ecco in allegato lo schema dei cambiamenti che i capigruppo del consiglio comunale hanno deliberato di apportare allo Statuto del Comune. Ovviamente senza chiedere il minimo parere ai cittadini e tanto meno far trapelare loro il significato delle modifiche. Tanto stanno solo modificando la legge più importante della nostra città. Clicca le immagini per ingrandirle.
Alcune delle più significative:
1. vogliono alzare il numero delle firme necessarie al 6%, dagli attuali 600. Sentite l’assonanza? Chi l’ha pensata questa modifica avra anche sorriso della propria arguzia. Si passerà dalle 600 attuali alle 1724, ma il suono fa credere che sia più o meno la stessa cosa. Per presentare una lista alle elezioni comunali invece bastano 250 firme. Perché questa disparità di trattamento tra le firme che devono raccogliere i partiti e le firme che devono raccogliere i cittadini?
2. voto ai sedicenni per quanto riguarda i referendum e solo quelli. Per eleggere il prossimo sindaco quindi solo da 18 anni in su. Per i referendum invece possono votare anche i sedicenni. Questo migliora la democrazia? Verrebbe da dire di sì, e invece prova a pensare: i sedicenni non sono propensi al voto e si asterranno in gran numero, più dei maggiorenni, più dei brizzolati e più degli anziani. Questo succede in tutto il mondo, non è una caratteristica roveretana. Ma questo riferito ai referendum che hanno quorum cosa significa concretamente? Che si alza l’astensione e quindi per chi vuole che vinca il NO, sarà molto più facile far vincere la propria posizione invitando i NO all’astensione. E sommandoli ai veri astenuti. Supponiamo ora gli astenuti siano il 30%. Basta che 21% dei cittadini favorevoli al NO boicottino e il referendum viene invalidato (infatti i votanti sarebbero il 49% meno del 50% richiesto). Bene domani, con i sedicenni più propensi all’astensione gli astenuti normali saranno di più ad esempio il 35% dei cittadini. In questo caso basta un 16% di votanti per il NO che si astengono e il referendum viene invalidato. Ancora più facilmente di oggi. Arguti i nostri amministratori, no? Fanno una modifica che apparentemente migliora la democrazia e intanto ci ….
3. notare che il quorum nel frattempo rimane in posizione vaga e indefinita. Alzano le firme, alzano gli astenuti, ma il quorum rimane nella nebbia. Tanto vale togliere lo strumento del referendum. Così non prendiamo in giro i cittadini.
4. infine notare che c’è solo un gruppo, quello dei Verdi, (Pozzer e Loss) che chiede di non alzare le firme e di abolire il quorum.
































Non è vero che solo il gruppo dei verdi si oppone all’aumento delle
firme necessarie per indire un referendum, quasi tutti i gruppi di minoranza
hanno evidenziato che non si può aumentare eccessivamente il numero delle firme.
La posizione del mio gruppo ( F.I. ) è stata ed è quella di non superare il 3%, e su questo altri gruppi sono allineati.
Sul voto ai sedicenni qualche perplessità mi rimane, però se vogliamo fare uno sforzo per cercare di allargare la discussione e la partecipazione questo può essere e deve essere visto come uno strumento. Pensare che
vengano fatte delle scelte solo per boicottare i referendum, mi sembra un pensiero delirante.
Ultima osservazione: la riunione capogruppo di mercoledì non ha deciso nulla, il documento redato dal presidente rasera vuole solo essere una sintesi del lavoro e della discussione avvenuta in alcuni mesi a livello di capogruppo, sarà il consiglio comunale a prendere le decisioni.
Ciao Andrea,
apprezzo molto la tua voglia di chiarire.
Percò alzare al 3% vuol dire alzare il numero di firme necessario, che oggi è al 2%. Molto meno del 6% che chiede Valduga, ma il 3% significa 862 firme. Oggi sono 600 e domani con il 3% sarebbero 262 in più. Con i ritmi di raccolta firme di quest’inverno sarebbero stati 2-3 weekend di raccolta firme in più. Domeniche tolte alla famiglia e al riposo. Non quisquilie. E tu che c’eri nella raccolta firme sai la fatica per ogni singola firma. E poi perchè i partiti devono raccogliere solo 250 firme per presentare le loro liste alle elezioni e i cittadini invece così tante in più? Quale ragionamento può giustificare questa disparità di trattamento?
