13 motivi per abolire il quorum

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Intervista all’ass. alla partecipazione di Villa Lagarina, che ha abolito il quorum

di Paolo Michelotto

ecco una intervista telefonica realizzata a Roberto Dell’Uomo, vice sindaco e assessore alla partecipazione del comune di Villa Lagarina, sulle novità riguardanti l’abolizione del quorum del nuovo statuto comunale.

Sotto la trascrizione:

intervista a Roberto Dell’Uomo

Paolo Michelotto: Adesso sto parlando con il ViceSindaco di Villa Lagarina e assessore alla Partecipazione, Roberto Dell’Uomo. Oggi il quotidiano L’Adige ha riportato che a Villa Lagarina è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale, nei giorni scorsi, il nuovo Statuto Comunale del Comune di Villa Lagarina. In questo Statuto, tra varie altre cose, c’è anche una norma particolarmente interessante per noi cittadini. E’ stato abolito il quorum dai referendum. Vuole dirci assessore, come siete riusciti a togliere il quorum dai referendum comunali?

Roberto Dell’Uomo: Noi nel fare il nuovo Statuto, tutta la Commissione, non soltanto il sottoscritto, tutta la Commissione, composta da maggioranze e minoranze, nonché dal sottoscritto come assessore delegato, ha ragionato sul tema della partecipazione. Ovviamente, come dire, cercando di vedere nella nuova carta, se si riuscivano ad introdurre degli elementi di maggiore democrazia partecipata, nei limiti, come dire, che il consesso cittadino poteva fare. Uno degli elementi che si era individuato era la presenza di un referendum, cioè, diciamo quantomeno le modalità di referendum, senza quorum. In quanto questo stimolava la popolazione da una parte a poter affrontare con quesiti referendari di tipo propositivo o abrogativo o quant’altro alcune tematiche che venivano dal basso, e dall’altra avere la certezza che comunque la popolazione volente o nolente era per forza coinvolta da questo punto di vista in quanto abolendo il quorum, come dire, si stimola, se così si può dire, la partecipazione a questo voto. In quanto chi non vota non ha, come dire, “non può dire la sua”. Ecco questo è stato il tema su cui abbiamo ragionato. Ovviamente poi bisogna cercare di calibrare tutta una serie di cose, perchè era una introduzione che è stata, come dire, un attimo, cercata di essere bilanciata, ma non ci sono stati contrasti particolari se non una lunga e laboriosa discussione per far sì che fosse una norma equilibrata. Ecco.

Paolo Michelotto: Volevo chiederle da cittadino. Come è possibile che due comuni confinanti abbiano dei consigli comunali dove in uno quello di Rovereto, l’abolizione del quorum è vista come una eresia o un tentativo di sovvertire la democrazia e un km più in là, passato il fiume, nel comune di Villa Lagarina, invece questa cosa sia ritenuta una cosa normale, anzi benefica per la democrazia. Come è possibile questa differenza?

Roberto Dell’Uomo: Ecco qui è difficile rispondere. Io posso rispondere del mio territorio e del mio percorso. Noi abbiamo una amministrazione comunale, devo dire, nella componente di maggioranza, e che amministra il comune e anche nella componente di minoranza abbiamo trovato sensibilità su questi temi, perchè poi non è soltanto quello sulla partecipazione, ma ci sono nello Statuto tanti elementi nuovi che come dire, che portano a uno statuto che comunque ha degli spiragli nuovi. Si è lavorato in una maniera consona. Cosa succede nella altre parti non lo so. Devo dire che abbiamo preso anche ispirazione per esempio dallo Statuto di Ortisei. Che è un altro Statuto che ha abolito il quorum. Da questo punto di vista. E altri esempi anche extra regionali per capire come erano i meccanismi di questa cosa. La sensibilità trovata a livello delle rappresentanze politiche a livello del comune di Villa Lagarina su questi temi è stata alta. La voglia di far si che la politica fosse sempre più partecipata da questo punto di vista, e che ci fosse sempre più gente che possa essere, come dire, toccata, interessata, ai temi politici del paese, è sembrata una esigenza da non rinviare. Cioè di cogliere questo rinnovamento dello Statuto per farne, come dire, un momento importante anche in questo senso. E anche viceversa, cioè cercando per esempio di introdurre il bilancio sociale, come momento di chiarezza e di trasparenza dell’amministrazione e delle attività comunali nei confronti della popolazione e così via, tante altre piccole cose, insomma.

