riporto gli articoli apparsi il 22 Aprile sul quotidiano Il Trentino.
Michelotto e Valduga: la sfida mancata
Trentino — 22 aprile 2010 pagina 26
ROVERETO. Barbara Lorenzi e Andrea Miorandi, Corrado Corradini e Giacomino Filippi, Davide D’Eliseo e Mauro Previdi. A completare il lotto dei candidati sindaco, in questo gioco semiserio dell’intervista doppia, mancavano Guglielmo Valduga e Paolo Michelotto. I due estremi dello schieramento. Uomo di struttura e partito per 30 anni Valduga, movimentista Michelotto. Legato alla tradizione, anche nei modi della politica, il primo; figlio dell’era di Internet il secondo. Ma il confronto resta zoppo, purtroppo, perchè Valduga ha ritenuto, spiegandone le ragioni, di non prestarsi. E’ quindi una intervista doppia mancata, o rubando il termine ai giocatori di tresette, una intervista doppia col morto. Solo Michelotto dunque. Lo sostiene come candidato una sola lista, Più democrazia a Rovereto. Lista, nome e candidato sindaco sono figlie, appunto, della rete. Lì, grazie ad un blog, il gruppo di cittadini che fa riferimento a referendari e cittadinanza attiva, ha elaborato il programma, formato la lista, scelto il candidato sindaco. E’ un metodo che Michelotto propone anche per l’amministrazione del comune: sottoporre al confronto aperto con i cittadini ogni decisione di rilievo, dall’urbanistica allo stipendio da attribuire a sindaco e assessori. L’opposto dell’amministrazione uscente, appunto. Ma in questo caso gli opposti non si incontrano. – Luca Marsilli
«La tangenziale? Con più bus e ciclabili non servirà»
Trentino — 22 aprile 2010 pagina 26 sezione
ROVERETO.
Nome: Paolo Michelotto
Nato il: 28 dicembre 1968 a Vicenza Studi: perito delle telecomunicazioni
Famiglia: sposato, un figlio di 24 anni
Ultimo libro letto: I have a dream, l’autobiografia di Martin Luther King
Film preferito: Invictus, di Clint Eastwood
Cantante o musicista preferito: i Modena City Ramblers
Politico italiano, contemporaneo o del passato, che ammiri di più: usando politico nel senso più alto, padre Alex Zanotelli
Guidare è un piacere? Guido molto per lavoro, ma preferisco andare in bici o a piedi
Che automobile possiede? Una Zafira a metano
Reddito annuo (circa): 40.000 euro
Cibo preferito: Vegetariano e multietnico
Fumatore? No
Alcol sì o no? Bevo qualche radler (birra e limonata) ma solo in occasioni particolari
Mai fumato droghe? No
Cosa invidia a Guglielmo Valduga? La possibilità che ha avuto e non usato di introdurre la partecipazione a Rovereto
Cosa critica di lui? La gestione monocratica del potere, senza confronto coi cittadini
Che augurio gli fa? Che possa capire che la partecipazione è una ricchezza per la città
Sulla collina di Rovereto: costruire o no? I cittadini che hanno steso il programma non vogliono altro cemento. No.
Tangenziale Ovest: sì o no? La richiesta è ridurre il traffico, puntando su mezzi pubblici e bici. Credo che possa non servire.
Grattacielo alla ex Atesina: sì o no? E’ una decisione che va presa dai cittadini, come ha chiesto il 90% di chi ha votato al referendum
Gli extracomunitari sono: Una ricchezza. E sono abitanti senza diritto di voto ma con l’obbligo di pagare le tasse: è una negazione della democrazia
«Non si governa con le sciocchezze»
Trentino — 22 aprile 2010 pagina 26 sezione
ROVERETO. «No grazie. Con chi semmai? Con Michelotto?» e si fa una mezza risata. Ma poi si spiega: nulla di personale, per carità, semplicemente non gli piace il genere. «Non mi piacciano, le ho viste e non mi piacciono. Non credo che sia di queste cose che la città ha bisogno. E non credo che si governi sulla base dei libri che si leggono o dell’auto che si guida. Proprio non è cosa». In un primo momento, ormai dieci giorni fa, il sindaco uscente aveva lasciato uno spiraglio aperto. Di fronte alle insistenze a alla osservazione che di otto candidati era l’unico a rifiutarsi, con questo mettendo a rischio anche il candidato che era stato accoppiato a lui, aveva concluso «ne parlerò con i miei». Ma poi ha confermato: «No, non mi va». Per non penalizzare anche Michelotto, al contrario disponibilissimo come già erano stati gli altri sei contattati, abbiamo deciso di uscire con questa «mezza intervista doppia». Consapevoli che più di una operazione giornalistica che di un serio confronto programmatico si tratta, ma anche che il cittadino quando vota per il suo sindaco è curioso di conoscere le passioni, le virtù e le debolezze che il candidato sa confessare.
Michelotto e Valduga: la sfida mancata
ROVERETO. Barbara Lorenzi e Andrea Miorandi, Corrado Corradini e Giacomino Filippi, Davide D’Eliseo e Mauro Previdi. A completare il lotto dei candidati sindaco, in questo gioco semiserio dell’intervista doppia, mancavano Guglielmo Valduga e Paolo Michelotto. I due estremi dello schieramento. Uomo di struttura e partito per 30 anni Valduga, movimentista Michelotto. Legato alla tradizione, anche nei modi della politica, il primo; figlio dell’era di Internet il secondo. Ma il confronto resta zoppo, purtroppo, perchè Valduga ha ritenuto, spiegandone le ragioni, di non prestarsi. E’ quindi una intervista doppia mancata, o rubando il termine ai giocatori di tresette, una intervista doppia col morto. Solo Michelotto dunque. Lo sostiene come candidato una sola lista, Più democrazia a Rovereto. Lista, nome e candidato sindaco sono figlie, appunto, della rete. Lì, grazie ad un blog, il gruppo di cittadini che fa riferimento a referendari e cittadinanza attiva, ha elaborato il programma, formato la lista, scelto il candidato sindaco. E’ un metodo che Michelotto propone anche per l’amministrazione del comune: sottoporre al confronto aperto con i cittadini ogni decisione di rilievo, dall’urbanistica allo stipendio da attribuire a sindaco e assessori. L’opposto dell’amministrazione uscente, appunto. Ma in questo caso gli opposti non si incontrano. – Luca Marsilli




































peccato che il giornale non abbia spiegato il tipo di risata di valduga.. Era forse un po’ arrogante?
Bella la risposta dove dici che invidi a valduga le occasioni che lui non ha saputo né voluto sfruttare.
Smettiamola di votare le persone sbagliate. Roveretani tirino fuori il coraggio e votino democrazia partecipata, scelte trasparenti, alternanza politica ,sintesi pulita delle diverse anime presenti a rovereto.