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	<title>Più Democrazia a Rovereto &#187; sostenibilità</title>
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	<description>Il percorso verso la democrazia diretta a Rovereto</description>
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		<title>La vigna del signore</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 12:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pobris</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento a rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[la mia idea per Rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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		<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
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		<description><![CDATA[
di Paolo Fabris
&#8220;La nostalgia è l&#8217;artrite del cervello&#8221;. Non so chi l&#8217;abbia detto ma aveva ragione: la nostalgia, infatti blocca il pensiero nel passato e non permette di formulare nuove possibilità di presente per il futuro. Purtroppo molte volte viene scambiata per memoria, così vediamo sfilare persone in maschera più o meno piumate o sagre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4881" title="jpg_4251466" src="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2011/06/jpg_4251466.jpg" alt="jpg_4251466" width="380" height="306" /></p>
<p>di Paolo Fabris</p>
<p>&#8220;La nostalgia è l&#8217;artrite del cervello&#8221;. Non so chi l&#8217;abbia detto ma aveva ragione: la nostalgia, infatti blocca il pensiero nel passato e non permette di formulare nuove possibilità di presente per il futuro. Purtroppo molte volte viene scambiata per memoria, così vediamo sfilare persone in maschera più o meno piumate o sagre che si rifanno a un desiderato passato mai esistito; l&#8217;assente costante è l&#8217;idea prospettiva: di fronte a nuovi bisogni si tende a ripercorrere strade già utilizzate.</p>
<p>Non credo che la nostalgia possa esaurire la memoria, anzi quest&#8217;ultima è proprio l&#8217;utilizzo della conoscenza del passato per meglio intervenire nel presente.</p>
<p>La situazione sopra esposta mi sembra descrivi il caso del vigneto Fedrigotti a Borgo Sacco: un gruppo di cittadini si oppone all&#8217;amministrazione la quale vuole comprare questo terreno, trasformarlo in area edificabile e darlo in perequazione ad una società per salvare un&#8217;altro terreno sul quale questa società ha ottenuto nel passato il diritto di edificazione. Le motivazioni posano sulla vetustà del vigneto, si tratta infatti di un vigneto storico, l&#8217;ultimo ancora presente nella zona fra Rovereto e Sacco, per cui, secondo i cittadini antagonisti, si perderebbero in un sol colpo la memoria storica della vocazione agricola della Rovereto che fu e un polmone verde per la città, ottenendo in cambio una colata di cemento.</p>
<p>L&#8217;amministrazione di rimando propone la creazione di un parco pubblico a fronte della costruzione di tot metricubi disposti lungo la stradina parallela all&#8217;ex manifattura: il polmone rimane e l&#8217;impatto delle costruzioni sarebbe contenuto.</p>
<p>I cittadini non si fidano dei controlli, troppe volte in passato si sono stabiliti sulla carta numero X di metricubi e ne sono stati realizzati Xn. Per amor di verità quest&#8217;ultima posizione è portata avanti da colori che abitano dirimpetto al vigneto e godono di una splendida vista sulla valle, i quali hanno paura che le costruzioni avvengano sull&#8217;asse est-ovest invece che nord-sud perdendo così il panorama e parte del valore della casa.</p>