Paolo Michelotto: Sì, ho visto che nella modifica dello Statuto, c’è anche una cosa abbastanza curiosa per il trentino. Il Consiglio Comunale Aperto. Ci vuole spiegare di cosa si tratta?

Roberto Dell’Uomo: Sì, il Consiglio Comunale Aperto si intende proprio un Consiglio Comunale che apre le sue porte agli interventi tecnici diversi, diciamo o che non rimane chiuso nel mondo della delega politica, ma se ci sono temi interessanti in cui servono, come dire, momenti di approfondimento con tecnici o con altre cose, si aprono alla popolazione per poter partecipare in maniera più attiva. Più presente da questo punto di vista.

Paolo Michelotto: Noi dell’Associazione PartecipAzione Cittadini Rovereto, ci siamo chiesti se il nostro percorso anche referendario in cui chiedevamo di abolire il quorum, ha in qualche modo influito nella vostra decisione finale nel vostro Statuto.

Roberto Dell’Uomo: Su questa cosa diciamo che noi ci stavamo ragionando già da prima, su questo tema, anche perchè questo è un percorso, un lavoro di circa tre anni, per cui se andiamo indietro nel tempo eravamo prima. Indubbiamente poi c’è stata come dire, la presenza, come dire, a Rovereto di chi anche si muoveva su questo senso che sicuramente ha anche, come dire, fatto crescere le sensibilità, all’interno del nostro ragionamento. Anche se, torno a ripetere, in tutta onestà, era un ragionamento nato prima, in quanto sono circa tre anni che si sta lavorando su questi temi, e stiamo lavorando su come aumentare gli strumenti di partecipazione per la popolazione.

Paolo Michelotto: Posso farle alcune obiezioni che di solito ci fanno anche a noi. Ma non si rischia poi la paralisi amministrativa, con centinaia e centinaia di referendum?

Roberto Dell’Uomo: Allora questo è come dire, la cosa che non soltanto fanno a voi, ma hanno fatto anche a noi, nel senso che noi in un percorso appunto partecipato, abbiamo fatto le assemblee con la popolazione per spiegare la bozza, cioè quello che ancora non era approvato, per far capire, quelle che erano le novità. Indubbiamente questa è una di quelle cose che non solo dal punto di vista della maggioranza, ma anche dal punto di vista della popolazione lasciava un po’ più, come dire, con un brivido nella schiena. Nel senso che c’era il timore che poi ci fosse la paralisi. Io credo che, anzi noi crediamo nella commissione che questo, come dire, è un rischio della democrazia, cioè bisogna pure correrlo. Io credo che bisogna fare anche un passo di, come dire, un pensiero positivo, e credere che la gente, ciò che c’abbiamo intorno, è tutto un mondo estremamente responsabile, che quando si muove, si muove in maniera responsabile, e se ottiene dei risultati, li ottiene in maniera altrettanto valida e responsabile. Cioè non credo che possa esserci, come dire, o quanto meno spero di non essere smentito, uno tsunami di chissà che tipo, insomma. Ecco, ma unicamente uno strumento in più che possa essere utilizzato e credo che quando verrà utilizzato, sarà utilizzato nella maniera più corretta.

Paolo Michelotto: Come giustifica i costi aggiuntivi per la democrazia dello svolgimento di tutti questi futuri referendum?

Roberto Dell’Uomo: Beh, innanzitutto non so quanti ce ne saranno o meno di questi referendum. Adesso non ne ho la minima idea. I costi, sono i costi della democrazia da questo punto di vista. Indubbiamente la gente deve sapere che se si spende da una parte, in un tema di risorse non infinite, non si può spendere da un’altra. E questo devo dire che deve rimanere un quadro generale insomma di equilibrio fra tante cose. E credo che adesso fra tutto quanto i vari regolamenti che saranno fatti anche le sensibilizzazioni etc, io credo anche nella responsabilità delle forze politicamente presenti in consiglio e sul territorio e credo che questo possa essere un discorso quanto meno gestibile. Io credo che la gente per certi versi sia molto più avanti e più matura di quanto magari sono alcune istituzioni.