2. il pensiero delirante… Se mi citi un solo atto di questa amministrazione in favore della semplificazione o del potenziamento dello strumento referendario, allora potrei capire. Ma ogni atto e ogni proposta fatta è stata fatto solo nella strada di rendere più difficoltoso il referendum (Quorum dentro lo statuto per renderlo blindato, innalzamento numero firme, aumento della quota degli astenuti ai referendum con il voto ai sedicenni). Se date il voto ai sedicenni almeno abbassate il quorum. Ma questo è previsto con formula così fumosa che permette tutto e il contrario di tutto.
Delirante è chi promette partecipazione e maggiore democrazia e poi non solo non mantiene le promesse, ma si comporta in maniera opposta.
Comunque segnalo a chi legge, che tu hai passato un’intera domenica pomeriggio ad aiutarci a raccogliere firme autenticandole e questa cosa è da rimarcare e di cui ti ringrazio immensamente.
Ciao,
Paolo M.
la possibilità di introdurre il voto ai sedicenni è stata introdotta dal legislatore provinciale ed è facoltà degli statuti comunali accoglierla.
A Rovereto la proposta non è pervenuta dalla maggioranza e nata come opportunità nel raggionamento complessivo di cercare di allargare la
base democratica e di fare sentire i giovani partecipi del loro futuro, e visto che i temi dei referendum comunali riguardano la vita della città
penso che questa opportunità vada colta.
Io non vedo la necessità di aumentare il numero delle firme, infatti la mia proposta come mediazione è di non salire oltre al 3%, ma per me va bene mantenere anche il numero esistente, si era giunti ad u compromesso di accetterare un lieve aumento delle firme, in cambio di una diminuzione del quorum che sarà calcolato non sul 50% degli aventi diritto ma sul 50% di chi realmente a votato al primo turno delle ultime comunali. La formula non mi sembra fumosa e la riduzione del quorum è significativa.
Diverso è il ragionamento sul numero delle firme per una lista alle comunali e per un referendum. 250 firme possono sembrare poche, ma tenendo conto che un cittadino non può firmare per più di una lista e che le liste che si presentano non sono poche, alle ultime comunali erano una quindicina, quindi significa coinvolgere con una firma quasi 4.000 persone.
Andrea, ti ringrazio per l’opportunità che dai di parlare di questi argomenti. Magari anche gli altri amministratori della città interagissero con i cittadini come te.
1. sono d’accordo nel dare il voto ai 16 e anche ai non residenti. Chi vive e paga le tasse a Rovereto perché non deve avere voce in capitolo su come vengono spesi i suoi soldi? L’8,5 degli abitanti di Rovereto non può votare perchè è straniero. Ma è obbligato a pagare le tasse qui senza avere nessuna possibilità di avere voce.
2. finchè ci sarà il quorum nei referendum, dare la possibilità di voto ai 16 enni sarà un modo per rendere più facile il loro boicottaggio e la loro invalidazione. Questo è un dato di fatto. Quindi la contraddizione sta nel dire “vogliamo che i giovani si sentano partecipi del loro futuro” mentre di fatto, concretamente, si rende ancora più complesso e di difficile applicazione lo strumento del referendum, alzandogli in maniera nascosta il quorum.
3. quando il quorum sarà davvero abbassato ti darò ragione. Anche se il vero nocciolo non è abbassare il quorum, ma annullarlo. Perchè per le elezioni dei rappresentanti non è fissato un quorum? Le motivazioni per introdurlo anche lì sono identiche a quelle portate per i referendum e io ti garantisco che se ci fosse il quorum alle elezioni, l’affluenza non sarebbe più così tanto alta. Vedresti che a qualche cittadino verrebbe in mente di fare anche lui il giochino dell’invito al boicottaggio e all’astensione. Giusto per essere equi con il giochino dell’invito alle astensioni che fanno gli amministratori con i referendum.
4. le 250 firme per te, rappresentante eletto, possono sembrare giuste. A me cittadino assolutamente no.
a- una lista eletta se diventa maggioranza governa una città per 5 anni, decide su argomenti che cambiano il futuro della città e nel caso di Rovereto decide come spendere 133 milioni di euro all’anno.
