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	<title>Più Democrazia a Rovereto &#187; esempi virtuosi</title>
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	<description>Il percorso verso la democrazia diretta a Rovereto</description>
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		<title>Desenzano (BS) raggiunte le firme per il referendum comunale</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 19:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[desenzano (BS)]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
grande iniziativa dei cittadini di Desenzano. E ancora una volta una  dimostrazione della inadeguatezza degli strumenti di democrazia diretta  in Italia. Infatti a Desenzano, pur avendo superato le 2350 firme  necessarie per attivare il referendum consultivo (consultivo significa  che il consiglio comunale può anche votare in senso contrario &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>grande iniziativa dei cittadini di Desenzano. E ancora una volta una  dimostrazione della inadeguatezza degli strumenti di democrazia diretta  in Italia. Infatti a Desenzano, pur avendo superato le 2350 firme  necessarie per attivare il referendum consultivo (consultivo significa  che il consiglio comunale può anche votare in senso contrario &#8211; e quindi  non ha nessun valore vincolante), e oltre al fatto di avere il quorum  del 50%, i cittadini di Desenzano in base al regolamento devono ancora  aspettare che il consiglio comunale faccia la delibera per attuare il  referendum.</p>
<p>Situazione macchinosa e difficile per la democrazia. Ma a Desenzano  non si sono persi d&#8217;animo. Hanno raccolto le firme, le hanno depositate,  aspettano di avere il via libera per il referendum consultivo con  quorum 50% e poi daranno battaglia per il voto.</p>
<p>Coraggiosi, tenaci, un esempio da imitare da tutti noi. Curioso che a  Desenzano il PD appoggi i referendum contro il governo di centro  destra, mentre a Trento ad utilizzarli sia la Lega contro il governo del  centrosinistra. Quando sono all&#8217;opposizione i partiti si sentono molto  più vicini ai cittadini, tanto da usare gli strumenti a loro riservati. <strong>Che sia il caso di tenere tutti i partiti all&#8217;opposizione?</strong></p>
<p>Ecco i fatti raccontati da Brescia Today</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/grezze-2.jpg"><img title="grezze-2" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/grezze-2.jpg" alt="grezze-2" width="384" height="288" /></a></p>
<p><strong>Desenzano verso il referendum: 2350 firme contro le Tassere e le Grezze</strong></p>
<p><strong>L&#8217;ultima parola spetta al Consiglio Comunale, dopo la validazione e  la certificazione delle firme raccolte dal Comitato promotore. &#8220;I  desenzanesi sono stanchi dell&#8217;edilizia selvaggia, sono stanchi delle  seconde case!&#8221;</strong></p>
<p>di Alessandro Gatta 07/01/2012</p>
<p>Il primo quorum delle 2100 firme è stato raggiunto e superato, ora si  aspetta la decisione del Consiglio Comunale. A Desenzano del Garda  cresce la febbre del referendum, quesito popolare in cui si chiederà  alla cittadinanza un significativo parere sui due Piani integrati  contestati, quello delle Tassere e quello delle Grezze. Il comitato  promotore, composto tra gli altri da Legambiente, Pd, Sel, Idv, Giovani  Democratici, Desenzano in Movimento, Desenzano Resiste, Salviamo la  Spiaggia Feltrinelli, Parco Colline Moreniche e Pro Referendum, ha  consegnato le 2350 firme utili per il prossimo passaggio, la validazione  e la certificazione prima del dibattito in Consiglio.</p>
<p>&#8220;C&#8217;è stata grande soddisfazione nel comitato promotore &#8211; racconta a  BresciaToday il coordinatore Rodolfo Bertoni &#8211; per un obiettivo più che  superato, oltre alla grande soddisfazione da parte dei cittadini che si  sono battuti per questo referendum. Purtroppo non c&#8217;è niente di  scontato, e dovremo aspettare il primo Consiglio Comunale utile, a  febbraio o a marzo. A mio parere personale si tratta di un atto dovuto,  di fronte a una raccolta di firme come questa il Consiglio dovrebbe dare  l&#8217;assenso senza pensarci due volte&#8221;.</p>
<p>La delibera non è assicurata, sarà battaglia all&#8217;ultimo voto. Ma c&#8217;è  ottimismo tra i promotori, c&#8217;è ottimismo tra gli stessi consiglieri  firmatari. &#8220;I cittadini non ne possono più! &#8211; continua Bertoni &#8211; La  forte volontà della popolazione è più che evidente, e a tutti. I  desenzanesi da tempo sono stanchi di questa nuova edificazione  selvaggia, stanchi di seconde case dappertutto, anche in campagna. Non  sarà un&#8217;impresa facile, anche i referendum comunali prevedono il quorum  del 50% più uno, serviranno 10mila e 500 voti. Ma siamo convinti che i  cittadini si faranno valere&#8221;.“</p>
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		<title>Valle D&#8217;Aosta e Puglia: la democrazia diretta avanza in Italia passo dopo passo</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 13:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[sant'agata]]></category>
		<category><![CDATA[valle d'aosta]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
due ottime notizie di fine anno dai due estremi dell&#8217;Italia:

1 &#8211; In Valle D&#8217;Aosta l&#8217;associazione Valle Virtuosa ha consegnato quasi 8000 firme per una iniziativa di legge popolare con  referendum propositivo per impedire la costruzione di inceneritori  nella vallata. Questo il quesito. 
La legge della Regione Valle D&#8217;Aosta sulle iniziative popolari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>due ottime notizie di fine anno dai due estremi dell&#8217;Italia:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/aosta-1.jpg"><img title="aosta 1" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/aosta-1.jpg" alt="aosta 1" width="402" height="277" /></a></p>
<p>1 &#8211; In <strong>Valle D&#8217;Aosta</strong> l&#8217;associazione <a href="http://www.vallevirtuosa.blogspot.com/">Valle Virtuosa</a> ha consegnato quasi 8000 firme per una iniziativa di legge popolare con  referendum propositivo per impedire la costruzione di inceneritori  nella vallata. <a href="http://www.vallevirtuosa.blogspot.com/p/testo-quesito-referendario.html">Questo il quesito. </a></p>
<p><a href="http://www.consiglio.regione.vda.it/banche_dati/leggi_regolamenti/dettaglio_i.asp?pk_lr=2709">La legge della Regione Valle D&#8217;Aosta sulle iniziative popolari e i referendum</a></p>
<p>Questo strumento prevede che la proposta di legge sia presentata nel  Consiglio Regionale, se essa non viene approvata nei tempi stabiliti,  viene trasformata in referendum propositivo. Ed è ciò che succederà  probabilmente, visto che i rappresentanti di solito sono a favore degli  inceneritori per le ovvie pressioni economiche. Quindi probabilmente in  ottobre i Valdostani andranno a referendum su questo tema. C&#8217;è il quorum  del 45% da superare, ma i promotori sono fiduciosi.</p>
<p>cito l&#8217;ANSA:</p>
<p><em>(ANSA) &#8211; AOSTA, 29 DIC &#8211; Sono state depositate nel primo  pomeriggio di oggi alla Presidenza del Consiglio regionale 7.748 firme  autenticate contro il Pirogassificatore. Si avvia cosi&#8217; referendario  riguardante la proposta di iniziativa popolare in materia di nuove  disposizioni per la gestione dei rifiuti, con particolare riguardo agli  impianti di trattamento a caldo. La raccolta firme, che ha coinvolto  circa 100 volontari in 43 banchetti, si e&#8217; svolta dal 9 ottobre al 15  dicembre. La Segreteria generale del Consiglio Valle ha ora 20 giorni di  tempo per la verifica delle firme. Poi iniziera&#8217; l&#8217;iter legislativo in  Consiglio. Il referendum potrebbe svolgersi tra ottobre e novembre del  prossimo anno. (ANSA).</em></p>
<p>2. in Puglia nel Comune di Sant&#8217;Agata di Puglia (FG), la lista civica  Progetto Sant&#8217;Agata e IDV hanno presentato la campagna referendaria &#8220;Io  non delego, decido&#8221; per organizzare il referendum consultivo sulla  centrale a Biomasse</p>
<p><em><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/io-non-delego.jpg"><img title="io non delego" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/io-non-delego.jpg" alt="io non delego" width="302" height="432" /></a></em></p>
<p>Qui l&#8217;indirizzo dell&#8217;<a href="http://www.facebook.com/notes/progetto-santagata/presentazione-campagna-referendaria-sulla-centrale-a-biomasse-io-non-delegodecid/266264723433073">evento su FB</a></p>
<p><em>Due interessanti esempi che gli italiani vogliono poter avere  maggiore voce nelle scelte pubbliche ed usano strumenti imperfetti (il  ref. propositivo con quorum del 45% in Valle d&#8217;Aosta e il referendum  consultivo non vincolante a Sant&#8217;Agata).</em></p>
<p><em><strong>Esempi virtuosi per tutti noi!</strong><br />
</em></p>
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		<title>Movimento Referendario Sardo: interessante iniziativa di democrazia diretta in atto</title>
		<link>http://www.cittadinirovereto.it/diario/movimento-referendario-sardo-interessante-iniziativa-di-democrazia-diretta-in-atto/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 10:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[movimento referendario sardo]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
in questo giorni in varie città della Sardegna si stanno raccogliendo firme per promuovere 10 referendum regionali.