Paolo Michelotto: Ecco, questa è un’altra obiezione che ci fanno spesso. Ma i cittadini sono competenti poi sui temi del comune?

Roberto Dell’Uomo: I cittadini a volte sono più competenti di noi sui temi del comune. Cioè sanno molto di più insomma e poi vivendo il territorio e vivendo le cose, hanno anche come dire tutta una serie di, come dire, una serie di idee in maturazione. Non credo che solo la responsabilità del politico e dell’amministratore possa essere in grado di gestire alcune cose. Questo non è possibile, insomma, non è pensabile. Io continuo a credere che ci sia una responsabilità diffusa, di una maturazione diffusa, in cui, questo è un momento buono per inserire alcuni temi, di cui forse abbiamo bisogno proprio come società, di trovare una responsabilità diffusa. Ecco.

Paolo Michelotto: Cosa vorrebbe dire ai suoi colleghi amministratori, a Rovereto, ma non solo, anche negli altri comuni italiani. Cosa vorrebbe dire a riguardo di queste novità che voi avete introdotto nel vostro statuto.

Roberto Dell’Uomo: Io credo che questi sono momenti importanti in cui bisogna gettare il cuore dall’altra parte. Cioè credere in certe cose. Io credo che una cosa ho sempre detto anche in commissione, ho detto anche in Consiglio etc. Ognuno di noi che ha fatto parte di quella commissione si è spogliato in quel momento in cui faceva parte della commissione della statuto, dal proprio ruolo di maggioranza o di minoranza, per cui con una possibilità di guardare il mondo da un’ottica particolare, diciamo da un’ottica con una angolazione ed avere il timore o di non essere garantito o di essere espropriato. Per capirci da questo punto di vista, si è tutti quanti viaggiato in maniera serena. Io credo che tutti quanti debbano fare la stessa cosa, con un’ottica verso il cittadino, che ha tutto sommato, sì, tutte le deleghe che la democrazia ci da, insieme al fatto di poter votare, di poter eleggere i propri amministratori etc, etc, ma io credo che ci sia adesso il momento ampio per, come dire, dare qualche respiro in più anche alla popolazione, alla gente e su questi temi, in quanto come dire, c’è un po’ di stasi, dal punto di vista di sensazione e di sensibilità politica.

Paolo Michelotto: Grazie

A registratore chiuso, è seguita una chiaccherata in cui l’ass. Roberto Dell’Uomo mi ha anche segnalato che hanno deciso di creare una commissione di garanti che decida sull’ammissibilità dei referendum, non di nomina politica. In questa commissione faranno parte l’ ufficio del difensore civico, il revisore dei conti del comune e un esperto nominato dal consorzio dei comuni.

Novità non da poco, visto che i garanti di solito sono nominati dalla maggioranza in Consiglio Comunale e quindi sono soggetti alla volontà del sindaco di turno e non degli interessi dei cittadini.

19 commenti per Intervista all’ass. alla partecipazione di Villa Lagarina, che ha abolito il quorum

  • Francesca

    Senza avere letto lo statuto, sulla base delle informazioni del sito e del giornale, mi sembra che sia allo stesso tempo lungimirante e moderno. Migliora le regole della convivenza democratica aprendo nuovi spazi di dibattito e riconosce che la società è cambiata e gli immigrati presenti stabilmente sul territorio vanno integrati nel processo democratico. Infine riconosce le coppie di fatto. Un’altra realtà invisibile a livello amministrativo, e allarga il voto ai giovani in un periodo dove decidono tutto gli over 60 e dove da parte dei giovani c’è poco coinvolgimento nella cosa pubblica. Francesca

  • Paolo F.

