di Paolo Michelotto
in Sardegna si sono raccolte 30.000 firme per i 10 referendum proposti dal Movimento Referendario Sardo (per abolire le provincie, avere nuova assemblea costituente, ridurre i consiglieri regionali etc).
Questo in poco più di 20 giorni. E ne avevano a disposizione 90, ossia 3 mesi.
Questo risultato può essere di ottimo auspicio sia per la Iniziativa Quorum Zero e Più Democrazia nazionale, sia per l’eventuale referendum provinciale trentino.
Vero è però che hanno collaborato a questo successo 100 sindaci, 240 consigli comunali e 600 persone del mondo istituzionale.Vuole dire che c’erano 600 autenticatori delle firme e quindi centinaia di banchetti per la raccolta delle firme.
Questo significa che è fondamentale collaborare in tanti, ma anche che i cittadini sono molto disposti a firmare per il cambiamento. 30.000 firme per 10 referendum, significa 300.000 firme…
Qui l’articolo apparso su La Nuova Sardegna:
CAGLIARI. Trentamila firme in poco più di venti giorni. A tempo di record il Movimento Referendario Sardo ha raggiunto, anzi superato di gran lunga, il tetto necessario per la richiesta di dieci quesiti referendari regionali. Con il voto si punta all’abolizione delle Provincie, all’elezione diretta del presidente della Regione e a seguito delle primarie, alla riduzione a 50 del numero dei consiglieri regionali e alla creazione di una assemblea costituente per riscrivere lo Statuto sardo.
“Un successo travolgente, aldilà delle aspettative, puntavamo al traguardo di 10mila firme, abbiamo triplicato il risultato – commenta Pierpaolo Vargiu, leader del Movimento, nel presentare oggi al Caesar’s Hotel di Cagliari l’esito del lavoro fatto in tutti i Comuni dell’Isola – Un primo grande risultato è stato ottenuto. Le 30mila firme – spiega l’esponente dei Riformatori – diventano 300mila se si considera che chi ha firmato lo ha fatto per tutti e dieci i quesiti”. Oltre 100 i primi cittadini che hanno aderito alla iniziativa, 240 i Consigli comunali, in tutto 600 adesioni giungono dal mondo istituzionale. “Segno che l’Isola, nonostante la crisi e lo scoramento – argomenta Vargiu – ha voglia di combattere e esprimere una nuova classe dirigente per dare un volto nuovo alla Sardegna”.
Ora tra il 27 e il 31 dicembre le firme verranno depositate. Entro la prima quindicina di gennaio è in programma l’assemblea plenaria del Movimento, probabilmente a Tramatza. “L’adesione è stata trasversale ai partiti, da Rifondazione al Pdl – sottolinea Efisio Arbau, lista civica La Base, all’opposizione nel Consiglio provinciale di Nuoro – E’ la dimostrazione che alla nostra isola serve uno strumento di partecipazione democratica”.




































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