. Un grande partito inascoltato da Miorandi e da Valduga.
Cinque anni fa, al ballottaggio, la politica rappresentativa quasi non raggiungeva il quorum, avendo votato solo il 52% dei roveretani. E, una settimana fa, con ben 8 candidati sindaci e circa 500 candidati consiglieri, con tutta l’offerta in campo insomma, ha votato solo il 68% dei roveretani (per non togliere a questa percentuale quella delle schede bianche).
E allora provocatoriamente chiediamo: almeno in due riusciranno a raggiungere il quorum del 51% i candidati al ballottaggio?
Vorremmo invitare Andrea Miorandi ad un tavolo per discutere di democrazia diretta, un tema importante che riguarda tutti e di conseguenza dovrebbe interessare anche il PD. Magari dando la possibilità di ascoltare e fare domande a persone esterne. Sicuramente, nonostante i numerosi impegni della campagna elettorale, troverà un’ora disponibile.
A noi appare chiara la necessità di introdurre nuovi metodi di partecipazione, visto che quelli tradizionali fanno acqua da tutte le parti. Appare chiaro come partecipazione sia solo uno slogan e che la volontà reale infatti non sia quella di rendere la partecipazione sistema. Appare anche chiaro come i militanti dei partiti non ravvisino nessun difetto importante nel sistema rappresentativo attuale.
I due candidati sindaci corrono da soli. E nonostante a giugno ancora troppi si uniranno al coro per gridare “il re è morto, viva il re”, noi preferiamo continuare a suggerire garbatamente “il re è nudo.”
ROVERETO
Risultati Elezioni Comunali 16 maggio 2010
Elettori: 29.795
Votanti: 19.291
Schede bianche: 216
Schede nulle: 161
Schede contestate e non assegnate: 145
Le percentuali reali
| Candidati |
Voti |
% |
Partiti |
|
Andrea Miorandi |
6.261 |
21,01 |
Partito Democratico (Pd) |
|
Guglielmo Valduga |
6.007 |
20,16 |
Valduga per Rovereto |
| Barbara Lorenzi |
4.689 |
15,74 |
Il Popolo della libertà (Pdl) |
| Mauro Previdi |
1.096 |
3,68 |
Rovereto Viva – Verdi Societa’ e Ambiente |
| Corrado Corradini |
379 |
1,27 |
Italia dei Valori (Idv) |
| Paolo Michelotto |
337 |
1,13 |
Piu’ Democrazia a Rovereto |
| Giacomino Filippi |
292 |
0,98 |
Federazione della sinistra (Prc+Pdci) |
| Davide D’Eliseo |
230 |
0,77 |
Fiamma Tricolore – Destra Sociale |



































vien da dire subito: menomale che non ci siamo “apparentati” con nessuno!!!!
in Svizzera per merito dei referendum senza quorum, i rappresentanti sono costretti a formare coalizioni che raggiungono anche il 70-75 dei voti degli elettori. Altrimenti gli esclusi usano lo strumento diretto e invalidano le scelte che non amano.
In Italia si va invece indietro. A Rovereto chi governerà, lo farà sapendo di rappresentare il 20% ossia 1 Roveretano su 5.
Ma tanto la legge elettorale, fatta dai rappresentanti del trentino, permette questo, dando la maggioranza del 55% a chiunque vinca al ballottaggio, anche se solo 1 roveretano su 5 lo ha scelto.
E noi continueremo con la nostra azione. Per dare voce ai cittadini, avere più trasparenza e meno privilegi. Da fuori delle istituzioni, come abbiamo fatto finora.
Attenzione. Il rischio per ogni movimento-forza politca è pensare di essere autosufficente. Non amo i toni autoreferenziali.
Sicuramente è da ricercare l’unità per le forze che cercano nuove regole per la democrazia locale, altrimenti si rimarrà sempre relegati a non incidere sulle scelte.
Uscire dalla visione di minoranza per far raccogliere le sfide del rinnovamento delle regole con forti alleanze.
In questo momento triste è meglio essere fiduciosi per il futuro.
Buon lavoro e impegno
Andrea Trentini
gruppo NonSoloAcqua
sono d’accordo andrea però è anche vero che si deve constatare il poco interesse dei partiti per queste tematiche. Nell’articolo ci sono critiche e invito. La consapevolezza che il sistema ha delle falle è diffusa ma non è diffusa quella che delle soluzioni esistono. Nessuno parla di democrazia diretta e noi veniamo paragonati ci giovani degli anni settanta che c’entrano come i cavoli a merenda. Finché non aumenterà la conoscenza nella popolazione edi temi della democrazia diretta oppure non arriverà un politico di un certo peso con questa consapevolezza non ci saranno cambiamenti.
Non siamo solo noi ad isolarci. Se fosse solo colpa nostra la soluzione sarebbe semplice. Ciò non toglie che secondo me è fondamentale trovare nuovi modi per parlare con chi appartiene al mondo dei partiti. Ne parlavamo proprio in questi giorni.
Il tema della democrazia partecipativa può essere ripreso coinvolgendo i cittadini per portare i partiti a migliorare nella proposta – forse la linea del tutto e subito non è passata.
L’impegno di tutti è importante per far arrivare queste e altre proposte avanti..
ciao, andrea