    Voglio aggiungere un’ulteriore possibile causa che ha portato a questo nuovo statuto.
    Per vari motivi, in primis il costo differente delle case e degli affitti, molti giovani si sono spostati da Rovereto verso la Destra Adige. Cio’ comporta un’abbassamento dell’eta’ dell’elettorato e una diversa composizione nelle aspettative della popolazione piu’ aperta verso le novita’; non per nulla il sindaco di Villa Lagarina ha 35 anni.
    La classe dirigente roveretana si arrocca invece su posizioni conservatrici; forse si dovrebbe chiedere cosa sta conservando.

  • Andrea Benoni

    Ma se avete criticato il fatto che è stato introdotto il voto ai sedicenni
    a Rovereto.
    Ciò che è fatto a Rovereto non va bene, ma se fatto a Villa si?!

    Il riconoscimento delle coppie di fatto è una bufala priva di alcun senso, non ha nessuna validità legislativa ne anagrafica, già allo stato attuale ovunque è possibile registrare anagraficamente la convivenza. Il concetto anagrafico di famiglia assume poi dimensioni molto più larghe di quanto si pensi. Il registro delle coppie di fatto, introddotto in molte città di estrazione politica di sinistra è stato un flop, proprio perchè privo di un fondamento legale, impone solo al comune di tenere un registro delle coppie di fatto.

  • Emilio Piccoli

    queste notizie ci fanno tornare il sorriso e ci fanno scorgere una tendenza positiva che si andrà disvelando man mano che le nuove generazioni, quelle che sabato erano in piazza a Roma, prenderanno nelle proprie mani il loro destino.
    Amministratori di Villalagarina siete grandi!

    Risposta a Benoni.
    1)Il voto ai 16enni a Rovereto è stato usato strumentalmente dall’Amministrazione per rendere ancora più difficile l’avvicinamento del quorum. Questo si sa, e non facciamo gli ipocriti. Tutti noi siamo a favore dell’allargamento del diritto di voto, ma non favorevoli al suo uso opportunistico e strumentale. A Rovereto è stato introdotto precipitosamente e in modo strumentale, si poteva fare con più calma e senza mettere in difficoltà ulteriore le soglie di partecipazione. A Villa, senza quorum, non c’è questo problema e l’allargamento ai 16enni è genuino al 100%.
    2) coppie di fatto. Cosa c’entra la bufala. Anche se non c’è nessun valore legale l’autorità sta dicendo: in questo Comune siete benvenuti. Non è una bufala è un benvenuto. Per ora, in tempi dove si chiede la croce sulla bandiera, è più che sufficiente.

  • Paolo F.

    Mi aggiungo ad Emilio nella risposta ad Andrea Benoni.
    La differenza tra le due situazioni nell’introduzione del voto ai sedicenni sta proprio nella presenza del quorum. Con il quorum, allargando la base elettorale, si allarga proporzionalmente il quorum a fronte di una diminuzione dell’affluenza, poiche’ statisticamente i sedicenni non votano. Se invece il quorum non c’e’ non si crea questo problema. Comunque questo argomento era gia’ stato dibattuto a lungo su questo blog.
    Per quanto riguarda le coppie di fatto, oltre alle argomentazioni che condivido poste da Emilio, aggiungo che la cosa non e’ una bufala se vengono allargati i diritti per quanto riguarda i servizi comunali spettanti alle alle copie sposate anche alle coppie di fatto.
    In questi giorni, incontrando amici, in molti mi hanno espresso il desiderio di emigrare oltr’Adige: Italia, un paese in fuga… da se stesso!

  • oltre ai commenti di Emilio e Paolo F. che ovviamente condivido, c’è un piccolo aspetto che ti sfugge, Andrea Benoni e che sfugge anche a tutto il consiglio comunale.

    Probabilmente sfugge perchè ritenuto poco importante, invece per noi è determinante per capire quanto l’amministrazione è sincera nei suoi propositi di partecipazione.

    Come leggi dall’intervista, l’ass. Dell’Uomo ha portato la bozza dello statuto, prima della sua approvazione, in un giro di assemblee nelle frazioni del comune, (non come è stato fatto qui nelle circoscrizioni, ma tra i cittadini) per presentare il progetto e per sentire cosa i cittadini ne pensavano.

