di Andrea Trentini
Che l’inquinamento della zona industriale non sia solo nell’aria si sapeva. Basta avvicinarsi al rio Coste e si scopre il comportamento che alcuni scorretti usano per disfarsi di rifiuti speciali.
Ma se i cittadini vedono e denunciano, l’Appa rileva e verifica (poveri pesci e tutta la biodiversità dell’Adige) – si riuscirà un giorno a sapere chi ha sversato per l’ennesima volta?
Altro che la puzza del biocompostaggio, qui si parla di rilascio di sostanze pericolose nelle acque che noi tutti – all’interno del ciclo dell’acqua – beviamo e mangiamo in qualche modo.
Come cittadini dobbiamo fare attenzione e avere strumenti di pressione e autodifesa come il referendum che ci sarà il prossimo 11 ottobre.
Sicuramente gli organi di stampa seguiranno i temi (come gia ben fanno) per non passare all’opinione pubblica (che loro aiutano a creare) per occultatori di prove evidenti a tutti.
Ecco l’articolo del quotidiano ‘Trentino’ su cosa è successo – Clicca sull’immagine per leggere in grande.




































[...] Inquinamento nel rio Coste.. ora l’Appa dica la provenienza [...]