È un fatto molto interessante, che potrebbe essere d&#8217;esempio anche in  altre parti d&#8217;Italia, iniziato da 500 amministratori dei comuni sardi  che chiedono di abolire le provincie, di eleggere il presidente della  Regione direttamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>in questo giorni in varie città della Sardegna si stanno raccogliendo firme per promuovere 10 referendum regionali.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/referendum-sardegna.jpg"><img title="referendum sardegna" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/referendum-sardegna.jpg" alt="referendum sardegna" width="302" height="432" /></a></p>
<p>È un fatto molto interessante, che potrebbe essere d&#8217;esempio anche in  altre parti d&#8217;Italia, iniziato da 500 amministratori dei comuni sardi  che chiedono di abolire le provincie, di eleggere il presidente della  Regione direttamente e dopo le primarie e di abbassare il numero dei  consiglieri regionali a 50 e il loro stipendio e di creare una assemblea  costituente per riscrivere lo Statuto della Regione. Ecco il link della  loro pagina su FB:</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/movimentoreferendariosardo?sk=info">http://www.facebook.com/movimentoreferendariosardo?sk=info</a></p>
<p>Questi i quesiti referendari:</p>
<p>500 tra Sindaci e amministratori comunali di tutta la Sardegna   promuovono il Movimento Referendario Sardo che, trasversalmente ai   partiti, punta a realizzare un complessivo progetto di modernizzazione   della Sardegna.<br />
Una novità vera per la politica sarda, tutta schierata &#8220;dalla parte del cittadino&#8221;.</p>
<p>10 referendum per cambiare la Sardegna.</p>
<p>ABROGAZIONE DELLE PROVINCE.<br />
Quesito 1, 2, 3, 4 (abrogativi delle nuove quattro province: sono   necessari quattro quesiti, in quanto sono quattro le leggi regionali che   – con il loro combinato disposto- determinano l’istituzione e il   funzionamento delle quattro nuove province sarde). Quesito 5,   consultivo, per l’abrogazione delle altre quattro province sarde.</p>
<p>ABROGAZIONE della legge che determina staus e indennità dei CONSIGLIERI REGIONALI.<br />
Quesito 6. Referendum abrogativo.</p>
<p>RIDUZIONE a 50 del NUMERO dei CONSIGLIERI REGIONALI.<br />
Quesito 7. Referendum consultivo.</p>
<p>ABOLIZIONE dei CONSIGLI di AMMINISTRAZIONE degli Enti Regionali.<br />
Quesito 8. Referendum consultivo.</p>
<p>ELEZIONI DIRETTA del Presidente della Regione, previa scelta dei candidati attraverso le primarie.<br />
Quesito 9. Referendum consultivo.</p>
<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE per riscrivere lo Statuto della Sardegna.<br />
Quesito 10. Referendum Consultivo.</p>
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		</item>
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		<title>Ecco la proposta di introduzione della revoca fatta a Morciano (RN)</title>
		<link>http://www.cittadinirovereto.it/diario/ecco-la-proposta-di-introduzione-della-revoca-fatta-a-morciano-rn/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 08:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>
		<category><![CDATA[morciano]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto





il 27 ottobre 2011 a Morciano (RN), Hossein Fayaz, ha chiesto  l&#8217;introduzione dei referendum propositivi e la realizzazione del  Regolamento dei Referendum e l&#8217;introduzione della Revoca degli Eletti.
Pilatesca, ridicola, falsa, ma scontata la risposta del sindaco Battazza: &#8220;&#8230;finora non esiste nell’ordinamento italiano. Per inserirla, occorre avviare una     [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>

<a href='http://www.cittadinirovereto.it/diario/ecco-la-proposta-di-introduzione-della-revoca-fatta-a-morciano-rn/fayaz-al-consiglio-aperto/' title='FAYAZ AL CONSIGLIO APERTO'><img width="150" height="150" src="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2011/10/2011102902101400074-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="FAYAZ AL CONSIGLIO APERTO" /></a>
<a href='http://www.cittadinirovereto.it/diario/ecco-la-proposta-di-introduzione-della-revoca-fatta-a-morciano-rn/battazza-dice-s%c2%93-al-referendum/' title='Battazza dice s al referendum'><img width="150" height="150" src="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2011/10/2011102902134400312-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Battazza dice s al referendum" /></a>

<p><img title="gallery columns=&quot;2&quot;" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wpgallery/img/t.gif" alt="" /></p>
<p>il 27 ottobre 2011 a Morciano (RN), Hossein Fayaz, ha chiesto  l&#8217;introduzione dei referendum propositivi e la realizzazione del  Regolamento dei Referendum e l&#8217;introduzione della Revoca degli Eletti.</p>
<p>Pilatesca, ridicola, falsa, ma scontata la risposta del sindaco Battazza: &#8220;&#8230;<span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><em>finora non esiste nell’ordinamento italiano.<span> </span>Per inserirla, occorre avviare una           campagna di           carattere nazionale. Lo devono decidere in Parlamento.</em>” </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;">Ecco  il resoconto di Hossein e un paio di articoli dei giornali locali  mandati da Fabio Bartolini. Nel Corriere di Rimini, arrivano a definire  la revoca: &#8220;teorizzazioni dei grillini piemontesi&#8221;. Alla faccia della  competenza e dell&#8217;obiettività che dovrebbero avere i giornalisti.</span></p>
<p>Cara         amica/caro amico,</p>
<p>Buon         giorno. In allegato e di         seguito, invio il mio  intervento al Consiglio comunale aperto di ieri sera giovedì 27 ottobre  2011, presso           la sala <img title="Continua..." src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" />consigliare del Municipio di Morciano di Romagna.</p>
<p>L’Amministrazione         comunale a distanza di 18 mesi dall’ultimo  Consiglio comunale         aperto ai cittadini, ha dato nuovamente  l’occasione ai         morcianesi desiderosi,         di fare la  domanda, per essere ammessi e fare un intervento di         dieci minuti  su         uno o più argomenti già dichiarati, e senza il diritto di          replica.<span id="more-5170"></span></p>
<p>Da cittadino         attivo e l’aderente al “Comitato per la difesa  dei diritti         del cittadino”, ho ritenuto che in questo momento,  nel nostro         Comune, come del         resto al livello nazionale,  la questione democratica è al primo         posto. In         quanto,  ritengo che con maggiore “democrazia diretta” e la          partecipazione dei         cittadini, si potrà trovare delle idonee  soluzioni anche alla         crisi economica,         occupazionale e di  credibilità che attualmente il nostro Paese e         Comune sta          attraversando.</p>
<p>La proposta di         aggiungere due nuovi articoli allo Statuto  comunale: il         “Referendum         propositivo” e “Le Elezioni di  Revoca del mandato dell’eletto         per la giusta         causa”,  sono mirati a dare qualche strumento democratico al         cittadino,  nei         lunghissimi cinque anni tra gli appuntamenti elettorali.</p>
<p>In un Comune,         dove manca il Regolamento attuativo dei  Referendum         abrogativi e propositivi &#8211; sugli argomenti molto  limitati &#8211; da         più di cinque         anni, era chiaro che  l’attuale maggioranza e Consiglio comunale,         non sia disposte          a concedere ai cittadini dei nuovi diritti referendari. Questa          non era una         buona ragione per rinunciare a questo diritto.</p>
<p>Ho preferito di         leggere il mio intervento, per poi consegnare  delle copie         al Segretario comunale e i capi gruppi consigliari.          Nell’impossibilità fisica,         di occupare posto nel  seggiolino e tavolino che avevano         preparato per l’intervento          di due bravi, alluni delle medie &#8211; eredità dell’era di Ciotti –          con la schiena         verso il pubblico. Ho cercato di leggere il  mio discorso in         piedi, tra un         brusio continuo, e la  contrarietà evidente, di alcuni         Consiglieri della          maggioranza e di un Consigliere della minoranza.</p>