<p>Proviamo a vederla in un altro modo. Un vigneto moderno è un territorio chiuso destinato ad uso privato coltivato a monocultura intensiva ad alto impatto ambientale, sia per quanto riguarda i rilasci in atmosfera di fitofarmaci (non andate in ciclabile in questi giorni) sia per l&#8217;utilizzo costante dei diserbanti che finiscono, assieme ai fitofarmaci stessi, nelle falde acquifere. Da questo punto di vista non è un gran vantaggio per la comunità, a meno che non si pensi al vigneto coltivato  <em>alla vecchia</em>, come fino alla fine degli anni &#8216;60, quando scendendo da Volano a Rovereto la mattina si sentiva solo il rumore delle zappe dei contadini che toglievano l&#8217;erba sotto le vigne per seminare orti fra i filari. Non è più così, l&#8217;agricoltura industriale comporta un alto tasso di pericolosità per la comunità, ne sanno qualcosa i contadini in Val di Non e i bambini che vivono vicino ai meleti.</p>
<p>Il terreno ora è di proprietà privata con uso privato, il passaggio al Comune permetterebbe un ritorno al pubblico, al bene pubblico; uso il termine ritorno perchè i conti Fedrigotti non ci sono nati con quel terreno, ne saranno entrati in possesso in un certo momento, probabilmente acquistandolo o in altro modo, ma comunque con regolare contratto da il legittimo possessore che a sua volta l&#8217;aveva ricevuto da un altro e così indietro fino a quella persona che ad un certo momento ha deciso che era suo e non di tutti, come Romolo con Remo.</p>
<p>Il problema dell&#8217;ipotetico incremento della metratura rimanda alla mancanza di sistemi di controllo della cittadinanza sull&#8217;operato degli eletti, tema già affrontato abbondantemente su questo blog.</p>
<p>Sono, insomma, a favore dell&#8217;esproprio del vigneto: la cittadinanza si libererebbe di una stagionale fonte d&#8217;inquinamento, acquisirebbe uno spazio ora precluso, a fronte della costruzione di edifici in parte pubblici; potrebbe essere l&#8217;occasione per far scegliere alla cittadinanza funzioni del parco e progetto degli edifici, io ad esempio riempirei il parco di alberi da frutto che coprano l&#8217;intero arco stagionale, ma sono sicuro che i miei concittadini avrebbero centinaia di idee da affiancare e migliorare questa mia prima.</p>
<p>Liberiamoci dalla nostalgia e costruiamoci la realtà.</p>
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		<title>Partono 5 Referendum sull’Ambiente a Milano</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 20:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[referendum comunali in generale]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[referendum milano]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
a Milano sono stati presentati 5 quesiti referendari, su cui si  inizierà il percorso per arrivare al voto dei cittadini. Interessanti i  temi. Purtroppo si tratta solo di referendum consultivi con il quorum al  30%. Ossia è difficile utilizzare lo strumento, c’è la barriera del  quorum da scavalcare e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2010/06/referendum-ambiente.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3931" title="referendum ambiente" src="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2010/06/referendum-ambiente.jpg" alt="referendum ambiente" width="364" height="450" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>a Milano sono stati presentati 5 quesiti referendari, su cui si  inizierà il percorso per arrivare al voto dei cittadini. Interessanti i  temi. Purtroppo si tratta solo di referendum consultivi con il quorum al  30%. Ossia è difficile utilizzare lo strumento, c’è la barriera del  quorum da scavalcare e se infine passano, sono consultivi, ossia  l’amministrazione può tenerne conto oppure ignorarli a suo piacere. Un  esempio della difficoltà che i cittadini hanno di utilizzare gli  strumenti di democrazia diretta nelle loro mani, ma anche della loro  determinazione ad usarli.</p>
<p>Riporto dal sito di riferimento:</p>
<p><a href="http://referendummilano.blogspot.com/">http://referendummilano.blogspot.com/</a></p>
<p>Milano, 3 giugno 2010</p>
<p>Si è tenuta oggi la conferenza stampa di  presentazione delle  proposte referendarie per Milano da parte di Marco  Cappato, Edoardo  Croci ed Enrico Fedrighini.<br />
