queste alcune domande a cui sarebbe giusto l’azienda e l’APPA rispondessero. In questa eventualità pubblicherei qui integralmente le risposte. Domande alla Sandoz, all’APPA, agli amministratori di Rovereto e ai cittadini.
1. Nella sua relazione, la Sandoz afferma che bruciare i solventi organici è una Migliore Tecnologia Disponibile. In realtà ce ne sono almeno altre due altrettanto valide per i prodotti indicati, elencate dal documento BREF dell’Unione Europea: 1) Ossidazione chimica dei COV; 2) Ossidazione in umido dei COV. Perché su tre possibili alternative ne è stata indicata 1 sola, implicitamente facendo erroneamente credere che fosse l’unica possibile?
2. In un articolo del 2 aprile 2004 apparso su Il Trentino e che descriveva un processo a carico dell’azienda Biochemie (vecchio nome dello stabilimento Sandoz) veniva descritto che la Biochemie non disse tutta la verità alla Provincia e che il reato di falso ideologico con l’accusa di aver diluito con più acqua i propri rifiuti invece di depurarli, fu archiviato per prescrizione. La Biochemie non fu quindi assolta, ma il reato di cui era accusata era prescritto, erano passati troppi anni. Che commenti ha la Sandoz su questo articolo? Se è vero quanto riportato da Il Trentino, come possono i cittadini fidarsi oggi di questa azienda?
3. Un documento della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale dice che “L’incenerimento dei rifiuti, fra tutte le tecniche di smaltimento, è quella più dannosa per l’ambiente e la salute umana.” Perchè tra le varie possibilità è stata scelta questa?
4. Visto che nella zona industriale di Rovereto c’è un’alta concentrazione di industrie potenzialmente pericolose ed inquinanti, è più opportuna una Valutazione ambientale strategica (Vas), che tenga conto dell’insieme delle aziende dell’area, anziché una Via, che verifica solo se una singola azienda rientra nei limiti. Perchè è stata fatta la VIA anzichè la VAS?
5. Come tutte le combustioni sopra i 1000 gradi, anche il nuovo inceneritore produrrà delle nanoparticelle, particelle che sono molto più piccole delle PM10 e che sono molto molto più pericolose, perchè entrano direttamente nelle cellule dell’organismo e possono causare patologie molto gravi. Le nanoparticelle non vengono monitorate e quindi è tutto a norma di legge. La salute dei cittadini è stata inserita nel calcolo economico della Sandoz, o tutto è stato scaricato sulla collettività?
6. Dal progetto della Sandoz si evince che c’è la possibilità di produzione di piccole quantità di diossina. La mancanza di monitoraggio della sua eventuale produzione come fa a tutelare i cittadini?
7. L’Unione Europea ha stabilito il principio di Precauzione che indica una sospensione delle iniziative anche in assenza di prove certe e definitive che il danno possa effettivamente occorrere. Perchè a Rovereto non vale il principio di Precauzione europeo?
8. Visto che è in corso un referendum sull’inceneritore della Sandoz, perché non aspettare l’esito del referendum prima di chiudere procedura della VIA?
9. Nella cava di Roncegno tutto era a norma per gli organi di controllo della Provincia, finchè non sono stati effettuati i controlli del Corpo Forestale dello Stato. Poi si è scoperto che arrivavano rifiuti tossici, che le analisi venivano contraffatte. Succederà lo stesso a Rovereto? Chi controllerà l’azienda? E chi controllerà i controllori?
10. Chi ci assicura che vengano bruciate sempre e solo le sostanze per le quali viene fatta la Valutazione d’impatto ambientale? E se magari per sbaglio entra nel bruciatore materiale che non dovrebbe? Che procedure adotta l’azienda e il controllore per ovviare a rischi simili? Che conseguenze o comunque quali piani di emergenza ci sono qualora capitasse?
11. L’APPA fa licenziare chi fa denunce di malaffari? Un operaio della EuropaSteel ha denunciato alla Agenzia Provinciale per l’Ambiente, APPA, che la sua azienda smaltiva rifuiti tossici in maniera abusiva. L’APPA fece sapere la cosa ai vertici dell’azienda che licenziarono l’operaio. Questa denuncia è apparsa sui quotidiani. Succederà la stessa cosa alla Sandoz? Come saranno tutelati i lavoratori che dovessero inoltrare denunce?
12. Chi garantisce i cittadini che poi la sede roveretana della Sandoz non brucerà anche i rifiuti della sede austriaca, che ha 2000 operai e 13 volte più rifiuti della sede roveretana? Se la multinazionale Sandoz che ha unità produttive in tutto il mondo, chiede a tutte le autorità di bruciare i suoi rifiuti e tutte rifiutano e qui no, chi ci dice che non userà Rovereto come valvola di scarico di tutte le altre sedi? Visti i precendenti della cava di Roncegno dove entravano rifiuti tossici che non dovevano entrare, nonostante tutto fosse monitorato dall’APPA e tutto apparisse formalmente in regola, a Rovereto quali sono le misure prese per impedire cose simili?
13. Visto che i solventi organici bruciati sono in miscela con l’acqua, la temperatura costante di 1200°C illustrata dal progetto Sandoz, sarà molto difficile da mantenere. In queste condizioni si producono spesso prodotti indesiderati. Chi controllerà che la temperatura sia costante? E se non lo sarà che misure saranno adottate?
14. La diossina non è l’unica sostanza cancerogena che si forma nelle combustioni e in linea ipotetica, durante questo ciclo si potrebbero formare composti azotati quali il carbazolo composto altrettanto cancerogeno. Da notare che la Sandoz stessa afferma in una nota in corsivo nel progetto consegnato in comune, che si potrebbe formare piridina, sostanza non certo conosciuta per essere salubre. [nota da wikipedia : La piridina è una sostanza tossica per inalazione, ingestione e assorbimento attraverso la pelle. È un sospetto cancerogeno e riduce la fertilità maschile. Tra i sintomi più comuni legati all'esposizione alla piridina rientrano la nausea, il vomito, il mal di testa, la tosse e la difficoltà a respirare.]. Come verranno monitorate queste sostanze?

























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