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Testo finale Iniziativa Quorum Zero e Più Democrazia

13 motivi per abolire il quorum

Articoli su La Settimana della Democrazia Diretta 2011

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appello prima del voto

alcune tappe del nostro percorso

finalmente si discute sul piazzale ex-stazione corriere

adige-30-08-09di Paolo Michelotto

finalmente c’è un po’ di trasparenza e di discussione sul piazzale ex-stazione corriere. Tomazzoni tenta di liquidare la cosa come inizio di campagna elettorale (forse la sua, visto che è assessore all’urbanistica da 10 anni, prima con l’amministrazione precedente e poi con quella “avversaria” eletta successivamente – quella poltrona gli è assai gradita, evidentemente. P.S. precisazione del 1-09-09 di Andrea Benoni: “Con la giunta Maffei l’assessore all’urbanistica era Giovanni Laezza – Tomazzoni era presidente della commissione urbanistica). Ma non argomenta i punti caldi della discussione ossia:

Perchè fare un grattacielo in quella minuscola piazzetta, quando i cittadini vogliono invece una piazza per i propri utilizzi?

E non risponde alla più banale delle domande che sorge in mente a noi cittadini:

Chi ci guadagnerà e quanto, da tutta questa colata di cemento in pieno centro storico?

L’11 ottobre ci sarà il referendum dei cittadini sul piazzale, perchè voler usurpare loro il diritto di decidere?

Ecco gli articoli apparsi su L’Adige:

NO al GRATTACIELO SI al PARCHEGGIO
Sull’area della ex stazione autocorriere di corso Rosmini, al centro della disputa in consiglio comunale, interviene anche l’Unione Commercio e Turismo di Rovereto che auspica un intervento in tempi rapidi per realizzare un grande parcheggio pubblico interrato, e chiede che, al posto del «grattacielo», rimanga una grande piazza. «Tra i soggetti che da sempre si battono per un recupero dell’area ex stazione delle autocorriere di corso Rosmini, al fine di renderla funzionale al centro storico ed al tessuto economico cittadino, c’è l”Unione Commercio e Turismo di Rovereto, che interviene sulla questione del futuro alla luce anche del dibattito in corso tra le forze politiche, ribadendo quali sono le richieste irrinunciabili della categoria» afferma un comunicato. «Sono oltre due anni che attendiamo il bando di gara per il progetto di riqualificazione urbanistica e architettonica dell’ambito urbano “Ex stazione autocorriere” – commenta il presidente Mariano Modena -. Già allora sembrava imminente l’attivazione di un “avviso per la manifestazione di interesse da parte di operatori privati”, preludio al bando di gara vero e proprio. Poi era stato detto a fine 2007, infine in un incontro pubblico nella primavera successiva l’assessore Tomazzoni aveva dichiarato entro l’estate 2008. Adesso, con grande ritardo, un progetto è arrivato all’attenzione del Consiglio comunale e, senza voler entrare nel dibattito politico, come associazione di categoria di riferimento della maggioranza degli operatori commerciali e turistici della città intendiamo precisare che le nostre numerose sollecitazioni di intervento avevano e hanno due finalità ben precise: il recupero e la ristrutturazione di una piazza che, data la sua centralità ed accessibilità, adeguatamente ristrutturata e fornita delle necessarie infrastrutture, può ambire a diventare il luogo naturale di incontro e di socialità, adatta ad accogliere ed ospitare eventi come il Mercatino di Natale, manifestazioni, concertini e piccoli spettacoli. In questo senso ci sembra indispensabile che la superficie della piazza rimanga di dimensioni adeguate e non rischi di essere ridotta, si legge sulla stampa fino al 50%, per far posto a condomini di altezza più o meno considerevole». Continua Modena: «In secondo luogo, da sempre chiediamo che sotto la piazza venga realizzato un parcheggio interrato multipiano – aggiunge Modena -, da uno studio di fattibilità commissionato dalla stessa Amministrazione comunale all’architetto Stanghellini emerge chiaramente che si potrebbe scendere di almeno due piani, se non tre, e ricavare oltre 320 posti auto. È indispensabile, però, che oltre la metà di tale dotazione venga messa a disposizione del pubblico per favorire l’accesso al centro da parte non soltanto delle migliaia di utenti delle attività, pubbliche e private della città, ma anche di turisti e visitatori. Destinarne la maggior parte a parcheggi pertinenziali degli edifici da realizzare sull’area equivarrebbe a vanificarne i possibili benefici in termini di aumento di spazi di sosta pubblica a disposizione, che sono notevolmente diminuiti negli ultimi anni in seguito alla ristrutturazione e manutenzione di parecchie strade. Perdite finora non bilanciate da spazi in struttura od altro». Una «piazza capiente ed accogliente, parcheggi a disposizione del pubblico, condizioni indispensabili per rendere l’investimento a “costo zero” per l’Amministrazione comunale un vero investimento anche per la città in termini di miglior vivibilità e capacità di accoglienza per chi giunge da fuori Rovereto» conclude il comunicato. G. Z.
30/08/2009

