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ipotesi di reato di omissione d’atti d’ufficio: Valduga non discute le iniziative di delibera popolare

democraziadi Paolo Michelotto

nello statuto comunale di Rovereto è previsto che i cittadini raccogliendo un minimo di 200 firme possano presentare una Iniziativa di Delibera Popolare su qualsiasi argomento di competenza del consiglio comunale.

Noi ne abbiamo presentato 5. Le prime quattro nell’aprile 2008 e l’ultima, quella per accorpare i referendum alle elezioni europee, nel marzo 2009. In tutti i comuni dove questo strumento esiste, la iniziativa così proposta deve essere discussa in consiglio comunale. Vedi ad esempio il comune di Trento art.14 comma 4 che prevede che l’iniziativa debba essere discussa entro 3 mesi dal consiglio comunale. Questo non è possibile invece a Rovereto

E’ uno strumento previsto dallo statuto, ma il consiglio comunale negli ultimi 10 anni non ha mai creato un regolamento sulle iniziative, per cui queste 5 non sono MAI state discusse.

La dott.ssa Donata Borgonovo Re, ex difensore civico, ha detto due settimane fa che questo potrebbe costituire reato di OMISSIONE D’ATTI D’UFFICIO. E che ci sono varie sentenze a riguardo, vedi il suo intervento qui:

Qui sotto la lista delle iniziative proposte da noi:

Iniziativa per abolizione del quorum

Iniziativa popolare per il Piano Regolatore Generale Partecipato

Iniziativa popolare progetto “Pannolini Ecologici”

Iniziativa per Garantire i DIRITTI DEI CITTADINI nello Statuto Comunale

Iniziativa di delibera popolare per accorpare i referendum alle elezioni europee

Qui l’articolo 9 dello statuto comunale di Rovereto.

Art. 9 – Iniziativa popolare
1. I cittadini, in forma singola o associata, possono rivolgere all’amministrazione comunale istanze rivolte ad ottenere provvedimenti amministrativi e petizioni allo scopo di esporre comuni necessità.
2. I consigli circoscrizionali, i cittadini in numero non inferiore a duecento, o non meno di dieci associazioni possono presentare proposte di atti di competenza dell’amministrazione comunale, redatte in forma di articolato o di schema di delibera, accompagnate da una relazione illustrativa, corredata dall’indicazione dei mezzi occorrenti per far fronte alle spese o alle riduzioni di entrate eventualmente previste.
3. Con apposito regolamento possono essere ulteriormente disciplinate le istanze e le petizioni di cui al primo comma ed individuate le condizioni di ammissibilità della proposta, le modalità con cui i proponenti possono avvalersi della collaborazione degli uffici comunali, le modalità ed i termini per l’istruttoria. La proposta deve essere esaminata dall’organo competente nei termini di regolamento, anche eventualmente integrata o modificata, corredata dai prescritti pareri ed attestazioni.
4. Il comune favorisce, anche attraverso la messa a disposizione di propri spazi e strumenti, l’espressione da parte dei cittadini di opinioni su decisioni, atti od attività dell’amministrazione.

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