Il progetto referendario  mira a realizzare in pochi anni una vera e  propria rivoluzione del  sistema dei trasporti, dell’energia e  dell’abitare che generi  un  profondo miglioramento della qualità  dell’aria, della mobilità, del  verde a Milano. Con questi referendum di  iniziativa popolare i promotori  vogliono coinvolgere i cittadini in un  grande e innovativo progetto per  una  vivibilità urbana oggi  compromessa a causa dell’inerzia del ceto  politico e del  condizionamento esercitato da interessi lontani dalla  promozione del  bene comune. Il successo degli obiettivi referendari  sarebbe  determinante per fare di Milano una città all’avanguardia nel  mondo sul  piano della qualità dell’ambiente e della vita, nella  direzione dello  spirito originale dell’Expo 2015.<br />
Di seguito una  sintesi dei quesiti, aperti all’adesione di personalità,  associazioni,  forze politiche e sociali, e che saranno finalizzati e  depositati nei  prossimi giorni in conformità al regolamento comunale,  per poter poi  avviare la raccolta delle firme necessarie (1,5% degli  iscritti alle  liste elettorali, pari a circa 15.000 cittadini).<span id="more-3930"></span></p>
<p><strong><a href="http://www.marcocappato.it/">Marco Cappato</a></strong>:  “Vogliamo  impedire che la Milano dell’Expo diventi la capitale  internazionale  della speculazione edilizia e dell’inquinamento. I  nostri referendum  sono lo strumento per imporre a un ceto dirigente  inerte l’abbandono del  modello basato su auto privata, cemento e fonti  di energia inquinanti:  un modello che paghiamo sia in termini economici  che di vite umane.”</p>
<p><strong><a href="http://www.edoardocroci.it/">Edoardo Croci</a></strong>:   “Vogliamo dare voce ai milanesi per costruire una città più vivibile e   con una proiezione internazionale, in un momento in cui la politica  non  sembra in grado di esprimere una visione lungimirante ed avere il   coraggio di assumersi le responsabilità necessarie a contrastare   l’inquinamento e a migliorare la qualità dell’ambiente, come dimostra   l’incertezza sullo sviluppo di Ecopass e dell’intera strategia per la   mobilità sostenibile.”</p>
<p><strong><a href="http://www.enricofedrighini.it/">Enrico Fedrighini</a></strong>:   “L’anno che manca alle elezioni sarà contraddistinto dalla totale   inerzia delle amministrazioni locali in materia di contrasto al traffico   e allo smog. I polmoni dei milanesi non possono permetterselo. Per   questo impieghiamo quest’anno per una battaglia civica finalizzata a   cambiare il volto di questa città, con il coinvolgimento diretto del   popolo inquinato.”</p>
<h3><a href="http://referendummilano.blogspot.com/2010/06/sintesi-dei-quesiti-referendari.html">SINTESI   DEI QUESITI REFERENDARI</a></h3>
<p><strong>Referendum 1: ECOPASS E MOBILITA’ SOSTENIBILE</strong><br />
<em>per  l’estensione di: Ecopass, Metrò, piste ciclabili, aree pedonali</em></p>
<p>Per  dimezzare il traffico, estendere l’Ecopass alla “cerchia  ferroviaria”,  escludere solo gli  autovelicoli a emissioni zero dal pagamento di 5 euro  al giorno (10 per  trasporto merci); estendere le aree di sosta  regolamentata; limitare  il carico-scarico merci; mantenere gli impegni  sulle linee 4 e 5 del  Metrò e completare l’anello ferroviario;    destinare i ricavi per:  estendere  aree pedonali, piste ciclabili  (274km), corsie riservate,  bus di quartiere, bike sharing (10.000 bici),  car sharing (1.000 auto  elettriche), secondo turno taxi, metrò fino  all’1 e 30 di notte.</p>
<p><strong>Referendum 2: EXPO</strong><br />
<em>per  impedire la cementificazione dell’area Expo</em></p>
<p>Perché l’area  del parco Agroalimentare non sia edificabile neanche  dopo lo svolgimento  dell’Expo 2015.</p>
<p><strong>Referendum 3: NAVIGLI</strong><br />
<em>per  riaprire i Navigli</em></p>
<p>Per riaprire l’intero sistema dei  Navigli, oggi sepolti sotto le  strade, partendo  dal recupero della  Darsena come porto di Milano. (da  finanziare attraverso la cessione del  patrimonio immobiliare non  storico)</p>
<p><strong>Referendum 4: ALBERI  E VERDE PUBBLICO</strong><br />
<em>per raddoppiare il verde pubblico e  ridurre il consumo del suolo</em></p>
