Mettiamo che una sera, durante una cena a casa di amici, abbiate la fortuna di avere come commensale un ex magistrato e professore universitario che, tra la fetta di torta e il caffè, vi illustri i problemi della giustizia italiana. Questo è il tono che Bruno Tinti ha deciso di tenere per scrivere LA QUESTIONE IMMORALE, un libro che affronta in maniera composta molte delle questioni che assillano gli eletti in parlamento: l’obbligatorietà dell’azione penale, la separazione delle carriere, le intercettazioni, l’abolizione della Polizia Giudiziaria, e molte altre. Soprattutto, Tinti svela come sia possibile che un meccanismo giudiziario congeniato dai Costituenti secondo criteri che rasentano la perfezione e che tutto il mondo ci invidia (vi è un interessante capitolo che compara i sistemi giudiziari degli altri paesi), possa, all’atto pratico, prendere il largo verso lidi equatoriali.
Buona lettura.
Bruno Tinti è stato Procuratore aggiunto presso la Procura di Torino. Dal dicembre 2008 ha lasciato la magistratura. Nel 2007 ha pubblicato TOGHE ROTTE, Chiarelettere.
Bruno Tinti La questione immorale, Chiarelettere, Milano, 2009, pagg. 205, euro 13,60.




































Perché non invitiamo Tinti a parlare del suo libro a Rovereto?
Io sarei interessato ad ascoltarlo.
Paolo M.
Ho appena finito di leggere il libro
e lo consiglio vivamente a tutti
a patto di avere un buon fegato..
Scherzi a parte , Tinti ti accompagna nei meandri della Giustizia ,ti prende per mano e piano piano anche chi , come me, nulla sa di diritto e di procedura penale incomincia a vederci chiaro, a comprendere quanto sia pericoloso il cammino il vicolo buio in cui ci vogliono condurre…
Leggetelo , consigliatelo a chiunque abbia a cuore la democrazia e la legalità….
ho mandato una mail alla redazione di CHIARELETTERE, vediamo cosa rispondono