Bloccheremo quella delibera

Durissime le reazioni alla dichiarazione dell’assessore all’urbanistica Maurizio Tomazzoni. Il centrodestra fa fronte compatto. La parola d’ordine è una sola: «Il piano della giunta Valduga sull’area ex autostazione delle corriere lo bloccheremo di sicuro». A far arrabbiare, al di là del gioco delle parti tra maggioranza e minoranza, è l’accusa di «scarsa o nulla opposizione» rivolta da Tomazzoni al Pdl. «In parte – spiega Piergiorgio Plotegher – è vero, almeno da parte mia, in quanto nel progetto Valduga ho creduto e non nascondo che tuttora approvo quantomeno il tentativo di porre rimedio ad errori ed omissioni delle amministrazioni comunali che lo hanno preceduto. Ma questo mio benevolo atteggiamento verso una giunta che ha ereditato tanti disastri (ai quali peraltro ha dato il suo non secondario contributo lo stesso Tomazzoni, già in maggioranza con Maffei) significa certo chiudere gli occhi quando come in occasione della recente variante del Prg si vuole affidare alla verticalizzazione ed alla densità lo sviluppo della città ignorandone volutamente le caratteristiche naturali, la storia e le tradizioni. Quando si propone conseguentemente una città di 50 mila abitanti senza tener conto dei gravissimi limiti che già ora l’inquinamento ambientale comporta e senza tener conto di altrettanti pesanti limiti nel settore occupazionale. Allora di fronte a questo nuovo indirizzo, in totale contraddizione con l’intima essenza di questa città, ritengo che non si possa sottrarsi all’obbligo di una dura opposizione ad iniziare proprio dalla prima simbolica esemplificazione del nuovo corso: il grattacielo nell’area dell’ex stazione autocorriere. L’edificio ipotizzato è destinato a soffocare con l’immissione nel già difficile traffico del centro città di centinaia di nuove autovetture in uscita dall’autoparco condominiale verso via Paoli, via don Rossaro, corso Rosmini. L’opposizione alla nuova realizzazione sarà trasversale e non partitica per impedire che Rovereto sia irreversibilmente colpita e perda le sue capacità di attrazione nei settori turistico, culturale e naturalistico cedendo a proposte che, comunque si vogliano presentare, soggiacciono soltanto a interessi economici e speculativi. Quel volgare edificio, caro Tomazzoni, rappresenta il degrado e non certo una struttura che va opportunamente delineata con un concorso di idee ma in termini del tutto diversi e antitetici da quanto oggi proponi, da mettere a disposizione della popolazione e con il compito di illustrare quanto Rovereto può ancora dare affidandosi alle sue tradizionali attività. Per concludere, la propaganda elettorale la fa Tomazzoni cedendo agli interessi clientelari della speculazione». Per Andrea Benoni, «il compito dell’opposizione è quello di evidenziare ciò che non ritiene corretto e di esprimere il proprio pensiero e di agire di conseguenza usando gli strumenti che il regolamento consigliare permette per cercare di modificare le delibere: interventi, ordini del giorno ed emendamenti. Questa è la democrazia, che probabilmente all’assessore Tomazzoni e alla giunta Valduga non piace. Non possiamo approvare una delibera che genericamente afferma che si vuole la realizzazione di una piazza e la restituzione di parcheggi a fine pubblico, dobbiamo anche chiederci a cosa ci servono questi spazi e come questi spazi li vogliamo realizzati. La discussione ritengo sarà lunga su questa delibera e come opposizione ci siamo assunti sempre le nostre responsabilità, quindi se l’assessore Tomazzoni intende avviare un braccio di ferro sarà accontentato, lo strumento dell’ostruzione lo ha richiesto e lo avrà e su questo si assuma lui le sue responsabilità». Anche Tiziano Fatturini replica a Tomazzoni. «Non mi meraviglia che dopo tre anni di discussione il progetto venga bloccato. Mi auguro succeda la stessa cosa per il Follone. Per quanto riguarda l’ex stazione delle corriere ricordo che stiamo parlando di un’area comunale a disposizione della città. La prima valutazione era di scegliere quali strada progettuali prendere. L’amministrazione non ha chiesto di portare nuove idee ma ha presentato un progetto. Parlare di piazza e grattacielo in quel fazzoletto di terreno è ridicolo. La giunta sa di avere i numeri per imporre ciò che vuole ed è quindi ovvio che i gruppi consiliari non ascoltati cerchino di fermare la delibera in tutti i modi. Sulla soluzione preferirei che si creasse un salotto con le attuali volumetrie e con la copertura per poterlo utilizzare tutto l’anno».
30/08/2009