<p>Alla fine è         intervenuto Sindaco Claudio Battazza: “<em>I  Referendum           sono necessari. Faremo il Regolamento mancante,  quando           prima. In ogni caso, prima di andare via lo faremo. Per  quando           riguarda alle           Elezioni di Revoca del mandato  dell’eletto per la giusta           causa, come diceva           Fayaz  stesso, finora non esiste nell’ordinamento italiano.  Per inserirla,  occorre avviare una           campagna di           carattere nazionale.  Lo devono decidere in Parlamento.</em>”.</p>
<p>Grazie e         Cordiali Saluti.<br />
Hossein Fayaz – <a href="mailto:info@fayaz.it" target="_blank">info@fayaz.it</a><br />
&#8220;Comitato per la difesa dei diritti del cittadino&#8221;.</p>
<p>Di seguito         il testo dell’intervento:</p>
<p>Signor         Sindaco, Signore e Signori Consiglieri, Signora  Segretario         Generale, Signore e         Signori del Pubblico.</p>
<p>Buona sera e         grazie per quest’opportunità.</p>
<p>È stato         accertato che nei Paesi e nei Comuni la presenza di  una maggiore         democrazia e         partecipazione dei cittadini è  sinonimo di maggiore prosperità,         benessere,         coesione  sociale e felicità degli abitanti. Per questa ragione         propongo  che         vengono inseriti altri due basilari articoli di “Democrazia          Diretta” nello         Statuto comunale di Morciano di Romagna:  primo, il Referendum         Propositivo;         secondo, l’Elezione di  Revoca del mandato dell’eletto per la         giusta causa.</p>
<p>L’Amministrazione         Ciotti (centro destra) prima, e Battazza  (centro         sinistra) ora, pur esistendo ripetute richieste,  l’ultima volta         nel Consiglio         comunale aperto del 15  aprile 2010, hanno negato agli elettori         morcianesi          l’esercizio del diritto statutario (Articoli 38 e 39) dei          Referendum abrogativi         e consultivi comunali, dal lontano 2006 ad  oggi. Infatti, non ne         hanno regolamentate         le modalità  di espletamento, tanto da costringere recentemente i         Comitati          cittadini “Per la difesa dei diritti del cittadino” e “Morciano          in Comune” a         rivolgersi al Difensore Civico regionale per  vedersi         riconosciuto un diritto         costituzionalmente  garantito. Il Difensore Civico è intervenuto         prontamente          avviando un’inchiesta.</p>
<p>La         politica locale non può ignorare il significato del voto          referendario         del 12 e 13 giugno 2011 a Morciano.</p>
<p>Non         si può chiedere ai cittadini di fare la raccolta  differenziata         dei         rifiuti urbani, con ottimi risultati e  grande partecipazione e         impegno, per poi         aumentare  anziché diminuire, com’era stato promesso, la Tarsu.</p>
<p>Non         è accettabile che Hera, dopo il verdetto referendario sui          servizi         pubblici, non diminuisca la tariffa dell’acqua.</p>
<p>Non         si può orchestrare la “Urbanistica Partecipata” per il  Pru         Ghigi,         come stabilisce la Legge Regionale n. 6/2009,  Art. 4, comma uno,         tenere         occupati la cittadinanza  attiva dal settembre 2010 al febbraio         2011 e poi          procedere come niente fosse successo, realizzando esattamente i          termini         dell’accordo del 18 febbraio 2010 sottoscritto in  Provincia con         la Società         Rinnovamento Ghigi S.r.l. la  proprietaria dell’ex Pastificio.</p>
<p>La         Costituzione dell’Italia repubblicana, che entrò in vigore  il         primo         gennaio 1948, ha garantito le libertà  democratiche, pace,         progresso sociale ed         economico al  Paese. Ma in pratica il sistema quasi         esclusivamente della  “democrazia         rappresentativa”, ha avuto alcune lacune clamorose,  tra queste         escluse i         Referendum abrogativi, nessuna  forma di democrazia diretta e         partecipativa         della  popolazione.</p>
<p>Come hanno risolto         questi problemi i         nostri vicini?</p>
<p>Ad         esempio i cittadini svizzeri possono effettuare iniziative  e         referendum su qualsiasi argomento su cui può legiferare il          parlamento. Gli         unici obblighi sono che rispettino i  diritti universali         dell’uomo.</p>
<p>Promuovere         un referendum è relativamente facile. Il numero  delle firme         necessarie non è eccessivo. Il tempo a disposizione  degli         organizzatori per la         raccolta delle firme è  ragionevole. Il quorum necessario dei         partecipanti al          referendum non costituisce un ostacolo. In alcuni Comuni e          cantoni è eguale a         zero. In altri è del cinque, dieci o venti  percento degli aventi         il diritto di         voto o talvolta dei  partecipanti alle ultime elezioni del         Parlamento.</p>
<p>Inoltre, la durata del mandato         dei         Consigli  territoriali e del Parlamento è breve. La         rieleggibilità per più  di         due mandati non è possibile.<strong> </strong>E         più importante di tutto hanno una giustizia veloce e precisa.</p>
<p>Hanno un altro         strumento legislativo formidabile. Nella  Costituzione Svizzera e         negli Statuti         comunali degli  enti territoriali svizzeri, anche in quella di         altri Paesi come          molti Stati degli Stati Uniti d’America e Canada, esistono le          elezioni di         revoca dell’eletto per giusta causa. Ad  esempio incapacità ed         inadempienza         dell’eletto di  svolgere il suo ruolo di Amministratore e di         realizzare il suo          programma elettorale. La revoca è lo strumento democratico che          permette agli         elettori di allontanare e sostituire un  amministratore eletto.         La revoca del         mandato di un  eletto, in diversi Paesi, viene chiesta tramite         una petizione          popolare sottoscritta dal 12 al 25 % dei votanti alle ultime          elezioni.</p>
<p>I Referendum         consultivi (Art. 39), aiutano gli amministratori  a capire le         volontà della         maggioranza degli elettori. I  Referendum abrogativi (Art. 38),         liberano i         cittadini  dalle conseguenze negative delle decisioni sbagliate         degli          Amministratori o Dirigenti comunali. I Referendum propositivi,          durante i lunghi         cinque anni del mandato, ricordano ed  impongono all’eletto le         volontà del corpo         elettorale.  Nei Comuni dove si ricorre a questi tre tipi di         Referendum,          l’Amministrazione funziona perfettamente, e di rado si ricorre          alle Elezioni di         Revoca del mandato dell’eletto.</p>
<p>È arrivato il         tempo che i candidati delle prossime elezioni  comunali, si         esprimano su questi         principi della  “Democrazia Diretta” e sulla reale possibilità di         partecipazione          dei cittadini alle decisioni.</p>
<p>Per rispondere         alla domanda frequente del Sindaco Battazza: “<em>Dove           eravate durante l’Amministrazione Ciotti?</em>”,  rammento che         senza         avere la possibilità di ricorrere ai  tre tipi di Referendum ed         Elezione di         Revoca del  mandato, la presenza, le proposte e le proteste dei         cittadini  non         incidono sulle scelte sbagliate degli Amministratori. Gli  esempi         non mancano:         progetto Ghigi a Morciano,  Compartone a San Giovanni in         Marignano, condomini         nel  Parco Tirso a Riccione, il porto turistico di Baia Vallugola         a  Gabicce Mare         ect…</p>
<p>Il referendum         propositivo esiste in centinaia di Comuni  italiani (tutti i         Comuni del Trentino         Alto Adige, del  Friuli Venezia Giulia, della Sicilia, della         Sardegna e della          Val d&#8217;Aosta. Inoltre c&#8217;è ad esempio a Massa in Toscana.)<br />
Esiste in alcuni Comuni anche senza il “limite” quorum:<br />
