L’assessore all’urbanistica Tomazzoni sarà relatore alla serata su progettazione e partecipazione all’interno del ciclo di serate ‘Vivere con stile’. E’ interessante notare che sulla riprogettazione dell’area ex-stazione autocorriere ritiene che non ci devono essere roveretani per valutare i progetti che saranno presentati nel concorso di idee per l’edificazione di un palazzo che potrà raggiungere fino a 13 piani e l’annesso parcheggio auto a più piani interrato.
“Chi vive in città – dice Tomazzoni – incontra molte difficoltà nel capire gli elementi qualificanti di un progetto, per cui penso che un tecnico esterno sia fondamentale in questi casi” – riporta il quotidiano il Trentino lo scorso 5 marzo.
Non riesco a capire perché precludere la valutazione a tecnici di Rovereto, che conoscono la loro
città e parlano con la gente che la vive. Quindi non c’è da stupirsi se per ora è stato incaricato l’architetto Agostini in quanto è presidente dell’Ordine degli architetti a cui appartiene il nostro assessore.
I progetti devono correre e apparire digeribili. Per questo ci sarà anche una valutazione per l’estetica che gioca sul rendere compatibile un altro palazzone che in centro sarà il completamento dello sky-line che una vera città a vocazione turistica si merita.
Cosa ne pensano i residenti, i cittadini che vivono la città? Procedere con la gara di progetti e poi affidare la valutazione al gruppo di architetti-consulenti sarà una strada facile per evitare di confrontarsi con i cittadini.
Il percorso di referendum chiede l’apertura di una progettazione condivisa con la popolazione che potrebbe avere richieste diverse da quelle prospettate dall’assessore nel bando. Innanzitutto è pensabile non avere uno sviluppo in altezza superiore a quella dei circostanti fabbricati di pregio storico. Inoltre si può ipotizzare che i parcheggi che si otterranno sotto-superficie si possano destinare esclusivamente ai residenti delle zone limitrofe – attraverso un comodato d’uso a pagamento o abbonamento – e liberandolo dalle numerose auto in sosta. Questa soluzione sarebbe altresì indicabile per finanziare la realizzazione stessa delle opere.
Ai residenti e cittadini la possibilità di mettere in discussione la linea tracciata dall’assessore che potrebbe ancora ripensare la riqualificazione senza una torre di 13 piani che viene maldigerita da
chi a cuore uno sviluppo armonioso di Rovereto.
Ultima annotazione per l’uscita in stile teatrale con cui il sindaco Valduga ha ceduto lo storico Palazzo Balista alla Cassa Rurale. I soldi della Rurale – che sono anche i soldi della comunità – sicuramente possono rimettere in sesto un Palazzo della Comunità. Un peccato è il fatto che venga alienato e quindi non rimarrà più del Comune ma solo dei ’soci’ della Cassa Rurale.
Dall’altro lato si dimostra come le carte vengono scoperte solo dopo aver discusso a stanze chiuse in quanto questa proposta evidentemente era in discussione gia precedentemente – questa è la partecipazione degli attori ‘forti’ che ama Valduga – peccato che i cittadini non vengano mai coinvolti nel progettare la propria città.
Andrea Trentini




































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