«Il Patt non farà ostruzionismo»

Marco Graziola, segretario cittadino del Patt, non vuole sentir parlare di ostruzionismo da parte del partito che rappresenta sul caso ex autostazione delle corriere. «Come Patt non abbiamo fatto ostruzionismo per quattro anni, non la facciamo di sicuro a fine legislatura. Il nostro consigliere Federico Masera, al momento della discussione della delibera in questione, è uscito dall’aula per altri motivi. Noi siamo per la riqualificazione di quell’area ma sul prospettato grattacielo non abbiamo ancora visto un progetto. In questi anni abbiamo cercato di essere una minoranza costruttiva senza preclusioni ideologiche. Ripeto che Masera è uscito dall’aula per altri motivi. Noi siamo per il dialogo, non come i Verdi che si oppongono per ragioni ideologiche e comunque in coerenza con la loro politica di questi anni in Comune. Il Pdl, invece, si sta muovendo per visibilità e per anticipare la campagna elettorale».
30/08/2009

Il caso I referendari all’attacco
«Come mai hanno tanta fretta?»

Dopo le piste ciclabili è nato un altro fronte di scontro tra maggioranza ed opposizione in Consiglio comunale sul futuro del piazzale ex stazione delle autocorriere. Non piace alle minoranze il progetto dell’assessore Tomazzoni. Ma alle voci contrarie si aggiunge anche quella dell’associazione “PartecipAzione Cittadini Rovereto”, che ha promosso i quattro referendum comunali sui quali siamo chiamati ad esprimersi il prossimo 11 ottobre. «L’altra sera in consiglio comunale l’Amministrazione ha presentato la sua proposta, che prevede la realizzazione di due palazzoni di 10-11 piani e cubature di cemento spropositate proprio nel centro alla città – commentano i referendari -. Perchè tutta questa fretta, quando lo stesso sindaco Valduga ha fissato per domenica 11 ottobre la data di svolgimento dei referendum comunali da noi proposti, tra i quali c’è quello per progettare il piazzale ex-stazione corriere insieme ai cittadini? Visto che aveva così fretta di decidere sull’area, poteva fissare i referendum prima, ad esempio il 6-7 giugno in concomitanza con le europee. Avrebbe fatto risparmiare a noi cittadini 20-30.000 euro». “PartecipAzione Cittadini” si pone alcuni interrogativi: «Chi ci guadagnerà da questa massa di cemento che sta per colare sul centro? Quanti milioni di euro ci sono in ballo? Perchè non aspettare che i cittadini si esprimano? I cittadini non contano più nulla a Rovereto? Perchè il referendum fa così paura?». Questo il quesito che sarà stampato sulla scheda, al quale rispondere con sì o no: «Vuoi che la riqualificazione dell’edificio ex stazione corriere e relativa piazza venga progettata coinvolgendo i cittadini con un percorso partecipativo coordinato da un esperto qualificato del settore, riconosciuto a livello nazionale?». G. L.
29/08/2009

L’Adige 29 – 08 – 09

