di Athos Gualazzi
Quello che mi riprometto con la mia candidatura sono sostanzialmente due cose: a)portare il mio piccolo contributo di contatti/conoscenze ad una lista di cui condivido interamente gli scopi, anche se da sognatore io auspicherei una democrazia diretta più che partecipativa e b) portare a conoscenza dell’opinione pubblica quelli che possono essere gli ostacoli perché Internet non sia uno strumento per realizzare una migliore democrazia. Internet da solo non può costruire la democrazia, è solo un meraviglioso mezzo di comunicazione, una piazza mondiale tecnologica e come tutte le tecnologie è neutra, nè per il bene nè per il male, sta a noi utilizzarla nei migliori dei modi e ai politici favorire piuttosto che ostacolare. I continui tentativi di demonizzare Internet e di incolparla di essere fautrice delle peggiori pulsioni umane sono dovuti innanzi tutto all’ignoranzza del mezzo, non è in Facebook che nasce la cattiveria, è strisciante nella nostra società e i social network hanno l’unica colpa di renderla pubblica, un reato commesso su Facebook è punibile alla stregua che se fosse commesso su qualsiasi altro mezzo di comunicazione pubblico, come se fosse scritto su un muro in una piazza, anzi per la Polizia Postale è più facile perseguirlo che scritto su un muro di notte. Ma veniamo all’ACTA (Anti-Counterfeiting-Trade-Agreement=Accordo commerciale anticontraffazione) fra gli U.S.A., l’Europa, il Canada e altri Paesi più o meno avanzati/occidentali. Si tratta di un accordo coperto dagli U.S.A. dal segreto di Stato con la dichiarazione esplicita che se portato a conoscenza del grande pubblico susciterebbe enormi opposizioni perché, dai documenti trafugati dai pirati, risulterebbe essere un accordo in netta violazione di molte delle costituzioni dei Paesi che partecipano al trattato: trasformazione di Internet in una grande televisione/supermercato con esclusione delle libertà che ora tutti godiamo e che ci permetterebbero di utilizzare Internet per realizzare una democrazia partecipativa se non diretta. Un comune come Rovereto non può certo opporsi all’ACTA ma il mio obiettivo è di rendervi partecipi e consapevoli della situazione. A livello nazionale, Europeo e mondiale ci si sta opponendo chiedendo innanzi tutto che il trattato sia reso pubblico e che non sia concluso all’insaputa dei cittadini. con questo mio articolo mi riprometto di informare alcuni che ancora non sanno di questo ACTA e fosse anche solo uno di coloro che mi leggono ad apprendere qualcosa che non sapeva e si attivasse per partecipare a mantenere la Net-Neutrality avrei raggiunto il mio obiettivo. Potete trovare numerosa documentazione sul sito di scambioetico e qualcosa anche sul sito della mia associazione Partito Pirata, buona lettura.
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Grazie Athos per queste informazioni di cui non sapevo nulla. Anche se il comune di Rovereto non può fare nulla sull’argomento perchè è competenza dei “rappresentanti” e dei burocrati europei, però potrebbe benissimo farsi promotore e organizzatore di un convegno italiano sul tema, chiedendo l’intervento dei massimi esperti e facendo in modo che di questo argomento si dibatta a livello nazionale.