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Il commissariato del Governo dice che l’abbinamento Referendum e Europee si poteva fare, se c’era la volontà di Valduga

di Paolo Michelotto

ho appena richiamato il dott. Perissinotto, del Commissariato del Governo (l’istituzione che ha l’ultima parola nel Trentino per quanto riguarda abbinamenti elettorali) e mi ha chiarito che NON C’E’ una legge nazionale che vieta abbinamenti.

1. c’è una legge la 62 del 16/04/2002 che definisce gli orari delle consultazioni nazionali in domenica e lunedì. http://www.parlamento.it/parlam/leggi/02062l.htm

2. c’è una disposizione dell’Unione Europea che fissa la consultazione europea in una fascia che va da giovedì a domenica notte.

3. Se Valduga voleva abbinare i referendum comunali alle Europee ecco le due vie che doveva seguire:

A: modificare il regolamento comunale dei referendum dove dice che i referendum comunali vengono effettuati la domenica e scrivere “in caso di abbinamento ad altre consultazioni seguirà orari e date delle altre consultazioni”  e cancellare la frase che nel regolamento vieta l’abbinamento. Queste modifiche del regolamento non richiedono una maggioranza qualificata dei 2/3 ma una maggioranza semplice. Se Valduga avesse chiesto ai suoi consiglieri di approvare la cosa, visto che quasi tutti i consiglieri comunali d’opposizione erano d’accordo, le modifiche sarebbero state fatte in 5 minuti. Se ci fosse stata la volontà politica. Dopo queste modifiche, bisognava fare richiesta al Ministero dell’Interno per l’abbinamento.

B. Se il ministero dell’Interno avesse detto che non si poteva fare l’abbinamento, si poteva comunque seguire la strada delle consultazioni parallele, ossia allestire a fianco del seggio delle Europee quello per i referendum comunali. Ci sarebbe stata la necessità di scrutatori e presidenti seggio a parte, ma si sarebbe comunque avuto un risparmio dai 20 ai 30.000 euro, si sarebbe risparmiata la fatica di una doppia votazioni ai cittadini e si sarebbe aumentata l’affluenza e la partecipazione ai referendum.

tretesteMa Valduga si è presentato uno e trino di fronte alla città:

1. a noi dei comitati referendari due mercoledì scorsi ha detto che non faceva l’abbinamento per dare dignità ai referendum facendoli da soli (ah, ah, ah…).

2. ai media ha raccontato la frottola che il Ministero dell’Interno avrebbe una disposizione che impedisce l’abbinamento (e abbiamo scoperto che non è vero).

3. ai capigruppo del consiglio comunale, mercoledì 11 marzo sera ha detto che l’impossibilità a valutare l’abbinamento come richiesto dal comitato referendario è dovuta anche ad indisponenza verso la sua persona espressa nei media dal comitato stesso (reato di lesa maestà…). Questa per lui è una motivazione per buttare 20-30.000 euro di noi contribuenti.

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