    Un appello che noi abbiamo chiesto mille volte a voi amministratori, soprattutto a quelli della maggioranza, che hanno il potere di decidere, ma che è stato ignorato senza tentennamenti.

    La modifica allo Statuto di Rovereto approvata nell’estate 2008, è stata pensata da 30 “rappresentanti” dei cittadini (30 perchè qualcuno è assente giustificato e qualcuno si è astenuto, ma qualcuno si è anche opposto), senza che i cittadini ne avessero minimamente sentito parlare.

  • Andrea Benoni

    La costituzione di un registro delle coppie di fatto non è alcun allargamento dei diritti od esempio di accoglienza, è solo … ribadisco una presa ingiro ai cittadini, che sono parimenti accolti anche dove non esiste il registro ( privo di alcun valore legale ) e comunque le coppie eterosessuali possono tranquillamente dichiarare la convivenza all’anagrafe.
    Per il voto ai sedicenni è solo la vostra mentalità da N-B-Day che vi fa pensare sempre e solo che a Rovereto le cose si facciano per sabotare qualcuno, pur avendo appoggiato le vostre posizioni referendarie ho ritenuto una opportunità il voto ai sedicenni come stimolo di discussione e dibattito nella città.

  • la mentalità del No Berlusconi Day è quella dei cittadini che ritengono che la democrazia italiana non possa sopportare ulteriormente un monarca impazzito (come ha detto anche il comunista ex-missino FINI) che è concentrato solo leggi che lo possano proteggere dalla giustizia, anzichè al governo dell’Italia.

    Sono cittadini, in gran parte giovani e che non subiscono il lavaggio del cervello della tv, che si informano su internet e che amano il loro paese e lo vorrebbero simile alle altre democrazia occidentali.

    Berlusconi ha il consenso. E allora? Ha il monopolio dell’informazione televisiva. Anche il Dash ha il consenso delle massaie con tutta la pubblicitià che gli fanno. Lui comanda tutte le tv, ha due quotidiani pagati da noi contribuenti, ha il più grosso gruppo editoriale, acquistato con la corruzione di un giudice, ha radio…

    Ma lasciamo perdere queste quisquilie nazionali e parliamo di cose locali.

    Voi amministratori tutti, tranne Pozzer e Loss, avete votato per alzare il numero di firme necessarie per attivare il referendum. Il PD e i valdughiani hanno votato per il 5%, ma anche tu hai votato per il 3%.
    Mentre fino all’estate del 2008 era del 2%. In numeri concreti si è passati da 600 firme a 1500.

    Anche questa scelta è stata fatta “come stimolo di discussione e dibattito nella città”?

    O non è stata piuttosto una reazione al fatto che noi cittadini cominciamo a chiedere maggiore democrazia e per voi questa rivendicazione comincia ad essere troppo fastidiosa?

    Poi mi dispiace anche stare qui a polemizzare con te, che effettivamente ci hai aiutato con la raccolta delle firme, e cedendoci il tuo spazio nei tabelloni referendari. Ma è un discorso più ampio, rivolto ai tuoi colleghi ipocriti, che parlano di democrazia, ma che quando decidono fanno di tutto per sabotarla.

  • Andrea Benoni

    Ti ricordo che tutto il centro destra si è astenuto sul voto allo statito, e l’astensione conta come voto contrario.
    La televisione è in mano al Berlusca che lava la testa. Ma se in mezza europa si è scesi in piazza contro Berlusconi mafioso, quando un pluriassasino dichiarato, autore di stragi e reoconfesso ha parlato di Berlusconi … cosa controlla Berlusconi! Una stampa che crede ad un massacratore che ora stranamente si pente?! Chi è che fa il lavaggio di testa alla gente?!
    Ricordiamo gli innumerevoli casi di questo genere in Italia, cito solo il caso Tortora per non parlare di politici.
    O che dire di tangentopoli, dove l’unico effetto è che tutti i magistrati che l’hanno costruita sono entrati in quel sistema che hanno cercato di demolire?!
    Mi fa piacere che facciate una lista per le comunali, poichè vedrete che il sistema non è così marcio come sembra e le discussioni anche quelle che non piacciono come risultato nascono da visioni diverse e alla fine è la democrazia che vince.