sono undici i Comuni all’avanguardia in Italia, che hanno gli          strumenti dei         referendum propositivi e abrogativi con un quorum  molto basso         (15%), oppure         pari a zero. Dieci di essi si  trovano nella provincia di Bolzano         e uno nella         provincia  di Trento, guardi caso sono le Province che hanno il         tasso più  basso         di disoccupazione, e il reddito pro capite più alto  italiano.<br />
Il primo comune a togliere il quorum è stato Verano, nella         Provincia di         Bolzano, già nel 2005.<br />
La revoca per ora non esiste in nessuna istituzione italiana. E&#8217;          stata         presentata nella Regione Piemonte da Davide Bono  consigliere del         “Movimento 5 Stelle”,         ma non è stata  ancora discussa. Lui l&#8217;ha chiamata &#8220;richiamo&#8221;.</p>
<p>Questa         sera il Consiglio comunale aperto di Morciano è il  primo in         Italia         a esaminare questo diritto, riconosciuto  in diversi Paesi         europei e nord         americani.<br />
Sono certo che in un futuro non lontano, anche noi elettori          morcianesi         conquisteremo questi diritti basilari del cittadino.</p>
<p>Hossein         Fayaz</p>
<p>Morciano         di Romagna, 27 ottobre 2011.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cittadinirovereto.it/diario/ecco-la-proposta-di-introduzione-della-revoca-fatta-a-morciano-rn/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>A Morciano (RN) il 27 ottobre 2011 viene chiesto di introdurre la revoca nel comune. Prima volta in Italia a livello comunale!</title>
		<link>http://www.cittadinirovereto.it/diario/a-morciano-rn-il-27-ottobre-2011-viene-chiesto-di-introdurre-la-revoca-nel-comune-prima-volta-in-italia-a-livello-comunale/</link>
		<comments>http://www.cittadinirovereto.it/diario/a-morciano-rn-il-27-ottobre-2011-viene-chiesto-di-introdurre-la-revoca-nel-comune-prima-volta-in-italia-a-livello-comunale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 20:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>
		<category><![CDATA[hossein fayaz]]></category>
		<category><![CDATA[morciano]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cittadinirovereto.it/diario/?p=5146</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

giovedì 27 ottobre 2011 durante il Consiglio Comunale Aperto di  Morciano (RN) per la prima volta in Italia verrà richiesto ufficialmente  l&#8217;introduzione dello strumento della revoca degli eletti. E&#8217; la prima  volta in Italia a livello comunale. Questo grazie ad Hossein Fayaz del  Comitato per la difesa dei diritti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/convocazione-CC-aperto-27102011.png"><img title="convocazione CC aperto 27102011" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/convocazione-CC-aperto-27102011-716x1024.png" alt="convocazione CC aperto 27102011" width="430" height="614" /></a></p>
<p>giovedì 27 ottobre 2011 durante il Consiglio Comunale Aperto di  Morciano (RN) per la prima volta in Italia verrà richiesto ufficialmente  l&#8217;introduzione dello strumento della revoca degli eletti. E&#8217; la prima  volta in Italia a livello comunale. Questo grazie ad Hossein Fayaz del  Comitato per la difesa dei diritti del cittadino. Non credo proprio che  la giunta comunale e il consiglio comunale, approveranno la proposta, ma  da qualche parte bisognava iniziare. Anche negli Stati Uniti dove  questo strumento esiste in moltissime città, alla fine del 1800 si è  cominciato a considerarlo, poi a discuterlo, poi a proporlo ed infine è  entrato nella mente e nei cuori dei cittadini e anche dentro alle  istituzioni. Nel gennaio 2011, grazie a Davide Bono, consigliere regione  piemonte del M5S era stata fatta la prima mozione in assoluto in Italia  su questo argomento in qualsiasi istituzione. Giovedì 27 ottobre 2011,  si entra per la prima volta in un comune con una identica proposta. Sono  sicuro che molte altre città seguiranno; chi sarà la seconda? Il primo  passo che dobbiamo fare noi cittadini è quello di informarci. Ad esempio  leggendo il capitolo sulla revoca del libro &#8220;Democrazia dei Cittadini&#8221;  scaricabile gratuitamente qui: <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=37">http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=37</a></p>
<p>Nei prossimi giorni inserirò il video della serata. Purtroppo gli  amici di Morciano in Comune non possono realizzare la diretta video in  streaming per esplicito volere degli amministratori.</p>
<p>Questo il modulo che i cittadini hanno riempito per poter fare una  proposta (lo metto come esempio, magari da riprodurre più  amichevolmente):</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/Modulo-istanza-consiglio-comunale-aperto.pdf">Modulo istanza consiglio comunale aperto</a></p>
<p>Un grande in bocca al lupo ad Hossein, che ha mostrato un esempio da seguire da tutti noi!</p>
<p>Ecco la lettera inviata da Hossein:</p>
<p>Cara amica/Caro         amico,</p>
<p>Buon giorno. Augurandomi di fare       una cosa gradita, in allegato invio il nostro Comunicato Stampa       dal titolo: “<strong>Perché  chiediamo più democrazia nel         nostro Comune?”, riguardo al  Consiglio comunale aperto ai         cittadini di giovedì sera, 27  ottobre, alle ore 20:30, presso la         sala consigliare del  Municipio di Morciano di Romagna.<br />
Con la preghiera di divulgazione.</strong><br />
Grazie e Cordiali Saluti.<br />
Hossein Fayaz<br />
&#8220;Comitato per la difesa dei diritti del cittadino&#8221;.</p>
<p align="center">Perché chiediamo più democrazia nel         nostro Comune?</p>
<p>È         stato accertato che nei Paesi e nei Comuni la presenza di  una         maggiore         democrazia e partecipazione dei cittadini è  sinonimo di maggiore         prosperità,         benessere, coesione  sociale e felicità degli abitanti. Per         questa ragione nel  Consiglio comunale aperto         convocato per giovedì sera 27 ottobre,  alle ore 20:30, in         Municipio, proponiamo         che vengono  inseriti altri due basilari articoli di “Democrazia         Diretta”  nello         Statuto comunale di Morciano di Romagna: primo, il  Referendum         Propositivo;         secondo, l’Elezione di Revoca  del mandato dell’eletto per la         giusta causa.<img title="Continua..." src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /><span id="more-5146"></span></p>
<p>L’Amministrazione         Ciotti (centro destra) prima, e Battazza  (centro         sinistra) ora, pur esistendo ripetute richieste,  l’ultima volta         nel Consiglio         comunale aperto del 15  aprile 2010, hanno negato agli elettori         morcianesi          l’esercizio del diritto statutario (Articoli 38 e 39) dei          Referendum abrogativi         e consultivi comunali, dal lontano 2006 ad  oggi. Infatti, non ne         hanno         regolamentato le modalità  di espletamento, tanto da costringere         recentemente i          Comitati cittadini “Per la difesa dei diritti del cittadino” e          “Morciano in         Comune” a rivolgersi al Difensore Civico regionale  per vedersi         riconosciuto un         diritto costituzionalmente  garantito. Il Difensore Civico è         intervenuto         prontamente  avviando un’inchiesta.</p>
<p>Poiché         le vaghe risposte del Sindaco di Morciano di Romagna  non l’hanno         convinto, con molta probabilità chiederà la nomina  di un         commissario per         decretare il regolamento mancante e  stabilire il diritto negato         ai cittadini.</p>
<p>La         politica locale non può ignorare il significato del voto          referendario         del 12 e 13 giugno 2011 a Morciano. Non si  può chiedere ai         cittadini di fare la         raccolta  differenziata dei rifiuti urbani, con ottimi risultati         e grande          partecipazione e impegno, per poi aumentare anziché diminuire,          com’era stato         promesso, la Tarsu. Non è accettabile che  Hera non diminuisca la         tariffa         dell’acqua. Non si può  orchestrare la “Urbanistica Partecipata”         per il Pru          Ghigi, come stabilisce la Legge Regionale n. 6/2009, Art. 4,          comma 1, tenere         occupati la cittadinanza attiva dal settembre  2010 al febbraio         2011 e poi         procedere come niente fosse  successo, realizzando esattamente i         termini         dell’accordo  del 18 febbraio 2010 sottoscritto in Provincia con         la Società  Rinnovamento         Ghigi S.r.l. la proprietaria dell’ex Pastificio.</p>
