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Potenziare l'offerta degli asili nido comunali per eliminare le liste d'attesa

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UtenteMessaggio

11:16
15 Febbraio 2010


paolo michelotto

Amministratore

messaggi114

1

proposta inviata da Monica, Micaela, Elisa, Leah il 14-02-10

L'attuale regolamento comunale sui servizi socio-educativi della prima infanzia si pone come finalità quella di assicurare un posto a tutti i bambini del territorio comunale, nel quadro di una politica di sostegno alla famiglia atta a garantire pari opportunità di conciliazione casa-lavoro ad entrambi i genitori.


In questi anni il servizio di asilo nido comunale (attualmente ve ne sono 6 per un totale di 342 posti disponibili) è stato sicuramente migliorato per avvicinarsi maggiormente alle esigenze delle famiglie roveretane, grazie alla stipulazione, ad esempio, di una convenzione con il servizio di Tagesmutter, alla proposta di una differenziazione di retta per chi usufruisce del servizio entro certi orari, all'approvazione dell'apertura di un micro-nido a Marco. Tuttavia ci sono ancora margini di miglioramento per raggiungere gli obiettivi che il regolamento comunale si è posto.


Il sistema delle iscrizioni, graduatorie e inserimenti al nido comunale è ancora troppo rigido e non rispecchia la flessibilità del mondo lavorativo che le famiglie di oggi devono affrontare, con contratti a tempo determinato, turni, periodi di lavoro discontinui, maternità che per contratto o per necessità economiche famigliari non hanno possibilità di godere di aspettativa o estensione facoltativa. I nonni che si possono occupare dei nipotini sono sempre più rari…


I Punti deboli dell'attuale organizzazione sono ancora:


1.    Vi è un'unica graduatoria annuale per i nuovi inserimenti che viene stilata con le iscrizioni dei bambini nati entro il 30 aprile, i quali potranno accedere al nido comunale da settembre. Chi nasce oltre questa data deve automaticamente attendere la graduatoria dell'anno successivo, senza contare ulteriori slittamenti dovuti alla possibilità di trovarsi tra le riserve.

Questo rappresenta una discriminazione non da poco per le famiglie con figli che nascono dopo il 30 aprile, visto che il servizio nido sarebbe previsto per minori dai 3 mesi ai 3 anni.


2.    Puntualmente ogni anno la graduatoria dei nidi lascia in riserva oltre un centinaio di bambini e cerca di soddisfare queste ulteriori richieste nel corso dell'anno educativo sulla base delle rinunce e di quanti bimbi passeranno alla scuola materna, ma non è detto che la lista delle riserve venga esaurita. Dipende da quanti posti si liberano e quando. Inoltre non è calcolabile quando questi bimbi in riserva potranno accedere al nido, si viene avvisati dalla sera alla mattina, l'accettazione deve esser fatta subito e ciò va a discapito di un'efficace organizzazione famigliare e lavorativa, soprattutto della madre.

Ciò non aiuta la pianificazione della conciliazione casa-lavoro.


3.    Tra i criteri che determinano la graduatoria annuale un grosso peso è dato alla situazione lavorativa dei genitori fotografata il giorno di chiusura annuale delle iscrizioni e che viene considerata valida per il resto dell'anno indipendentemente da successive modifiche. Massimo punteggio se entrambi lavorano a tempo pieno e a tempo indeterminato, minimo se uno dei due è disoccupato. Ciò in linea di massima è corretto, ma non dà possibilità di riscatto a chi trova un lavoro solo nel periodo successivo e viene quindi economicamente penalizzato perché non ha diritto al nido pubblico.

Questa staticità della graduatoria non rispecchia la reale flessibilità del mondo lavorativo odierna ed accentua le difficoltà di trovare un lavoro a chi non ha un'occupazione stabile.


4.    Tutti i nidi comunali offrono all'incirca le stesse fasce orarie di servizio con anticipo e posticipo e prevedono una frequenza continua nella fascia oraria scelta il giorno dell'iscrizione senza possibilità di modifiche durante l'anno. Chi lavora con part-time pomeridiano, verticale o su turni non trova una proposta oraria "su misura" nel servizio pubblico che invece è più facile trovare presso strutture di custodia privata, ma molto più onerose per le famiglie. I contributi comunali e provinciali per venire in contro alle spese presso una tale struttura privata sono vincolati all'essere in lista d'attesa per il posto al nido pubblico e alla condizione lavorativa della madre. Pertanto una volta liberatosi un posto al nido pubblico quasi certamente il bambino si trasferirà lì anche se magari le esigenze famigliari erano meglio soddisfatte dagli orari del nido privato.


Alcune proposte migliorative potrebbero essere:

 

1.    Se il comune non ha sufficienti risorse da investire nella creazione di nuovi asili nido per soddisfare tutte le domande annuali, che per lo meno faccia delle convenzioni economiche con tutte le strutture private presenti sul territorio per gestire tutti i bambini che ogni anno rimangono in riserva. La convenzione dovrebbe consentire alle famiglie interessate di pagare una retta analoga a quella che avrebbero presso un nido pubblico e le risorse pubbliche impiegate sarebbero di anno in anno sempre proporzionali al numero dei nuovi nati, senza sprechi.


2.    Che gli inserimenti al nido pubblico vengano gestiti in modo più flessibile e con più di una graduatoria annuale. In questo modo i bambini avranno tutti pari diritto a trovare un posto al nido entro il loro primo anno di vita e le famiglie con condizione lavorativa discontinua avranno l'opportunità di rientrare velocemente nella graduatoria dei nidi comunali appena il genitore disoccupato trova lavoro. Strutture private esistenti gestiscono di mese in mese i nuovi inserimenti di chi rimane fuori dal nido pubblico, quindi si potrebbe valutare di trasferire un tale sistema anche nella gestione dei nidi comunali.


3.    Valutare seriamente la possibilità di diversificare l'offerta dei nidi comunali come flessibilità di orario di frequenza sia giornaliera che settimanale aumentando anche l'orario di apertura complessivo delle strutture (almeno dalle 7:30 alle 19:30). In questo modo si riuscirebbe a rispondere meglio alle esigenze lavorative di turnisti, commessi, ecc… prendendo ad esempio l'organizzazione di strutture private già presenti sul territorio.


4.    Monitorare annualmente il grado di soddisfazione delle famiglie attraverso questionari e  confronti tra il comune e la rappresentanza dei genitori per raccogliere spunti e proposte sull'organizzazione dei nidi comunali. Solo così il comune sarà certo di offrire un servizio sempre aderente ai reali bisogni delle famiglie di oggi.

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