  • Andrea, io ti ho conosciuto personalmente, e so che sei intelligente e che ascolti. Nel caso di Berlusconi però stai arrampicandoti sugli specchi.

    Io sono convinto che tu preferisci le partite non truccate, però sei nel partito di Berlusconi e non puoi parlarne male.

    Eppure ci sono fatti oggettivi.
    1. Berlusconi ha 3 tv proprie che ogni minuto gli fanno pubblicità
    2. ha in mano saldamente 2 canali della Rai, 1 e 2 che in ogni secondo gli fanno pubblicità
    3. ha radio 101 ed altre. Ha le radio Rai, e io che passo 4 ore in auto al giorno conosco bene la situzione radio italiana.
    4. ha 2 quotidiani, Libero e Il Giornale, finanziati da tutti noi contribuenti
    5. ha la Mondadori.

    Ammetterai che nessun paese democratico ha un leader che ha un simile potere mediatico.

    Poi puoi girarla come credi, ma il No Berlusconi Day è nato dal web che è l’unico spazio in cui c’è ancora una relativa e momentanea libertà.

    Una democrazia che funziona non può avere un simile sbilanciamento dei mezzi d’informazione.

  • Emilio

    ahi ahi, me lo aspettavo che prima o poi ci sarebbe stato uno scontro su mister B. con Andrea Benoni. Penso che la discussione su questo punto sia inutile, sterile. Mi rivolgo a te Paolo: se io cominciassi a mettere in cattiva luce una persona di cui sei follemente innamorato, supponiamo Maria, e porto prove e fatti a ripetizione. Come reagiresti tu? è ovvio,negheresti l’evidenza,ma non perché sei in cattiva fede.Sei solo innamorato. Di questi innamorati non c’è solo Benoni, io personalmente ne conosco a bizzeffe. E’ una pandemia. Brava gente, generosi, altruisti, intelligenti e lucidissimi, finché non si parla di lui.
    Quindi è meglio evitare l’argomento

  • hai parzialmente ragione, ma solo parzialmente, perchè è evidente l’esagerazione.

    L’amore verso la propria anima gemella, non può essere paragonato all’attaccamento verso un leader, un calciatore, un cantante, un Berlusconi.

    La ragione in quel caso sa distinguere i fatti dal mito. I sentimenti non possono essere così forti. Quando morì Stalin è vero che ci fu una depressione collettiva di una fetta di popolazione che non voleva accettare i fatti accaduti e raccontati da Krusciov, però poi, a forza di spiegare e di argomentare, capirono. Nel caso di un amore, il sentimento può durare una vita.

    Io non posso razionalmente pensare che ci siano innamorati, nel vero senso della parola, di Berlusconi. Ma solo persone che hanno ascoltato la sua versione della storia da 15 anni, senza nessuno che dica una parola contraria.

    Sul fatto di parlare o no di Berlusconi, comunque, mi sembra chiaro che tutto ciò che lui fa o dice è lontano anni luce da come dovrebbe essere una vera democrazia. E’ molto più vicino alla monarchia assoluta di Luigi XIV. Prima della dissoluzione del paese.

  • Le manifestazioni contro il conflitto di interessi di Berlusconi andavano fatte dal 1996 al 2001, quando c’era una maggioranza politica che poteva fare una legge per risolverlo. Adesso mi sembra servano a poco. Se non a portare voti a Di Pietro e soldi a Grillo e Travaglio.
    Di passaggio, faccio notare che le posizione dei NO-B, anche se partono da una reale anomalia, sono spesso esagerate (la democrazia è in pericolo, non c’è libertà, a Berlusconi si attribuisce RAI2, quando quella rete trasmette Santoro…). Per non parlare dell’antipatia che genera nelle persone chi si ritiene l’unico informato e razionale (cose del tipo: “chi vota per Berlusconi è irrazionale”, “non conoscono la storia”…). La verità è che molti votano Berlusconi perché considerano peggio il controsinistra (e dall’altra parte molti votano centrosinistra perché considerano peggio B….).
    Ha perfettamente ragione Benoni quando sostiene che la guerra contro DC e PSI che si è scatenata ai tempi di Mani Pulite si è trasformata in una fregatura.
    Insomma, diciamo che tra voi e Benoni sto nel mezzo, sperando che Bersani riesca a costruire un nuovo centrosinistra, in credo di fare proposte, non solo attacchi. Le nuove generazioni, con i problemi sociali e ambientali che si trovano ad affrontare, ne hanno bisogno.
    Saluti

