di Paolo Michelotto
penso che molti abbiano letto il Notiziario Comunale. C’è una parte che mi rende perplesso. A pagina 20 è riportato che il bilancio del Comune di Rovereto nel 2010 è di 126 milioni 853 mila euro.
Poi c’è un grafico delle entrate.
Ossia il 26 % delle entrate proviene da prestiti. Su 126 milioni 853 mila euro, sono 33 milioni di euro.
Poi c’è un altro grafico, quello delle spese:
Da cui si legge che l’11% delle spese è rappresentato dai rimborsi dei prestiti. Ossia 14 milioni di euro.
Nella mia famiglia sarei preoccupato se il 26% del mio bilancio derivasse da prestiti. Ma forse un comune non deve sottostare a queste logiche.
C’è qualcuno che mi riesce a spiegare se è normale questa cifra? E se sì, perchè? Ci è stato chiesto a noi cittadini contribuenti se volevamo questa cosa? Chi pagherà alla fine? Anche per gli altri comuni la situazione è analoga?





































E’ normale che il finanziamento per la realizzazione di una opera pubblica avvenga tramite il finanziamento mezzo mutui. Il finanziamento della provincia sulla realizzazione delle opere pubbliche avviene per stati di avanzamento, e non a copertura completa dell’opera, quindi le amministrazioni pubbliche debbono coprire la differenza con mutui. La possibilità di aprire mutui, cioè di indebitamento di una pubblica aministrazione è valutato in base ad una serie di parametri: capacità di autofinanziamento, situazione patrimoniale et. come avviene normalmente in una azienda.
Bisogna inoltre tenere conto che parliamo di bilancio previsionale, quindi si prevede di aprire mutui per finanziare la realizzazione di opere pubbliche, ma non è detto sia necessario poi attivarli.
grazie per le spiegazioni, Andrea.
Ma perchè cercare di trovare lo scandalo dove non esiste?
Nel post si fa riferimento alle famiglie, anche se il paragone andrebbe fatto con le imprese, ma chi ha un mutuo contrae debiti che vanno ad incidere molto sul budget. Anche le relative quote incidono pesantemente sulla spesa complessiva.
In sintesi per lanciare anatemi è meglio avere maggior cognizione di causa altrimenti si rischia di perdere credibilità anche nelle proposte e nelle polemiche condivisibili.
cercavo lumi e Andrea me li ha chiariti.
E forse li ha chiariti anche a qualche altro cittadino.
Questo blog serve anche a questo.
“In sintesi per lanciare anatemi è meglio avere maggior cognizione di causa altrimenti si rischia di perdere credibilità anche nelle proposte e nelle polemiche condivisibili.”
Condivido! Non voterò mai per dei questionatori grillini!
come vuoi Marco, io comunque continuerò sempre a chiedere, perchè in democrazia così funziona.
I cittadini chiedono e gli amministratori, dipendenti dei cittadini, pagati dai cittadini, rispondono. Anche per cose che loro, ma non noi, danno per scontato.
E’ curiosa, una novità, e per niente offensiva, questa dei “questionatori” grillini.
per curiosità,cosa significa “questionatori grillini”?
suppongo che significhi “coloro che pongono continuamente domande, ispirati dall’esempio di Beppe Grillo”..
ah….grazie comunque
Paolo, perchè rispondi tu? Sempre il becco ci metti.
Questionare=Detto di due o più persone, polemizzare, avere una discussione animata; anche con specificazione dell’oggetto della discussione (Il Sabatini Coletti)
Questionare=Discutere animatamente, litigare, bisticciare (Hoepli)
Questionare= Discutere in forma vivace e POLEMICA, talvolta risentita o violenta, su argomenti di personale interesse.
Grillini= alla maniera di Beppe Grillo, un pagliaccio contradditorio, non coerente con se stesso, esagitato, angosciante, un tempo ottimo comico, poi ottimo personaggio di satira, e poi ancora ottimo sfornatore di denunce sociali…ora un demagogo, un falso animale politico che fa di tutte le erbe un fascio.
Ora mi aspetto già una risposta di Paolo, il moralista, il puro, che con falsità ringrazierà di questa definizione o pontificherà su alcune parole. Avanti.
Facendo la vostra lista toglierete voti utili alla coalizione ‘meno peggio’; non penso molti perchè vi voterete tra di voi e forse tirerete su 100 voti, ma possono essere importanti.
Ad ogni modo, fate come credete, siamo di democrazia
grazie Marco per questa definizione.
In questi giorni sono in ferie e sono assiduamente sul sito perchè lo sto aggiornando, sia graficamente che nel software, come avrai notato. Ecco perchè “ci metto il becco” più spesso del normale.
Non sono d’accordo sulla tua definizione di Grillo, che trovo più coerente di qualunque altro persoggio politico italiano. Di sicuro non è un demagogo, poichè sta realizzando lentamente ciò che sta dicendo da anni. Poi ogni uomo ha i suoi difetti e anche lui li ha.
Vorrei chiedere a Marco, che mi sembra una persona molto preparata,mentre io sono un profano, un bilancio così ripartito può essere considerato valido?
Paolo non rispondere, lascia che sia l’esperto
Ma che ne so io!
Non sono entrato nel merito del bilancio, sebbene abbia scritto in questo post.
Salute e in bocca al lupo.
Non sono esperto.
Ciao
vacca boia,Marco ma….’sa t’hai fat?
le finanze pubbliche devono essere trasparenti. Per l’interpretazione delle performances di bilancio c’è un sito all’uopo della PAT http://www.finanzacomunitrentini.it/indici.php
che riporta una serie di indici con cui ogni cittadino può sbizzarrirsi per valutare la bontà del bilancio del proprio comune.
Consultando questi indici Paolo avrebbe subito avuto una risposta tranquillizzante in merito all’indebitamento del comune di Rovereto (25%).
Ma il problema non è tanto l’indebitamento di un comune, ma come vengono spesi i prestiti. Un comune con indice 0% non è detto che sia più virtuoso e più efficiente di un comune con indice 100%.