L’ostruzionismo? Mossa elettorale.

«Siamo già in campagna elettorale

«Siamo già in campagna elettorale. L’ostruzionismo sulla delibera per l’ex stazione delle corriere ne è la dimostrazione». L’assessore all’urbanistica Maurizio Tomazzoni, a due giorni dalla doccia fredda in aula, entra nel dibattito sulla riqualificazione dello slargo che si affaccia su corso Rosmini. E lo fa ostentando serenità: «L’idea è stata oggetto di un ampio confronto no solo con la città, attraverso le circoscrizioni, ma anche con le categorie economiche e i professionisti – osserva Tomazzoni – E da ogni parte ci è arrivato il via libera, in alcuni casi persino entusiastico. E adesso queste persone se ne escono, all’ultimo momento, bocciando un’idea su cui non si sono scagliati neppure quando è passata in commissione? Esclusi i Verdi, ai quali riconosco la coerenza di chi è sempre stato contrario, tutti gli altri ora fanno solo propaganda elettorale. Bene, che facciano, si prenderanno le loro responsabilità. Noi siamo tranquilli». Tranquillità, assicura Tomazzoni, che rimane la parola d’ordine della giunta:«La giunta non rischia nulla per questo. Semplicemente, per la prima volta dopo anni, ci siamo presi la responsabilità di fare un progetto urbanistico per la città. È un’idea che muoverebbe l’economia e riqualificherebbe una zona attualmente squallida. A noi interessa realizzare una piazza, con funzioni stabilite, uno spazio che poi potrà essere vissuto. Non vogliamo, cosa che sento proporre in questi giorni, una spianata. Perché sarebbe un non luogo, stretto tra due arterie molto trafficate e delimitato da una parte dal retro della posta, dall’altra dal retro della farmacia. Quel che vogliamo è una riqualificazione urbana. Il condominio?È economicamente appetibile, ma soprattutto è adeguato al contesto: in quella zona sono tutti edifici alti. Ma qui scontiamo il pregiudizio per cui una casa bassa è bella a prescindere e una alta è per forza brutta. Ma non è vero, basti pensare che l’unico edificio roveretano inserito nelle riviste specializzate è quello a gradoni, su corso Rosmini, dell’architetto Baldessari . Il problema, in una zona in cui gli edifici sono tutti di 7 o 8 piani, non è l’altezza, è la qualità del costruito. E il nostro progetto permette, pur a costo zero, di avere il controllo totale su ciò che sarà realizzato, perché i progetti saranno valutati da una commissione». È il concetto, più volte espresso dall’assessore, di «città densa». Sul quale non c’è spazio di mediazione: «Dopo tutti questi anni, in cui c’era tutto lo spazio possibile per le critiche, ora non siamo più disposti alla mediazione. Solo, sul grattacielo, possiamo discutere dell’altezza. Ma sappiamo benissimo che non è questo, in realtà, il problema». C.Z.
29/08/2009

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