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Il potere al popolo: libro di Yves Sintomer

il potere al popolodi Paolo Michelotto

ho letto in questi giorni l’ultimo libro pubblicato in Italia di Yves Sintomer. Questo professore di Sociologia dell’università di Parigi VIII, ha scritto saggi sui Bilanci Partecipativi in Europa, sul BP di Porto Alegre e molti altri sulla democrazia partecipativa. Ma in questo libro fa un passo ulteriore. Parla sistematicamente delle assemblee di cittadini estratti a sorte.

Inizia facendo un’analisi dettagliata della crisi del sistema rappresentativo. Poi racconta come il sorteggio sia stato usato nella storia per selezionare i governanti di città e paesi. Partendo da Atene dove il sorteggio era consuetudinario sia nella scelta dei “parlamentari”, che nella scelta dei “governanti”. Il percorso prosegue a Firenze e a Venezia dove si alternava il sorteggio all’elezione, con meccanismi complicati, ma che assicuravano che il potere fosse distribuito sia per merito che per “sorte”. Sintomer poi racconta come sia nata la consuetudine dei giurati dei tribunali, quali siano le motivazioni per questa scelta di rottura con il passato, prima in Gran Bretagna, poi in USA, poi in Francia e in altri paesi.

Il capitolo migliore e più sviluppato è quello dove l’autore racconta le esperienze che conosce molto bene per averle vissute direttamente delle giurie dei cittadini, del sondaggi deliberativi americani e britannici, delle assemblee cittadine del Canada e delle consensus conferences danesi. Vengono anche raccontate le esperienze berlinesi dove cittadini estratti a sorte hanno deciso a livello di quartiere i progetti da finanziare e solo accennate purtroppo alle esperienze dell’arrondissement 20 di Parigi dove 1/3 dei rappresentanti viene eletto, 1/3 è costituito da membri di associazioni, e 1/3 è costituito da cittadini estratti a sorte.

Infine il capitolo conclusivo “Rinnovare la democrazia” fa una sintesi delle possibilità offerte dal sorteggio per rinnovare, rinforzare, legittimare la democrazia e restituirle quel significato originario che aveva “il potere al popolo”.

Termina una ricca bibliografia su cui continuare la propria ricerca su questi argomenti.

Libro innovativo, da leggere con attenzione. Edizioni Dedalo 16 Euro, 220 pagine.

3 commenti per Il potere al popolo: libro di Yves Sintomer

  • Questo tipo di democrazia partecipativa è molto interessante ma và bene nei paesi più evoluti. Visto che in Italia ci sono larghissime fasce di ignoranza e menefreghismo si potrebbe correre il rischio che quel terzo degli eletti a sorte sia composto in larga parte da momoneuronati. Allora sarebbero gravi le conseguenze. Io penso che sia necessario e primario riformare la scuola immettendo insegnanti capaci e di tempra risoluta in modo da migliorare lo sviluppo del cervello e delle abitudini degli studenti. Bisogna puntare molto sulla storia e sulla geografia ( mi pare ora addirittura abolita!!) e sopratutto sul’utilizzo di internet perchè senza conoscere il passato non si può aderire al futuro e perchè senza conoscere i luoghi del mondomediati anche da internet non si possono associare nè concetti nè attuare la necessaria apertura mentale verso io prossimo.Bisogna, e non finirò mai di ripeterlo, insegnare ai giovani la capacità di autocritica e di critica perchè senza queste capacità i giovani diventano facile preda di avventurieri e politicanti da strapazzo ma furbi. Pur tuttavia si potrebbe fare qualche esperimento in alcuni comuni per vedere se il terzo dei componenti del consiglio estratti a sorte possono rendere meglio di quelli votati dai cittadini. Ma fondamentale per me è introdurre il referendum propositivo, come appunto se non erro caldeggia il nano malefico ma forse anche il PD ( -L ).

  • tutte le centinaia, migliaia di esperienze partecipative condotte negli ultimi decenni nel mondo, ovunque, in paesi ricchi, in paesi poveri, in paesi appena usciti dalla dittatura e in paesi con secoli di storia di democrazia alle spalle, mostrano che i cittadini estratti a sorte sono saggi, ricchi di buon senso e di amore per la propria città e paese.

    A Parigi, nell’arrondissement 20, gli studiosi che hanno esaminato come funzionavano i parlamentini sono stati d’accordo nel dire che il terzo di cittadini estratti a sorte era la parte di parlamento che funzionava meglio e in maniera più disinteressata per il bene comune.

    La tua mancanza di fiducia è forse dovuta al fatto che non hai mai visto i “comuni” cittadini in azione in deliberazione. Avrai questa occasione se vorrai, a “La Parola ai Cittadini” che stiamo organizzando a settembre 2010 a Rovereto.

    Nel frattempo, se ti fa piacere, vieni ai nostri incontri. Il prossimo è fissato giovedì 5 agosto ore 21 presso il Bar del Centro Sociale San Giorgio.

    Ciao

    • Come ho scritto nel mio intervento si potrebbe fare un esperimento in alcuni consigli comunali e poi trarre le dovute conseguenze. Ma come scrivevo in Italia purtroppo la situazione culturale politica media della popolazione è molto bassa,e la tendenza è quella del rapido oblio delle notizie nefaste, forse anche perchè se ne sentono troppe e troppe che coinvolgono la politica. Se così non fosse non ci sarebbe un Berlusconi a capo di un partito che più craxiano di così non si può, non ci sarebbe una lega che urla Roma ladrona ma che tenta di sottrarre alla giustizia un Brancher, che fà fallire la Banca Credieuronord e che si intrallazza con Fazio e Fiorani.Non parliamo poi del PD e di quelli che c’erano prima ora convogliati in quel partito!!!Il popolino e non solo quello, ragionano a stereotipi, recepiscono uno o al massimo due messaggi televisivi ancorchè fuorvianti. Quando poi scaricano su una persona la responsabilità di fare il capo, per comodo o ignoranza credono a tutte le scemenze che costui dice. Sento ancora gente che è convinta che Berlusconi sia sceso in politica per il bene dello Stato, sento dire che è un perseguitato dalla giustizia, che è un uomo arrivato e che quindi non può fare malvagità,ecc. Da anni vado a dire a quelli di IDV che se vogliono distinguersi dagli altri per costruire qualcosa di nuovo non possono continuare a chiedere elemosina al PD per poter tenere un piedino nel governo, come avvenuto nel passato ( anche in Provincia )e come chiedono per il futuro.Per cambiare le cose và eliminata ( in senso buono ) tutta la classe politica che oramai si è incancrenita nel potere. Come è possibile che in Trentino comandino sempre gli stessi e non costituiscano un centro di potere!! E’ ovvio che così avviene inevitabilmente: è per questo fondamentale il limite delle due legislature per i politici, e poi via, si cambia!!

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