<p><strong>I Referendum consultivi</strong> (Art. 39), aiutano gli amministratori a capire le volontà della         maggioranza         degli elettori. <strong>I Referendum abrogativi</strong> (Art. 38), liberano i cittadini dalle conseguenze negative delle          decisioni         sbagliate degli Amministratori o Dirigenti comunali.  <strong>I Referendum propositivi</strong>, durante i lunghi cinque         anni  del mandato,         ricordano ed impongono all’eletto le volontà del  corpo         elettorale. Nei Comuni         dove si ricorre a questi  tre tipi di Referendum,         l’Amministrazione funziona          perfettamente, e di rado si ricorre alle <strong>Elezioni           di Revoca del mandato dell’eletto. </strong></p>
<p>Per         rispondere alla domanda frequente del Sindaco Battazza: “<strong><em>Dove eravate durante             l’Amministrazione Ciotti?</em></strong>”,  rammendo che senza avere         la possibilità di         ricorrere ai  tre tipi di Referendum ed Elezione di Revoca del         mandato, la  presenza,         le proposte e le proteste dei cittadini non incidono  sulle         scelte sbagliate         degli Amministratori. Gli esempi  non mancano: progetto Ghigi a         Morciano,         Compartone a San  Giovanni in Marignano, condomini nel Parco         Tirso a Riccione,          il porto turistico di Baia Vallugola a Gabicce Mare ect…</p>
<p align="left">Il referendum         propositivo esiste in centinaia di  Comuni italiani (tutti i         Comuni del Trentino         Alto  Adige, del Friuli Venezia Giulia, della Sicilia, della         Sardegna e  della         Val d&#8217;Aosta. Inoltre c&#8217;è ad esempio a Massa in Toscana).<br />
Esiste in         alcuni Comuni         anche senza il “limite” quorum:<br />
sono undici i Comuni all’avanguardia in Italia, che hanno gli          strumenti dei         referendum propositivi e abrogativi con un quorum  molto basso         (15%) oppure pari         a zero. Dieci di essi si  trovano nella provincia di Bolzano e         uno nella         provincia  di Trento.<br />
Il primo         comune a         togliere il quorum è stato Verano, nella Provincia di Bolzano,         già nel 2005.<br />
La revoca         per ora non         esiste in nessuna istituzione  italiana. E&#8217;         stata         presentata nella Regione Piemonte da  Davide Bono consigliere del         “Movimento 5 Stelle”,         ma non  è stata ancora discussa. Lui l&#8217;ha chiamata &#8220;richiamo&#8221;.</p>
<p align="left">Giovedì sera il Consiglio comunale aperto di          Morciano è il         primo in Italia a esaminare questo diritto,  riconosciuto in         diversi Paesi         europei e nord americani.<br />
Sono certo che in un futuro non lontano, anche noi elettori          morcianesi         conquisteremo questi diritti basilari del cittadino.</p>
<p>Hossein         Fayaz</p>
<p>“Comitato per la difesa         dei diritti del cittadino”.</p>
<p><a href="mailto:info@fayaz.it" target="_blank">info@fayaz.it</a></p>
<p>Morciano di Romagna, 26         ottobre 2011.</p>
<pre><a href="http://www.hosseinfayaz.com/" target="_blank">www.hosseinfayaz.com</a></pre>
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		</item>
		<item>
		<title>A Napoli sta iniziando un esperimento di democrazia: c&#8217;è la consultazione, la partecipazione e spero poi molto altro</title>
		<link>http://www.cittadinirovereto.it/diario/a-napoli-sta-iniziando-un-esperimento-di-democrazia-ce-la-consultazione-la-partecipazione-e-spero-poi-molto-altro/</link>
		<comments>http://www.cittadinirovereto.it/diario/a-napoli-sta-iniziando-un-esperimento-di-democrazia-ce-la-consultazione-la-partecipazione-e-spero-poi-molto-altro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 18:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[consultazione]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cittadinirovereto.it/diario/?p=5143</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

a Napoli forse sta per iniziare un esperimento di democrazia che  potrebbe cambiare l&#8217;Italia. Si sta seriamente, pare, procedendo a  iniziare a un processo molto esteso di consultazione su ben 16 tematiche  diverse. Si stanno costituendo 16 consulte, a cui si possono iscrivere  senza limiti i cittadini napoletani. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/logo_laboratorio_napoli350.jpg"><img title="logo_laboratorio_napoli350" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/logo_laboratorio_napoli350.jpg" alt="logo_laboratorio_napoli350" width="350" height="372" /></a></p>
<p>a Napoli forse sta per iniziare un esperimento di democrazia che  potrebbe cambiare l&#8217;Italia. Si sta seriamente, pare, procedendo a  iniziare a un processo molto esteso di consultazione su ben 16 tematiche  diverse. Si stanno costituendo 16 consulte, a cui si possono iscrivere  senza limiti i cittadini napoletani. E già ci sono gli elenchi online  dei cittadini iscritti. Centinaia, probabilmente tutti insieme qualche  migliaia.</p>
<p><a title="Laboratorio Napoli" href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15019">Laboratorio Napoli</a></p>
<p>Queste le 16 consulte:</p>
<p>- Promozione della pace e cooperazione internazionale</p>
<p>- Ambiente, Rifiuti, Tutela della salute</p>
<p>- Politiche Sociali e immigrazione</p>
<p>- Politica della casa</p>
<p>- Cultura, Turismo, Spettacoli</p>
<p>- Forum delle culture</p>
<p>- Mobilità e Infrastrutture</p>
<p>- Territorio e Urbanistica</p>
<p>- Beni comuni</p>
<p>- Lavoro, Commercio, Artigianato</p>
<p>- Beni Confiscati e Trasparenza</p>
<p>- Diritto all&#8217;istruzione</p>
<p>- Bilancio Partecipato</p>
<p>- Sport</p>
<p>- Politiche Giovanili e Pari opportunità</p>
<p>- Patrimonio Comune</p>
<p>Le consulte si autoregolamenteranno. Le loro proposte dovranno essere vagliate dalla giunta. Insomma l&#8217;inizio è ottimo, i<a href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/c%252F5%252F2%252FD.0b6b7ed567846e9c005b/P/BLOB%3AID%3D15019"> propositi descritti dall&#8217;assessore al Bene Comune</a> sono pieni di speranza. Non è ancora democrazia diretta, ma se questo  processo funzionerà, non tarderanno ad emergere richeste di strumenti di  democrazia diretta funzionanti, che non prevedano ad esempio il quorum.  Se questo percorso funzionerà in una città così popolosa e piena di  problemi come Napoli, allora la storia dell&#8217;Italia potrebbe cambiare. In  meglio. Napoli potrebbe trascinare il resto d&#8217;Italia in una nuova fase,  quella dove la voce dei cittadini conta davvero.</p>
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		<title>a Formigine (MO) iniziativa popolare per togliere il quorum, a Carpi (MO) il consiglio boccia una mozione che chiede di togliere il quorum</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 12:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[Carpi]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

il Movimento 5 Stelle di Formigine (MO) ha iniziato la raccolta firme  per la iniziativa popolare che chiede di togliere il quorum dai  referendum comunali. Rocco Cipriano, uno dei promotori, mi ha inviato il  modulo ultilizzato. Lo pubblico qui, perchè magari può essere di  esempio per altri comuni. Ovviamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/firme-no-quorum-formigine.gif"><img title="firme no quorum formigine" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/firme-no-quorum-formigine.gif" alt="firme no quorum formigine" width="300" height="225" /></a></p>