<p>Per raddoppiare il verde  pubblico entro il 2015 (fino a 30 mq per  abitante) e piantare 100.000  alberi all’anno; ridurre il consumo di  suolo, escludendo la possibilità  di assegnare nuovi diritti volumetrici  e destinando a verde pubblico  almeno il 50% delle grandi aree dismesse  ed ex-ferroviarie  (da  finanziare attraverso sponsorizzazioni, oneri  di urbanizzazione e  mediante la tariffazione del consumo di risorse  ambientali scarse; da  realizzare anche con il coinvolgimento dei  cittadini); vietare i  parcheggi sotterranei che distruggono alberi;</p>
<p><strong>Referendum  5:  ENERGIA PULITA E EDILIZIA SOSTENIBILE</strong><br />
<em>per: energia  pulita, rottamazione edilizia, teleriscaldamento,  efficienza energetica</em></p>
<p>Standard  massimi di efficienza energetica per i nuovi immobili,  “rottamazione  edilizia” degli immobili non di qualità per sostituirli  con edifici a  basso impatto ambientale premiando gli investimenti nei  sistemi  energetici innovativi; stop al gasolio da riscaldamento entro  il 2012,  teleriscaldamento a 750.000 abitanti entro il 2015</p>
<h3><a href="http://referendummilano.blogspot.com/2010/06/il-referendum-consultivo-di-indirizzo.html">Il   Referendum consultivo di indirizzo Comunale</a></h3>
<p>L’articolo 11.3 dello Statuto del Comune di Milano istituisce Il <strong>referendum   consultivo di indirizzo</strong>, uno strumento di iniziativa popolare   in mano ai cittadini per proporre indirizzi e scelte su temi di   competenza comunale.</p>
<p><em>Art. 11 – Referendum di Proposta  Popolare e di Indirizzo </em><br />
3. E’ indetto referendum consultivo di  indirizzo su orientamenti o  scelte di competenza del Comune, o riguardo  ai quali il Comune possa  esprimere una proposta o un parere, quando ne  faccia richiesta l’1,5%  dei cittadini iscritti nelle liste elettorali  del Comune ovvero un  quarto dei Consigli di zona, con delibera approvata  a maggioranza dei  Consiglieri assegnati.</p>
<p><em>Art. 13 – Effetti  del Referendum</em><br />
1. A seguito del referendum di cui all’art.11  l’organo comunale  competente delibera o provvede sull’oggetto del  referendum entro 60  giorni dalla proclamazione dell’esito della  consultazione quando questo  risulti favorevole alla proposta o quesito  sottoposto a referendum;  ove intenda deliberare senza uniformarsi  all’avviso degli elettori, ne  indica espressamente i motivi.</p>
<p><em>Dal  Regolamento per l’attuazione dei diritti di partecipazione  popolare:</em></p>
<p>•  <strong>Firme necessarie</strong>: 15.000 firme (1,5% degli  elettori  milanesi)</p>
<p>• <strong>Tempo utile per la raccolta</strong>: 120  giorni</p>
<p>• <strong>Periodo di indizione del Referendum</strong>:  tra i 30 e i  70 giorni successivi alla fine delle verifiche di  ammissibilità</p>
<p>• <strong>Quorum</strong>: La proposta sottoposta a  Referendum si  intende approvata se consegue la maggioranza dei voti  validamente  espressi, sempre che abbia preso parte al voto almeno il 30%  degli  aventi diritto</p>
<p><a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/wcm/jsp/fibm-cdm/FDWL.jsp?cdm_cid=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Content/In%20Comune%20%20Normativa/8473278045028a66a457bf51a173c8e3/PUBLISHED&amp;cdm_acid=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Content/Statuto%20del%20Comune%20di%20Milano%20-%2033b4d1004549323ab616f668be630724/33b4d1004549323ab616f668be630724/false"><strong>Lo   Statuto del Comune di Milano</strong></a><br />
<a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/wcm/jsp/fibm-cdm/FDWL.jsp?cdm_cid=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Content/In%20Comune%20%20Normativa/8473278045028a66a457bf51a173c8e3/PUBLISHED&amp;cdm_acid=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Content/Regolamento%20per%20l39attuazione%20dei%20Diritti%20di%20Partecipazione%20Popolare%20-%201aa540804549335eb640f668be630724/1aa540804549335eb640f668be630724/false"><strong>Regolamento   per l’attuazione dei Diritti di Partecipazione Popolare</strong></a></p>
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