Un referendum decide su un solo argomento, a volte senza spese conseguenti e invece oggi richiede 600 firme e domani 1724 contro le 250 di una lista elettorale.
b- le 250 firme per le liste elettorali con 15 liste coinvolgono 4000 persone e allora? Mica c’è scritto nelle Tavole Divine che ci devono essere 15 liste. Se ci fosse la necessità di 600 firme e ne venissero presentate solo 10, sarebbero quelle davvero rappresentative. Se poi arrivassero a 1724 firme come chiede Valduga per i referendum, forse di liste ce ne sarebbero meno, solo le più forti e allora? Eppure io non chiedo di alzare il numero di firme per le liste, ma di non aumentare quelle necessarie per i referendum. A livello nazionale Italiano ne serve il 2%. Esattamente come in Svizzera dove non c’è quorum. Perchè proprio a Rovereto all’improvviso c’è così paura dei cittadini da dovere rendere più difficile il referendum? Cominciate con l’abbassare il quorum. Se dopo 2 anni scoprite che c’è un abuso di referendum, che se ne fanno troppi, allora si può valutare di alzarle. In 1000 anni di storia di Rovereto di referendum ne sono stati fatti 1, quello del 2005 invalidato a causa di non raggiungimento del quorum.
c- facendo poi tu parte di un partito molto forte sai poi come vengono raccolte le firme dai partiti. Non certo come viene chiesto a noi cittadini. A Vicenza qualche anno fa era diventato famoso il caso della Lista Mussolini che per presentarsi aveva presentato firme false. Il caso era stato scoperto solo perchè un nominativo apparteneva a un dipendente comunale conosciuto per le sue posizioni di sinistra. Così noto che l’ufficio elettorale lo chiamò per prenderlo in giro perchè era passato nelle liste Mussolini. Solo per scoprire che in realtà non l’aveva mai fatto. Segui un polverone incredibile, la Lista Mussolini fu comunque ammessa al voto, ma scoperchiò il pentolone di come le firme fossero raccolte male, e in maniera scorretta e soprattutto che facevano così tutti i partiti. Che si pararono le chiappe a vicenda.
d- se anche fosse fatto tutto in maniera regolare, per 30 candidati (obbligatori per legge per presentare una lista) raccogliere 300 firme significa 10 firme a testa, a casa propria, tra amici e parenti, tanto poi i fogli vengono firmati dai consiglieri uscenti dello stesso partito anche in separata sede. E poiché per i candidati essere eletti significa soldi, potere, forse cambiamento dello stile di vita, la fatica non è neanche così gravosa. Nessuno controlla che l’autenticatore sia effettivamente presente al momento della firma. Per un comitato referendario invece di 5-10 persone che non hanno niente da guadagnare personalmente e che devono ritagliare tempo dal loro lavoro, famiglia e tempo libero la fatica della raccolta firme con autenticatore, alla luce del giorno, spesso nei weekend, è infinitamente più alto.
e- infine c’è un incredibile conflitto di interessi. Ai partiti fa comodo raccogliere poche firme. Seccatura in meno in prossimità delle elezioni. Ed hanno deciso così di farsi una legge che fissa il numero di firme a un livello molto basso. Poi giustificando a se stessi e ai cittadini tale decisione come un segno di democraticità per poter permettere a tante liste di presentarsi. Bene.
Ma gli stessi partiti possono anche decidere di alzare il numero di firme nell’unica occasione che fa a loro comodo. Quando sono i cittadini a doverle raccogliere per i referendum, che per loro natura tendono a togliere un po’ di potere alla classe politica.
Se fossero i cittadini a scegliere, terrebbero il numero di firme necessarie per i referendum a un livello molto basso attorno al 2%. Come faccio a dire questo? Perchè dove i cittadini possono scegliere direttamente e non tramite i loro rappresentanti (Svizzera, California) proprio queste sono le percentuali scelte.
f- Stesso conflitto di interessi che riguarda lo lo stipendio dei rappresentanti. Dove i cittadini scelgono, come nel Cantone Zurigo, i consiglieri hanno uno stipendio di 1600 euro al mese. Dove invece sceglie la classe politica, lo stipendio e i privilegi vengono alzati a livelli scandalosi come i 14.000 euro dei consiglieri provinciali o i 9.000 euro del Sindaco Valduga, quasi il doppio del sindaco di una città come Roma.
Paolo M.