post di Andrea Trentini
articolo di Otto von Aufschnaiter Dipl. Ing. FH (Presidente dell’Iniziativa) e di Stephan Lausch (Coordinatore dell’Iniziativa)
In questi giorni la Germania e tutta l’Europa con tanta gioia ricordano la rivoluzione nonviolenta dei cittadini della DDR e la caduta del muro di Berlino 20 anni fa. Anche il nostro referendum provinciale sulla democrazia diretta del 25 ottobre scorso ha puntato a rimuovere un muro. Naturalmente non si trattò di demolire un muro di cemento come quello di Berlino, bensí di un muro virtuale che ha bloccato la partecipazione attiva dei cittadini alla politica. A causa del quorum di partecipazione del 40% voluto dal potere politico questo grande progetto politico per un soffio non è stato approvato, ma nel muro del sistema di potere si sono aperte delle crepe ben visibili.
La partecipazione al referendum, che supera il 38% con un consenso di SI dell’83%, significa una spinta enorme a favore di una riforma sostanziale del modo di far politica nella nostra provincia. Questo risultato dimostra che moltissimi sudtirolesi di lingua tedesca hanno apprezzato l’intento e lo spirito del nostro progetto e hanno chiaramente manifestato la loro volontà di partecipare direttamente alla politica provinciale. Questo risultato è ancora più rispettabile perché è stato raggiunto malgrado condizioni assai difficili: una campagna a nostro avviso illegale di intimidazione e di disinformazione da parte della giunta provinciale, il non rispetto delle regole per la par conditio da parte di alcuni organi di informazione, ed infine palesi irregolarità procedurali durante la giornata di votazione.
Detto questo siamo contenti di questo risultato raggiunto anche grazie all’impegno tenace ed instancabile di centinaia di volontari. Cogliamo l’occasione per esprimere gratitudine e riconoscimento a loro e ai vari personaggi che pubblicamente hanno chiamato alla partecipazione al voto e si sono esposti per una democrazia più partecipativa (Kusstatscher, Renner, Gasser, Rier e Tarfusser). Non voremmo però dimenticare che sotto le condizioni ben note anche la sola partecipazione al voto soprattutto nei centri minori à stata per molti cittadini un atto di corraggio civile che va apprezzato.Continueremo il nostro impegno per il miglioramento della democrazia diretta con forze alquanto potenziate. Siamo pronti ad entrare in una trattativa con tutti i partiti presenti nel Consiglio provinciale per elaborare una nuova legge per la democrazia diretta per via parlamentare, affinché sia fatta giustizia alla volontà espressa da più di un terzo della popolazione. Se non si delinea la possibilità di un compromesso accettabile, teniamo aperta l’opzione di ricorrere nuovamente alla via referendaria.

































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