  • Francesca

    E cosa vuole gino cerruti da Bersani? Che dica qualcosa di sinistra? Io c’ero in piazza a quel tempo. Tu dov’eri? Anche i francesi hanno capito la forza di quello che è successo a roma sabato scorso. E cercano di organizzarlo oltralpe. È successo che la gente che non si riconosce nella tv lottizzata dai partiti s’è informata e organizzata da sola e in maniera civile. La migliore manifestazione degli ultimi 150 anni. Una manifestazione organizzata ben prima delle spatuzzate.

  • Marcello

    Bene Gino,
    Pietro Nenni diceva “piazze piene urne vuote”.
    Basta con sta storia ridicola del “sono tutti imbambolati davanti alla tv”.
    Troppo facile, troppo semplice come spiegazione. I problemi sono più complessi e cercare le risposte è esercizio difficile.
    Basta anche con questa logica demagogica ed illusoria per le quali c’è una società civile onesta che va su internet ed informata e la società politica che corrompe i disinformati.
    Zanonato, sindaco di centrosinistra di Padova, uno dei pochi del nordest, ha infatti dichiarato: “i cittadini sanno bene che li rappresenta meglio”

  • Marcello

    Nei vostri interventi, comprese le risposte ad Andrea Benoni, c’è sempre un’argomentazione strisciante che divide tra le persone per bene e oneste (quelli che la pensano come voi), e i disonesti, i corrotti o peggio gli imbecilli (quelli che hanno opinioni diverse).

  • Io ho conosciuto Zanonato di persona, quando in campagna elettorale per la sua elezione a Padova, prometteva che avrebbe fatto il bilancio partecipativo.
    Promessa che poi non ha mantenuto.
    Esattamente come Valduga nel 2005.

    Marcello come chiami chi promette e poi non mantiene?

  • francesca

    io la penso così. Non ho una pregiudiziale assoluta contro i partiti, ma un pò di noia sì. Erano proprio gli anni che citava gino (ma scrivere il tuo nome fa brutto?) quando nanni moretti – noto oltranzista – guardava baffino e gli chiedeva di dire qualcosa di sinistra. Ai tempi aspettavo anch’io. Adesso, dopo tutto quello che è successo, faccio fatica a seguire i cambiamenti di sigle gli andirivieni e gli apparentamenti e non credo più ai miracoli. Rimane tutto uguale uguale ma diverso come dicono in india. Nel marasma politico italiano – che non è stato creato da Travaglio (un giornalista) o da Grillo (un.. boh) e nemmeno da noi – portare avanti un’associazione che ha alcuni obiettivi precisi, circoscritti e chiari non mi sembra sia tutto il vilipendio che sottolineate voi. Anzi spero e so che quello di quest’associazione è un piccolo contributo che alimenta la discussione cittadina anche quella interna ai partiti. C’è chi la sente come una ventata di fresco chi come un insulto. Certo lo scopo dell’associazione non mi sembra – e lo dico anche a paolo m. – quello di impegolarsi in discussioni sui partiti. Anche se proponendo l’associazione qualcosa di trasversale, penso sia logico stia fuori dai partiti (non contro, fuori, ma attenti a quello che propongono). Del resto non sta scritto da nessuna parte che la politica deve stare in mano solo a quelli. Continuando a discutere su chi di noi è più cieco non si arriva da nessuna parte, è solo noioso, arduo e sterile.

  • Marcello

    Dipende dalle condizioni oggettive che cambiano e da quelle soggettive che dipendono dalla chiarezza dell’accordo tra le parti.

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