<p>il Movimento 5 Stelle di Formigine (MO) ha iniziato la raccolta firme  per la iniziativa popolare che chiede di togliere il quorum dai  referendum comunali. Rocco Cipriano, uno dei promotori, mi ha inviato il  modulo ultilizzato. Lo pubblico qui, perchè magari può essere di  esempio per altri comuni. Ovviamente deve essere riscritto in base allo  statuto comunale e il regolamento che ogni città ha. E come consiglia  Rocco, può essere utile una visita all&#8217;URP locale per sentire i loro  commenti. Inoltre per esempio a Rovereto le firme devono essere  autenticate (che fortuna, eh!) e quindi ci deve essere uno spazio sul  fondo del foglio riservato ai dati degli autenticatori.</p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/Formigine-RACCOLTA-FIRME_MODULO_NoQuorum_pdf.pdf">FORMIGINE MODULO </a><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/Formigine-RACCOLTA-FIRME_MODULO_NoQuorum_pdf.pdf">RACCOLTA FIRME iniziativa</a><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/Formigine-RACCOLTA-FIRME_MODULO_NoQuorum_pdf.pdf"> No Quorum_pdf</a></strong></p>
<p>A Carpi (MO) il Movimento 5 Stelle &#8211; Rifondazione Comunista, che  hanno un consigliere in comune, Lorenzo Paluan, hanno presentato una  mozione per togliere il quorum dai referendum, che è stata bocciata dal  consiglio con PD e PDL uniti e d&#8217;accordo.</p>
<p>Ecco qui il testo di Lorenzo dove descrive il consiglio comunale del  13 ottobre in cui è stata bocciata la sua mozione. Io gli suggerisco di  ripresentare L&#8217;IDENTICA proposta come iniziativa popolare con l&#8217;appoggio  dei cittadini.</p>
<p><em>Ieri sera PD e PDL hanno bocciato l’odg presentato da Carpi 5  Stelle e Rifondazione che chiedeva l’abolizione del quorum sui  referendum comunali.</em></p>
<p><em>Ricordo per inciso che il referendum comunale per il nostro  Statuto è solo consultivo e richiede un numero di firme pari al 4%  dell’elettorato (cioè in proporzione quasi il quadruplo delle firme  necessarie per un referendum nazionale).</em></p>
<p><em>Noi avevamo colto mesi fa, nelle parole dell’Assessore Bellelli  (che ha la delega alla partecipazione, ieri sera assente in aula), la  disponibilità a valutare la questione e il segretario Dalle Ave durante  il dibattito ha ricordato che sul tema il PD si interroga “da più di un  anno”:<img title="Continua..." src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /><span id="more-5127"></span></em></p>
<p><em>Quale occasione migliore quindi di farci sapere ieri sera dov’era  giunto il loro livello di “elaborazione” sul tema, dato che si dibatteva  un OdG in calendario da circa 7 mesi.</em></p>
<p><em>Invece, i due principali partiti di Carpi (l’odg oltre che da  Carpi 5 Stelle – Rifondazione è stato votato da Alleanze per Carpi e  Lega, l’IDV si è astenuta), hanno dimostrato di vedere l’avanzamento di  qualche strumento di democrazia diretta (comunque regolato da leggi e  regolamenti che salvaguardano le funzioni del consiglio, e con una  valenza meramente consultiva) come fumo negli occhi.</em></p>
<p><em>Se il PDL ovviamente non se lo può permettere (gli italiani hanno  dimostrato di essere molto più rapidi nello sfiduciare il governo con i  referendum, di quanto non faccia la loro maggioranza di lacchè nominati  da due capi di partito), il PD tenta la sua arrampicata sugli specchi,  regalandoci un “ci stiamo pensando” che però, a sette mesi dal deposito  della nostra proposta, non si sostanzia in nessuna loro proposta, fosse  di emendamento o di “contrordine del giorno”.</em></p>
<p><em>Ci siamo sentiti dire che va bene abolire il quorum in cambio di  un aumento delle firme (peraltro già alto), se ne poteva discutere, ma  la proposta del PD (dopo più di un anno di arguto pensare, a sentir  loro) sul tavolo non c’era.</em></p>
<p><em>C’è stata anche la mozione “bon ton” istituzionale bipartisan di  Dalle Ave e Benatti: “queste proposte si fanno in accordo con tutti i  capigruppo” , ottimo, peccato che i medesimi capigruppo di PD e PDL non  si degnino di rispondere ad una mail che tratta di ordini del giorno  sulla toponomastica, figuriamoci se parliamo di Statuto.</em></p>
<p><em>Insomma, la fiera del pretesto.</em></p>
<p><em>Non sia mai che i cittadini scoprano che non tutto in politica  deve passare per la mediazione dei partiti (e per inciso, ricordiamo che  il partito con la  maggioranza dei seggi  in consiglio comunale, ha  raccolto poco più di un terzo dei voti degli aventi diritto, come a  dire, il non voto non conta se si tratta di elezioni, diventa decisivo  se si tratta di referendum).</em></p>
<p><em>Ma l’intervento migliore è stato quello del consigliere Pompeo,  che ci ha ricordato come i referendum siano inutili, dato che quello che  il popolo italiano decide (ed ha citato l’esempio del finanziamento  pubblico ai partiti) poi i partiti lo negano negli atti (quindi lo  scandalo è che i referendum si facciano, non che il sistema dei partiti  ne neghi il risultato, secondo Pompeo)</em></p>
<p><em>Motivo in più per ricordare a  chi ci rinfacciava che i referendum  costano, che il loro sistema dei partiti (una greppia da un miliardo di  euro all’anno) ci costa infinitamente di più di qualsiasi referendum (e  ovviamente il taglio alle loro spese, non è all’ordine del giorno.</em></p>
<p><em>Faranno prima a tagliare le pensioni, che siano di destra o di centrosinistra&#8230;).</em></p>
<p>Qui il suo blog:<em> </em><a href="http://lorenzopaluan.blogspot.com/2011/10/pd-e-pdl-quando-la-paura-della.html">http://lorenzopaluan.blogspot.com/2011/10/pd-e-pdl-quando-la-paura-della.html</a></p>
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		<title>Capannori (LU): finalmente anche in Italia si sperimenta il sorteggio dei rappresentanti</title>
		<link>http://www.cittadinirovereto.it/diario/capannori-finalmente-anche-in-italia-si-sperimenta-il-sorteggio-dei-rappresentanti/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 20:02:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[sorteggio]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio partecipativo]]></category>
		<category><![CDATA[capannori]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
su Capannori (LU) nei giorni scorsi sono usciti alcuni articoli  giornalistici, di cui uno parlava di democrazia diretta, che riporto  alla fine di questo post.

Il titolista forse ha leggermente calcato la mano nel descrivere  questo processo come democrazia diretta, però certo è un esperimento di  superamento del normale modello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>su Capannori (LU) nei giorni scorsi sono usciti alcuni articoli  giornalistici, di cui uno parlava di democrazia diretta, che riporto  alla fine di questo post.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/capannori.JPG"><img title="capannori" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/capannori.JPG" alt="capannori" width="553" height="368" /></a></p>
<p>Il titolista forse ha leggermente calcato la mano nel descrivere  questo processo come democrazia diretta, però certo è un esperimento di  superamento del normale modello rappresentativo con una interessante  novità. Quella del <strong>sorteggio</strong>. In Italia poche volte si è creata una assemblea di cittadini con poteri così forti, tramite <strong>estrazione a sorte</strong>.  Mentre nei paesi anglosassoni, le esperienze cominciano ad essere varie  e significative, nel nostro paese questa è ancora una rarità.</p>
<p>Cosa sta succedendo a Capannori? Si sta facendo un <strong>bilancio socio-partecipativo</strong> (come lo chiamano loro), in cui gli 80 cittadini partecipanti sono  stati estratti a sorte dalle liste elettorali in modo che rispecchino  demograficamente la composizione della società.</p>
<p>Questi 80 cittadini discuteranno di progetti da realizzare con  <strong>400.000 euro.</strong> Forse questa è la debolezza di tutto il processo. Perchè poi nel  percorso è stato stabilito che gli 80 si dividano in 4 parti  corrispondenti alle 4 circoscrizioni ed ugnuna studi le sue proposte, da  effettuarsi quindi con 100.000 euro a testa.</p>
<p>Un po&#8217; pochino su una popolazione di 46.000 abitanti. Il <a href="http://www.comune.capannori.lu.it/sites/default/files/ici/All.1%20-%20Bilancio%202011%20Annuale.pdf">bilancio 2011</a> del comune, risulta infatti di 89 milioni di euro. La somma di 400.000  euro che sarà discussa in questo processo partecipativo, significa che  lo 0,45% del Bilancio Comunale verrà deciso dai cittadini e il 99,55%  dai rappresentanti.</p>
<p>Tutto da gettare quindi? No. Anzi, il processo <strong>&#8220;Dire, fare, partecipare&#8221;</strong> sembra studiato molto bene.</p>
<p>Lo si può vedere qui (documenti, progetto, foto e risultati):</p>
