di Paolo Fabris
Primavera 2009 Dai Keller, facciamo le borsine in tela con la tua faccia, la “faccetta Keller”, guarda che sarebbero un successo, tu sei un personaggio. E Keller che si nasconde dietro il rossore del sorriso. Questo è Roberto Keller.
Autunno 2007 Patti chiari, amicizia lunga: io non posso pagarti ma ti posso insegnare un mestiere; se ti va bene sei in Keller. Ed io ho accettato. Volevo fare un’esperienza in una casa editrice e non sapendo nulla non volevo nemmeno soldi, non mi pareva giusto; preferivo “andare a bottega” da uno dei migliori editori d’Italia, quest’Italia cialtrona che in altre case editrici ha trasformato tali rapporti in fonti di guadagno proponendoli come Master in editoria. Perlomeno l’avrei fatto gratis.
Già dai primi autori pubblicati si capisce che K. ha talento: Roncagliolo, edito in seguito da Garzanti, è uno dei più bravi scrittori sudamericani, finalmente emancipatosi dalla condanna del “realismo magico”; Aleas portato in Italia proprio da K. che con il suo secondo libro, in uscita questo mese per Keller Editore, ha vinto il Shamus Award 2008, il più importante premio di genere statunitense; Esquivias, premio scrittore dell’anno in Spagna, e ora il premio Nobel dato alla Müller, che solo l’Italietta provinciale può definire sconosciuta.
La Keller Editore è a tutti gli effetti un laboratorio artigianale: lontanissima dalla produzione industriale della grande editoria, dove lo scrittore arriva con l’idea e assieme allo staff di editors costruiscono la trama, i dialoghi, i registri etc., in Keller arriva la traduzione e mi raccomando solo i refusi, non cambiate frasi, parole etc. se l’autore le ha scelte c’è un motivo, casomai ne parliamo. Ma, Roberto, questo non usa la punteggiatura, il punto e virgola, i due punti non sa cosa siano. Va beh, mettine un paio, ma occhio… E poi si sente il traduttore per una parola, poi si contatta l’autore che è sempre in giro e non si trova mai, si sceglie il colore della copertina, la foto… Va bene questo passo per la terza di copertina? Hai controllato la nota biografica? Finché, a forza di limare, cesellare e incastonare, escono i gioielli della Keller Editore.
Un lavoro appassionante accompagnato da scelte musicali sempre calzanti, chiacchiere, mutui incoraggiamenti, talvolta confidenze e tante risate.
Più difficile il lavoro dell’ufficio stampa quasi sull’orlo della depressione di fronte al muro d’incompetenza dei critici nazionali, adagiati sul io recensisco il tuo libro così tu recensisci il mio, personaggi che, tranne rare eccezioni, hanno perso il piacere della scoperta e della promozione, forse perché non sono mai passati per una piccola casa editrice.
Ma ora le cose sono cambiate; ora tutta l’Italia della Cultura sa chi è Roberto Keller, l’editore che ha azzeccato il Nobel, quello che al posto dei soldi usa il talento.
È certamente anche un successo per Rovereto: K. è ciò che di più vicino ci sia alla scempiaggine dell’ “Atene del Trentino”, perché fa cultura viva senza, però, un filatoio alle spalle.
Caro K. questo successo te lo sei proprio meritato, per l’impegno che ci hai messo e per il talento che hai, e d’ora in poi non ti puoi più nascondere dietro il rossore del sorriso, ormai sei un grande editore.
































Quando il 4 maggio di quest’anno Andrea Trentini aveva postato “Roberto Keller, piccolo editore roveretano”, chissà perché l’intuito mi ha spinto subito a chiederbgli di modificare il titolo in “Roberto Keller, editore roveretano”. E lui prontamente l’ha fatto. Non so perchè quel “piccolo” mi dava fastidio…. e notare che io non conosco Roberto Keller, credo di non averlo mai incontrato
per quanto riguarda l’articolo di oggi sull’Adige, anche il giornalista non sa la matematica, o il giornalista, peggio ancora, non verifica le informazioni che trova in rete?
Attendo un post “articolo su l’Adige e alcune precisazioni”, come fatto qualche post fa con il Trentino. Oltre che la rettifica degli errori sul post che tanto ci ha fatto discutere.
O forse no, con la scusa del silenzio elettorale, mi si obietterà che su un blog non si può parlare di elezioni (falso).
Grazie Michele per l’OT.
e comunque anche se sei convinto, non hai affatto ragione, ma non continuerò qui il dibattito, in caso nel post di quell’argomento.
Per Paolo F.
Questo era l’unico articolo di oggi, se per te è OT, per me non lo è.
Per Paolo M.
La matematica non è una convinzione. Disponibile a spiegartela nel post di quell’argomento. Prova a metterti a fare i conti con i numeri reali e capirai.
Che per te non sia OT si e’ capito.
La discussione la potete continuare dove l’avete iniziata, cosi’ chi e’ interessato la puo’ seguire, e lasciate questo spazio libero per gli atri. Grazie.
Se bisogna fare per forza come dici tu, tanto vale che non permetti di commentare a chi non lo fa come tu credi sia giusto fare.
Grazie a te per il bell’esempio di democrazia
Quando ho sentito alla tv che il Premio Nobel era stato vinto da una scrittrice che scriveva per la Keller Editore mi son detto “non sarà mica il Keller Editore” che conosco io?
Era proprio così. Un grande onore per una città come Rovereto.
Bravo Roberto!