<p><a href="http://www.comune.capannori.lu.it/node/9066">http://www.comune.capannori.lu.it/node/9066</a></p>
<p>Ed è solo un inizio. Magari tutti i comuni in Italia avessero di  queste iniziative. Molti gruppi di cittadini hanno tentato di realizzare  qualcosa di simile, senza soldi in gioco. Qui dove una piccola somma  c&#8217;è, potrebbe diffondere voglia di maggiore democrazia e chissà che nei  prossimi anni non fioriscano richieste in questo senso. Per cui  studiamolo, capiamolo, duplichiamolo e miglioriamolo. In tutta Italia.</p>
<p><strong><em>articolo apparso su Il Fatto Quotidiano<img title="Continua..." src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /><span id="more-5100"></span></em></strong></p>
<p><strong><em>Nel paese della democrazia diretta Capannori, dove a decidere sono i cittadini </em></strong></p>
<p><strong><em>La  giunta di Giorgio Del Ghingaro, eletto con il  centrosinistra, ha  infatti deciso di stanziare 400mila euro e sarà una  commissione scelta  “dal basso” a stabilire in quali progetti investire.</em></strong><br />
E’ più urgente riasfaltare la strada, costruire il parco giochi o   sistemare l’illuminazione pubblica? A Capannori, in provincia di Lucca,   lo decidono i cittadini. La giunta di Giorgio Del Ghingaro, eletto con   il centrosinistra, ha infatti deciso di stanziare 400mila euro e sarà   una commissione scelta “dal basso” a stabilire in quali progetti   investire. Un’iniziativa che porta i residenti a condividere e discutere   le priorità del territorio, dai marciapiedi agli spazi pubblici, e ad   entrare in modo trasparente nelle pieghe del bilancio comunale.</p>
<p>“L’idea nasce da un percorso di partecipazione inaugurato qualche   anno fa con il varo di quattro commissioni partecipate su rifiuti,   acqua, mobilità e barriere architettoniche”, spiega Giorgio Del   Ghingaro, sindaco di Capannori dal 2004, oggi al secondo mandato e   iscritto al Partito democratico. “La commissione di questo nuovo   progetto, avviato attraverso un bando della Regione Toscana, rappresenta   proporzionalmente i 46mila residenti. Infatti include quattro  immigrati  che sul territorio sono il 6% della popolazione”. L’unica  percentuale  che il Comune ha voluto “ritoccare” per eccesso è quella  che riguarda i  giovani tra i 18 e i 35 anni, troppo spesso emarginati  dalla vita  istituzionale anche nelle piccole amministrazioni.</p>
<p>Per garantire la massima trasparenza nella selezione della   commissione, una ditta specializzata ha reclutato telefonicamente per   conto del Comune un campione rappresentativo di 80 cittadini, divisi   equamente tra maschi e femmine e tra le 4 ex circoscrizioni del   territorio, tagliando fuori i “professionisti della politica”. Infatti   nel gruppo decisionale, monitorato da un comitato di garanzia di cinque   membri che include un consigliere di maggioranza e uno di opposizione,   non può accedere chi ricopre una carica politica o è presidente di   un’associazione. I cittadini quindi partecipano al percorso di   elaborazione degli interventi fino alla votazione finale dell’election   week a dicembre, momento in cui stabiliranno come investire i 400.000   euro stanziati. Le opere scelte saranno realizzate entro il 2012 e i   lavori sono già iniziati da oltre un mese.</p>
<p>“Si incontrano ogni venerdì pomeriggio nella sala mensa del Comune   che abbiamo messo a disposizione”, spiega Del Ghingaro. “Finora hanno   ascoltato i dirigenti del Comune per conoscere i problemi e le aree di   intervento prioritario. Al termine della fase informativa discuteranno   suddivisi in base alla circoscrizione per poi confrontarsi   collettivamente. Poi entro il 31 dicembre, al termine dell’election   week, voteranno i progetti da finanziare che la giunta adotterà porterà   in consiglio comunale”. Il sindaco ricorda quindi che il lavoro della   commissione non è di carattere consultivo ma decisionale “perché il   Comune deve essere un palazzo di vetro in cui sono i cittadini a   decidere”.</p>
<p>Ma a Capannori la democrazia diretta non si esaurisce con i 400mila   euro e Del Ghingaro sta già pensando a un “bilancio di genere” per   “ridurre le diseguaglianze tra le donne e gli uomini attraverso una più   equa distribuzione delle risorse e la stesura di politiche ‘ad hoc’.   “Vorremmo abbattere le barriere con l’aumento degli asili nido, più   corsi di italiano per le immigrate e incentivi alle imprese femminili.   Il governo ci ha tolto 2 milioni di euro di finanziamenti, ma non   abbiamo tagliato il welfare a sostegno delle fasce più deboli della   popolazione”, osserva il sindaco. “Perché questa – conclude – è una   battaglia di civiltà”.</p>
<p>Corriere Fiorentino</p>
<p><em>di Alessio Ciacci &#8211; Corriere Fiorentino di Giovedì 29 Settembre</em></p>
<p><em><strong>Cittadini protagonisti con il Bilancio Partecipativo di Capannori</strong></em></p>
<p>«Il  Bilancio Partecipativo è una forma pubblica di gestione del  potere, con  cui i cittadini decidono come sarà utilizzato il bilancio  pubblico. E’  un modo di controllare da dove viene il denaro e dove va,  una maniera  con cui tutti partecipano a decidere come le risorse  saranno spese».<br />
dal Regolamento dell’Orçamento Participativo, Porto Alegre<br />
Per costruire nuovi modelli di democrazia diretta, nasceva venti anni fa   a Porto Alegre, città del sud del Brasile, l’esperienza dell’Orcamento   Partecipativo, il bilancio partecipativo. Una nuova forma di  “democrazia  diretta’’ attraverso cui i cittadini scelgono autonomamente  ogni anno  come e dove investire parte delle risorse del municipio.  Fare bilancio  partecipativo vuol dire delegare l’allocazione delle  spese pubbliche ad  organizzati momenti assembleari in cui ogni  cittadino ha diritto di  esprimere il proprio parere rispetto a progetti  nati dal percorso  partecipativo e decidere quali realizzare.<br />
La Regione Toscana, prima in Italia,  ha varato un’apposita ed avanzata   legge sulla Partecipazione che finanzia la partenza di progetti   partecipativi a livello locale legati alle scelte più importanti delle   comunità, sulle opere pubbliche, gli strumenti di decisione urbanistica,   la cultura, l’integrazione, l’ambiente. Proprio grazie a questa legge   Capannori ha ottenuto un finanziamento per l’avvio del bilancio   partecipativo. Dopo l’adesione alla strategia Rifiuti Zero al 2020,   Capannori si conferma sempre più un laboratorio nazionale per le buone   pratiche ambientali e partecipative.<br />
Con questo progetto 400 mila euro del bilancio comunale saranno infatti   riservati, nel 2012, ad interventi decisi in processi partecipativi, in   corso proprio in queste settimane. A settembre sono iniziati i   laboratori, in cui si illustrano le caratteristiche di un bilancio   comunale ed il bilancio sociale, in modo da dare un quadro generale   dell’operato dell’Amministrazione. A Dicembre i progetti saranno   presentati in assemblee pubbliche sul territorio e si svolgeranno e   votazioni aperte per una settimana per scegliere i progetti da   realizzare. Con questo progetto parte a Capannori una nuova stagione di   buone pratiche e una nuova, importante ed innovativa forma di   partecipazione diretta alle scelte della comunità, una democrazia   diretta che lascia intravedere la nascita di un rapporto diverso tra   cittadini ed istituzioni. Vogliamo continuare a fare di Capannori un   grande laboratorio di innovazione, partecipazione, buone pratiche e   sostenibilità, per continuare tutti assieme a costruire una comunità che   costruisce, da protagonista, il proprio futuro.</p>
<p>Alessio Ciacci<br />
Assessore all’Ambiente e alla Partecipazione Comune di Capannori</p>
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		<title>A Concorezzo (MB) sono iniziate 3 raccolte firme: una chiede di togliere il quorum dai referendum comunali</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 17:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[concorezzo]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
Roberto Brambilla che tra le molte cose è anche consigliere comunale a  Concorezzo (MB) per una lista civica, mi ha mandato il testo e il  volantino esplicativo di tre petizioni che hanno iniziato da poco nel  loro comune.

Due riguardano il PGT, la terza chiede che vengano introdotti e  rgolamentati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>Roberto Brambilla che tra le molte cose è anche consigliere comunale a  Concorezzo (MB) per una lista civica, mi ha mandato il testo e il  volantino esplicativo di tre petizioni che hanno iniziato da poco nel  loro comune.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/comune-concorezzo_mb.jpg"><img title="comune-concorezzo_mb" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/comune-concorezzo_mb.jpg" alt="comune-concorezzo_mb" width="450" height="338" /></a></p>
<p>Due riguardano il PGT, la terza chiede che vengano introdotti e  rgolamentati i referendum propositivi, abrogativi e venga tolto il  quorum. Ecco il testo di questa terza richiesta:</p>
<p><em>Egregio signor Sindaco di Concorezzo,</em></p>
<p><em>chiedo di prendere al più presto tutti i provvedimenti necessari  (es. regolamento dei referendum e modifica dello statuto del comune) per  dare ai cittadini la possibilità di decidere sul futuro della propria  comunità con strumenti quali il referendum consultivo previsto dallo  statuto comunale (art. 47 capo V), il referendum abrogativo, il  referendum propositivo. Chiedo inoltre che il quorum sia azzerato.</em></p>
<p>E questo il testo del volantino intero:</p>
<p><em>Firma le tre petizioni</em></p>
<p><em><strong>1) Per evitare la cementificazione di Concorezzo</strong></em></p>
<p><em><strong>2) Per tutelare meglio il poco verde rimasto attorno al paese</strong></em></p>
<p><em><strong>3) Per dare più potere ai cittadini con la democrazia diretta</strong></em></p>
<p><em>Stiamo raccogliendo le firme per tre petizioni al Sindaco di Concorezzo.</em></p>
<p><em><strong>La prima petizione</strong> è per chiedere che la <strong>grande tangenziale</strong> – che parte dalla rotonda del nuovo spaccio di Frette e gira intorno  alla vecchia dogana per connettersi con la strada per Oreno (non era  prevista nel programma della maggioranza) – venga tolta dal Piano di  Governo del Territorio.</em></p>
<p><em>Questa tangenziale  asfalta  30.000 mq. e pone le premesse per una  perdita di terreno agricolo pari a 87.500 mq nelle adiacenze di  via  Remo Brambilla + 96.000mq in via Piave; per non parlare di Via Kennedy  dove si devastano altri 87.500 mq.  Il tutto è pari alla bellezza di  circa 45 campi di calcio!</em></p>
<p><em>Le nuove edificazioni previste da questo PGT portano 1800 nuovi  abitanti aggravando lo squilibrio territoriale e ambientale già  fortissimo a ciò si aggiungono altri 2 o 3 mila abitanti a causa delle  nuove  aree che vengono “accerchiate” dalla tangenziale. Chi paga la  manutenzione futura di quella strada dopo che sarà costruita con i soldi  dei cittadini e che serve a pochi privati? Perché non fare una  rotatoria al semaforo della Pagani? Perché continuiamo a fare cassa  svendendo il territorio? E quando il territorio finirà?</em></p>
<p><em>Non sarebbe meglio parlare direttamente alla cittadinanza dei  problemi economici del comune e come far fronte ad essi senza continuare  a cementificare il territorio ovvero le “radici”  del nostro paese?  Vogliamo che Concorezzo resti simile ad un paese o vogliamo che si saldi  ai paesi confinanti?</em></p>
<p><em><strong>La seconda petizione</strong> è per chiedere la <strong>tutela del territorio agricolo</strong> che sta intorno a Concorezzo estendendo il Parco della Cavallera. I  vincoli che prevede l&#8217;attuale amministrazione sono assolutamente  modificabili: in sostanza non danno alcuna garanzia di preservare il  poco verde rimasto. Il Parco é l&#8217;unica speranza di poter ancora trovare  dei luoghi piacevoli a portata di piede o di bici. Se avete terreno  agricolo e lo date ai terzisti contattateci per dar vita ad un progetto  coordinato che vi renderà di più&#8230;</em></p>
<p><em><strong>La terza petizione</strong> serve per chiedere che a Concorezzo si introducano gli strumenti necessari per dare <strong>più potere ai cittadini</strong> grazie a referendum comunali abrogativi e propositivi (un solo esempio:  se li avessimo avuti l&#8217;Acqua World sarebbe rimasto sulla carta&#8230;  Vogliamo inoltre abbassare il quorum a zero per non ammazzare la  democrazia. Chiediamo inoltre il regolamento per i referendum che  Concorezzo aspetta da 10 anni!</em></p>
<p><em>Firmate al banchetto!! I cittadini che volessero dare una mano si  mettano in contatto con il numero 039 988 10 21 o scrivano a  info@listacivicaconcorezzo.org . Chiedeteci i moduli per raccoglierle  voi stessi tra i vostri familiari o scaricateli da  www.listacivicaconcorezzo.org</em></p>
<p><em>Altre date per poter firmare: Il 25 settembre alla festa della  Lista civica in Cortenuova (via Libertà 136/F) : biciclettata, focacce  bio, spettacoli, musica, giochi! Martedì  27 settembre al mercato.</em></p>
<p><em>Cari cittadini non delegate la gestione del territorio! Ne va del nostro futuro!</em></p>
<p><em>Il territorio cementificato è perso per sempre!</em></p>
<p><em>www.listacivicaconcorezzo.org </em></p>
<p><em> www.retecivicaitaliana.it</em></p>
<p>Questi i file in formato .doc per poterli modificare ed usare anche nella propria città:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/2011-09-Moduli-per-la-raccolta-di-firme-sul-PGT-e-Dem-Dir-20-luglio-2011.doc">2011-09 Moduli per la raccolta di firme sul  PGT e Dem Dir 20 luglio 2011</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/2011-10-Volantino-per-promuovere-la-raccolta-di-firme-per-le-3-petizioni-2-set.doc">2011-10 Volantino per promuovere la raccolta di firme per le 3 petizioni 2 set</a></p>
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		<title>nasce la petizione &#8220;Io pago, io decido&#8221; a Biella: un esempio per il resto d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 20:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[biella]]></category>
		<category><![CDATA[io pago io decido]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ottimo esempio da imitare ovunque in Italia. Gli amici del Comitato  Più Democrazia di Biella hanno creato la petizione &#8220;Io pago, io decido&#8221;.

Ecco le motivazioni:
Le risorse della comunità devono essere gestite dalla comunità.   Per fare questo invitiamo il Sindaco, la Giunta e il Consiglio  Comunale  di Biella ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ottimo esempio da imitare ovunque in Italia. Gli amici del Comitato  Più Democrazia di Biella hanno creato la petizione &#8220;Io pago, io decido&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/petizione-iopagoiodecido1.jpg"><img title="petizione-iopagoiodecido1" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/petizione-iopagoiodecido1.jpg" alt="petizione-iopagoiodecido1" width="500" height="219" /></a></p>
<p>Ecco le motivazioni:</p>
<p><strong>L</strong><strong>e risorse della comunità devono essere gestite dalla comunità</strong>.   Per fare questo invitiamo il Sindaco, la Giunta e il Consiglio  Comunale  di Biella ad attivare lo strumento del bilancio partecipativo,  così da  permettere a noi cittadini di indicare le problematiche e le  priorità  economiche per la Città. <strong>L’attuale crisi finanziaria – e   l’indebitamento del Comune di Biella di oltre 64 milioni di euro – è   un’opportunità per introdurre innovativi strumenti di democrazia diretta</strong>, destinati a diventare il futuro della vita civica e già utilizzati nel presente da numerosi comuni italiani.</p>
<p>Se i cittadini possono sviluppare <strong>un bilancio partecipativo e dei</strong> <strong>referendum propositivi senza quorum</strong> (per evitare l’uso tattico del non voto) la partecipazione alla vita   politica cittadina aumenta e ne guadagna l’intera comunità. In questo   modo <strong>la cittadinanza diventa protagonista</strong> e può dettare l’agenda politica senza essere chiamata in causa solamente una volta ogni 5 anni durante le elezioni. <strong>Dando   a noi cittadini maggiore responsabilità, il bilancio partecipativo e i   referendum senza quorum ci aiutano anche a comportarci più   responsabilmente</strong>.</p>
<p>Ecco quindi in breve quanto chiediamo con la <strong>petizione “io pago io decido”</strong>:<br />
1. <strong>BILANCIO PARTECIPATIVO</strong> (io pago, io decido)<br />
2.<strong> REFERENDUM PROPOSITIVI</strong> (proposte, non proteste)<br />
3.<strong> TOGLIERE IL QUORUM</strong> (chi partecipa decide)</p>
<p>Qui il sito di riferimento:</p>
<p><a href="http://www.iopagoiodecido.it/2011/09/10/perche-la-petizione-io-pago-io-decido/">http://www.iopagoiodecido.it/2011/09/10/perche-la-petizione-io-pago-io-decido/</a></p>
<p>Qui il documento completo della petizione (come esempio da relìplicare anche nelle nostre città):</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Petizione-iopagoiodecido.pdf">Petizione-iopagoiodecido</a></p>
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